IL SALONE DEI VIDEOGIOCHI INDIPENDENTI DA QUEST’ANNO PARLA FRANCESE

IL SALONE DEI VIDEOGIOCHI INDIPENDENTI DA QUEST’ANNO PARLA FRANCESE

Chiamato spesso “il Sundance dei videogiochi”, l’IndieCade è il Salone Internazionale dei Videogiochi Indipendenti, una manifestazione abbastanza vagabonda che negli ultimi anni ha errato tra Inghilterra e Stati Uniti, per approdare quest’anno a Parigi nei giorni di venerdì 18 e sabato 19 novembre al Conservatoire National des Arts et Métiers (Cnam), con l’intenzione di restarci.

Anche se non è smisurato come il Gamescom di Colonia o vistoso e chiassoso come l’E3 di Los Angeles, né ha il taglio commerciale della Paris Games Week, l’IndieCade ha i suoi bei motivi d’interesse per gli spazi che concede ai piccoli “studios”, come alle installazioni sperimentali. Impossibile non essere incuriositi dalle particolari proposte dei numerosi sviluppatori presenti: si va dai focus sulla realtà virtuale, a sistemi di controllo ai limiti dell’assurdo, con giochi indipendenti divisi in demo, live games, mobile e trailer. Tra gli ospiti di maggior richiamo Matt Nava (Journey), Anna Kipnis (Broken Age), Luke Crane (Kickstarter), Rami ismail (Nuclear Throne) e la gloria locale Michel Ancel (Rayman).

L’indieCade è stato creato qualche anno fa da Stephanie Barish. Decisa a trovare una sede fissa per la manifestazione, si è rivolta a a Thierry Platon (sviluppatore di 2Dark, di cui è previsto il debutto l’anno prossimo) e Fabien Delpiano, presidente dell’associazione di sviluppatori Capital Games. Con qualche perplessità: “Voi francesi siete complicati!”. La proposta di Delpiano è invece immediatamente stata accolta dal consiglio d’amministrazione di Capital Games con un fattivo: “Perché no?”.

Il terzetto si è dunque messo al lavoro cercando di riunire tutto lo spettro del mondo indipendente: giochi bizzarri, underground, videogames invendibili perché richiedono tre giorni per essere installati… ma anche sviluppatori come il citato Ancel che fanno giochi indipendenti per Sony. E poi i piccoli indie francesi, gli studenti ancora a scuola e tutti i coraggiosi che provano a mettere insieme i loro progetti con tre soldi.

Alla domanda “A chi si rivolge l’IndieCade?”, Delpiano (nella foto sopra) risponde: “Lo scopo principale è far incontrare chi fabbrica giochi indipendenti, piccoli, medi o grandi che siano, consentire loro di parlarsi, confrontarsi. Ma ci rivolgiamo anche a chi vuole conoscere chi fa videogames, magari per diventare domani a loro volta creatori”. Con lo scopo finale di creare dei ponti, in termini di comunicazione, tra gli Stati Uniti che rappresentano il 50% del mercato, e l’Europa.

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