IL VULCANO HA IL FUOCO NELLE VENE

IL VULCANO HA IL FUOCO NELLE VENE

Il fuoco proveniente dal ventre di un vulcano veniva ritenuto nell’antichità la manifestazione delle divinità sotterranee. Gli antichi credevano che sottoterra si celassero le forze profonde che generavano la vita e potevano dare la morte.
L’uomo ha sempre sentito il fascino del fuoco prodotto dalle misteriose profondità dei vulcani.

Prometeo e l’aquila

Secondo i greci il fuoco fu un dono di Prometeo agli uomini. Zeus però si vendicò del tradimento di Prometeo: lo legò ad una rupe e gli fece divorare il fegato da un’aquila.

Nuova Zelanda, Tongariro crossing

La dea sotterranea, chiamata anche Grande madre, era legata agli dei che risiedevano nelle profondità. Era la  personificazione delle forze sismiche e vulcaniche. Il culto delle rocce sacre, che rappresentavano la vagina, riconosceva il potere creativo dell’universo che si incarnava nei genitali femminili.

Anche per la scienza i vulcani sono stati essenziali per la creazione della vita sul pianeta. Alcuni ritengono che gli oceani e l’atmosfera terrestre siano stati creati in gran parte dai vulcani. Sono stati prodotti dall’emissione e dalla condensazione di gas e vapori tipiche delle eruzioni. I vulcani hanno anche liberato fertilizzanti come potassio e fosforo, essenziali per l’agricoltura.

Le fertilissime pendici del Vesuvio

Le pendici del Vesuvio e dell’Etna sono fittamente coltivate proprio per le straordinarie qualità del terreno.

Il vulcanismo secondario

Isola di Vulcano, bagni di fango

Oltre ai terremoti e alle eruzioni, i vulcani sviluppano fenomeni detti di vulcanismo secondario. In genere si verificano quando il vulcano è spento o in fase di riposo. Le sorgenti e i fanghi termali fanno parte di questi fenomeni.

Sull’isola di Vulcano, nel gruppo delle isole Eolie, c’è un laghetto. Negli anni sessanta è stata asportata la crosta superficiale, in modo da consentire agli ospiti il bagno nelle sue acque. L’acqua contiene vapori di zolfo, anidriti, sali di metalli e radioattività naturale. L’emissione di soffioni e la temperatura calda delle acque fangose svolgono un’azione rilassante. Inoltre, le sostanze presenti nel fango curano i disturbi respiratori, le malattie della pelle e dell’apparato locomotore.

Il culto dei vulcani

I maori sono un popolo polinesiano diffuso in Nuova Zelanda.

Alla fine degli anni settanta l’artista Matahi Whakataka-Brightwell ha scolpito le rocce del lago Taupo

La cultura maori è ancora viva benché si sia scontrata con quella dei colonizzatori di origine inglese. Il governo neozelandese ha varato un progetto di protezione e di integrazione della cultura indigena.

I maori venerano i vulcani.

La modella Jaylene Cook fotografata sul vulcano Taranaki in Nuova Zelanda

La modella Jaylene Cook si è fatta fotografare nuda sul vulcano Taranaki in Nuova Zelanda e ha diffuso la foto su internet. I maori, che venerano il vulcano perché è considerato la tomba di un loro antenato, hanno protestato perché per loro questa foto equivale a quella di una persona nuda nella basilica di San Pietro.

La nascita delle montagne di fuoco secondo la mitologia greca

Perino Del Vaga, La caduta dei giganti (1530-1532). Palazzo del principe Andrea Doria a Fassolo, Genova

L’Etna, il grande vulcano attivo vicino a Catania, tremava ed eruttava perché, secondo i greci, era abitato dai titani e da Efesto (nome greco del dio chiamato Vulcano dai romani). I titani erano divinità primordiali nati dall’unione fra Gea (la terra) e Urano (il cielo). Ingaggiarono una lunga battaglia contro gli dei dell’Olimpo guidati da Zeus (Giove) e furono sconfitti.

Giovanni Battista Tiepolo, Afrodite ed Efesto (1758-1760)

Efesto, che abitava sotto l’Etna, era zoppo perché sua madre Era (Giunone) lo aveva scagliato giù dall’Olimpo a causa della sua bruttezza. Allora il dio, abilissimo nel forgiare i metalli nella sua fucina, costruì un trono “magico” che imprigionò sua madre. Era, per riuscire a convincere il figlio a liberarla, dovette combinare il matrimonio fra lui e Afrodite (Venere). Ma in seguito Afrodite tradì Efesto con Ares (Marte), il dio della guerra, e abbandonò il marito. Efesto rimase con i suoi aiutanti a lavorare nella grande fucina che erutta fuoco e fiamme.

L’eruzione dell’Etna nel 2016

Non tutti i greci credevano a questi racconti che tentavano di spiegare la natura del vulcano, si dice che il filosofo Empedocle si fosse calato nel cratere dell’Etna per tentare di capirne il funzionamento.

Giappone, Fujiyama

Il vulcano Fuji, in quiescenza dal 1700, offre un’immagine di calma e serenità.

Illustrazione dell’eruzione del monte Tambora (Indonesia) avvenuta nel 1816

Il vulcano Tambora eruttò una grande quantità di materiale nel 1816. L’isola dell’arcipelago indonesiano su cui sorge è remota: la notizia dell’eruzione, la più violenta degli ultimi secoli, raggiunse il mondo occidentale alcuni mesi dopo. Pare che le polveri fuoriuscite dal cratere si sparsero in cielo coprendo parzialmente il sole, ciò avrebbe provocato l’abbassamento della temperatura in tutto il mondo. Le eruzioni vulcaniche possono quindi avere un’influenza sul clima.

Ecuador, vulcano Tungurahua

Il fascino e i pericoli del fuoco 

Gli uomini sono sempre stati attirati dal fuoco. Le leggende e i miti di tutti i popoli parlano di un furto che l’uomo compì contro gli dei per procurarselo. Il fuoco serviva a cuocere i cibi, a forgiare gli utensili nonché a scaldare gli ambienti. Il primo passo fu quello di procurarsi il fuoco, il secondo di mantenerlo acceso, il terzo di trasportarlo.
A Roma le sacerdotesse vestali avevano il compito di mantenere sempre acceso un focolare, in ricordo dei tempi antichissimi quando questa operazione era fondamentale per la sopravvivenza di una tribù.

Rogo della biblioteca di Alessandria

Quando gli uomini impararono ad accendere il fuoco furono anche il grado di appiccarlo. Nell’antichità gli incendi erano frequenti perché fino al medioevo non esistevano i camini e cucinare in casa con la finestra aperta provocava dei problemi, inoltre gli edifici erano spesso l’uno a ridosso dell’altro. Sembra che la biblioteca di Alessandria sia scomparsa per un incendio, anche se non sappiamo con certezza quando è successo. La biblioteca conteneva tutto lo scibile umano dell’epoca e quindi un patrimonio di memoria che non aveva uguali.

Libri bruciati

I libri hanno sempre fatto paura a ogni totalitarismo, religioso o politico, che ha bruciato i libri dei suoi nemici.

Rogo di Giordano Bruno

Spesso gli uomini non si sono limitati a bruciare le opere ma hanno bruciato anche gli autori, come il filosofo Giordano Bruno che è stato condannato al rogo dalla Chiesa nel 1600.

Dipinto rappresentante l’incendio di Roma al tempo di Nerone

Roma era spesso colpita da incendi, anche perché molte parti delle insule (cioè degli isolati) erano di legno. La voce popolare era che gli speculatori appiccassero fuoco per comprare a poco prezzo le macerie fumanti e costruire interi quartieri. Nel caso dell’incendio scoppiato sotto Nerone, che coinvolse gran parte della città, alcuni romani pensarono erroneamente che lo avesse appiccato l’imperatore per ricostruirla. Forse per evitare il risentimento popolare, Nerone accusò a sua volta dell’incendio i cristiani.

Ricostruzione dell’incendio di Londra del 1666

L’incendio di Londra scoppiato nel 1666 durò parecchi giorni. Alla fine restò in piedi solo un quinto della città.

Dipinto moderno con l’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo vista da Portici

È interessante sapere che cosa pensava l’imperatore Traiano degli incendi e quali provvedimenti si dovessero prendere in merito. In una lettera del 112 dopo Cristo, Plinio il giovane, scrittore e governatore romano della Bitinia, informa l’imperatore che c’è stato un grande incendio in città. Volendo creare un corpo di vigili del fuoco, desidera conoscere il parere dell’imperatore. Ma Traiano lo sconsiglia. Il motivo è che questi gruppi organizzati opprimevano tradizionalmente la popolazione. Infatti, già ai tempi dell’incendio di Nerone correva la voce che il fuoco fosse stato appiccato dai vigiles.

Cratere del Vesuvio

I vulcani e il fuoco sono fenomeni naturali con i quali l’uomo deve imparare a convivere per sfruttare i loro vantaggi e evitare i danni che possono sempre provocare.

(L.L. ha raccolto il materiale e ha partecipato alla sua elaborazione)

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