IL RITORNO DEI CAVALIERI DELLO ZODIACO

IL RITORNO DEI CAVALIERI DELLO ZODIACO

Con l’arrivo del primo trailer dedicato al remake targato Netflix dedicato ai Cavalieri dello Zodiaco (Saint Seiya), l’interesse verso i personaggi creati da Masami Kurumada è tornato alto.
Del resto, i Cavalieri sono stati tra i grandi protagonisti dei pomeriggi italiani di oltre un ventennio fa. Crescendo una generazione di spettatori innamorati e appassionati, complice il particolarissimo doppiaggio italiano che, senza modificare troppo le tematiche originali, trasformò i dialoghi in un continuo gioco di citazioni letterarie. Passando per lo più attraverso stralci estrapolati dalla Divina Commedia di Dante.
Approfittando di questo potente ritorno di fiamma, mi ripropongo di farvi scoprire qualcosa di più sui Cavalieri di Atena.

 

La serie animata dei Cavalieri dello Zodiaco

La serie animata esordisce nel 1986, un anno dopo l’inizio del manga. La Toei Animation riconobbe subito il potenziale del manga scritto e disegnato da Masami Kurumada. A seguito del grande successo, gli episodi passarono dagli originariamente previsti 52 a oltre il doppio: 114. La serie dovette far fronte al problema oggi molto comune dei “filler”. Episodi inventati di sana pianta quando si superava la produzione del manga. Infatti, alla fine della saga animata dedicata al Grande Tempio, Kurumada era ancora intento a mettere in piedi quella di Poseidone, obbligando la Toei a inventarsi la saga di Asgard.

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A un certo punto, però, l’anime cominciò a perdere mordente, e neanche la linea di giocattoli cominciava a segnare il passo. Così nel 1990, in concomitanza della fine della serie di Poseidone, l’anime venne cancellato senza che fosse arrivato a un finale. Solo nel 2002, per il mercato home video, vennero appositamente realizzati gli episodi dedicati all’ultimo arco narrativo originale, quello di Hades.

 

La Saga di Asgard

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Considerata dagli europei il miglior esempio di “filler”, la Saga di Asgard è stata criticata dal pubblico nipponico. Forse perché i Cavalieri di Asgard sono estranei al mito greco, attingendo all’immaginario norreno. D’altro canto, la Saga di Asgard, per quanto sviluppata secondo le linee narrative tipiche dell’opera di Kurumada, presenta dei nemici con una psicologia più approfondita e accattivante.

 

Le armature dei Cavalieri dello Zodiaco

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Perché i cavalieri dell’anime non avevano le stesse armature della serie di Kurumada? La Toei trovava eccessivo il divario in termini di vestibilità tra le tre principali categorie di Cavalieri, quelli di bronzo, argento e oro. L’idea di Kurumada era di offrire armature tanto più “coprenti” quanto più alto fosse il grado dei Cavalieri. Ma la Toei pensava che mandare in battaglia dei ragazzini senza protezioni adeguate fosse insensato. Così, pur mantenendo i concetti originali, “rinforzò” il design. In primis dotando le armature di stivali, assenti nei cavalieri di bronzo del manga. Inoltre fece le armature di diversi colori, mentre quelle di Kurumada erano monocrome. Naturalmente è stato fatto anche per rendere i giocattoli più esteticamente appetibili. A proposito di giocattoli, oggi i Cavalieri dello Zodiaco sono tornati in voga. Complici le Myth Cloth, action figure di lusso prodotte da Bandai: ricostruzioni fedelissime delle armature dei Cavalieri.

 

L’adattamento italiano

 

Il punto forte della trasposizione italiana è l’adattamento dei dialoghi. Lo spunto iniziale è stato di Enrico Carabelli, compianto capomastro del doppiaggio dei cartoni, anche voce del Maestro dei Cinque Picchi all’interno dell’anime. Credendo nei Cavalieri, ma temendo che venisse accusato di essere troppo violento, chiese all’adattatore Stefano Cerioni di rendere particolarmente interessanti i dialoghi per il pubblico italiano. Cerioni amplificò il senso epico della vicenda, inserendo nei dialoghi continui riferimenti alla letteratura italiana. Soprattutto con passaggi estrapolati dai canti dell’Inferno di Dante, ma anche attingendo alle opere di Foscolo e Leopardi. Il risultato fu l’apprezzatissimo adattamento che tutti conosciamo, spesso aulico e così potente da essersi imposto nell’immaginario degli spettatori dell’epoca. Malgrado ciò, ben poco del senso originale della vicenda è stato perso.

 

I Cavalieri dello Zodiaco sono fratelli

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A proposito degli aspetti che si sono persi nella versione italiana. Siamo abituati a pensare che all’interno della schiera dei Cavalieri di Bronzo ci sia una sola coppia di fratelli: Ikki (Phoenix) e Shun (Andromeda). La verità è che tutti i cento ragazzi del collegio di Mitsumasa Kido/Alman di Thule, cioè dell’uomo che invierà in giro per il mondo i ragazzi per conquistare le varie armature, sono fratelli. Il cui padre è proprio Kido/Thule. Phoenix e Andromeda, però, a differenza degli altri ragazzi, condividono non solo il padre ma anche la madre.

 

Quante serie ci sono?

Benché i Cavalieri dello Zodiaco siano noti soprattutto per la serie manga e quella animata, il brand è molto più vasto. Conta diversi sequel e prequel, alcuni recentissimi e in corso di pubblicazione. Raccontare, anche a grosse linee, le trame delle varie opere, sarebbe troppo lungo. Ci limiteremo a dire che, per quanto riguarda i manga, le serie sono ben sette. Quella originale, Episode G, Episode G: Assassin, Next Dimension, The Lost Canvas, Saintia Sho e il recente Episode 0. Mettendo da parte i vari adattamenti animati di alcune di queste, l’ultimo dei quali è Seintia Sho, c’è anche un romanzo: “I Cavalieri dello Zodiaco: Gigantomachia”. E ben cinque film animati: “La dea della discordia”, “L’ardente scontro degli dei”, “La leggenda dei guerrieri scarlatti”, “L’ultima battaglia” e “Le porte del paradiso”.

IL RITORNO DEI CAVALIERI DELLO ZODIACO

Da quando è ripresa la produzione del manga, alcuni degli eventi precedenti sono stati accantonati e declassati in “non canonici”. Per quanto riguarda la parte anime, sono adattati per lo schermo i manga The Lost Canvas e Saintia Sho. Lasciando inspiegabilmente da parte l’Episode G, che essendo dedicato completamente ai Cavalieri d’Oro ha suscitato sempre grande interesse nei fan. A questi, tuttavia, è dedicato un anime apposito (e canonico), ovvero il recente Souls of Gold, che racconta della resurrezione dei Cavalieri dorati dopo la fine del manga originale. Sempre in tema di sequel, c’è l’anime “Saint Seiya Omega”, che narra di una nuova generazione di cavalieri. A proposito di adattamenti vari: i Cavalieri sono stati trattati da un gran numero di media, tra cui videogame e giocattoli.

 

Il film live action dei Cavalieri dello Zodiaco

 

 

Negli anni novanta, i Cavalieri sarebbero dovuti uscire con un film live action. Il progetto originale era di fare un film per le sale con attori internazionali, quindi non pensato solamente per il mercato nipponico. Di questo progetto, chiamato “Star Storm”, non si è saputo più nulla per anni. Fino a quando, qualche tempo fa, venne rinvenuto un piccolo stralcio di pochi secondo del girato dell’epoca. Masami Kurumada, creatore della serie, ha confermato l’autenticità del filmato, affermando che si tratta di un pezzetto di una scena di circa 15 minuti che prevedeva lo scontro tra i cinque bronze (in cui si può notare Andromeda interpretato da una donna), e il Cavaliere d’Oro del Cancro, Death Mask/Cancer. Il film fu giudicato una schifezza dallo stesso Kurumada e il progetto venne cancellato. Per vedere i Cavalieri al cinema sarebbe poi toccato aspettare il recente, e controverso, film in computer grafica.

 

Andromeda donna?

L’identità sessuale di Shun/Andromeda ha rappresentato un problema in alcuni Paesi. Vuoi per la difficoltà nel capire se il nome Shun sia maschile o femminile. Vuoi per il fatto che l’armatura del Cavaliere presenta un rigonfiamento all’altezza del seno. Il problema della sessualità fu tale che in alcuni Paesi, come la Francia, si diede al personaggio una voce femminile. In realtà Shun è un uomo.

 

L’età dei Cavalieri

Un altro problema dell’anime fu stabilire l’età dei personaggi, che appaiono molto giovani. Era difficile pensare che dei ragazzini potessero suonarsele di santa ragione, con spargimenti di sangue e morti annesse. L’anime diede ai ragazzi un aspetto un po’ più adulto di quanto non avessero nel manga, dove Pegasus e compagni hanno tutti tra i 13 ed i 15 anni. L’eccezione la fanno i Cavalieri d’Oro, la cui età si aggira sui 20 anni, tranne che per Libra/Dokho (ha ben 261 anni!) e Aiolos/Micene di Sagittar, morto a 14 anni.

 

Ring Ni Kakero, Saint Seiya, BT’X e tutti gli altri

Se siete fan dei Cavalieri dello Zodiaco e ne avete letto il manga conoscerete l’autore originale, Masami Kurumada, attivo dal 1974 e oggi più prolifico che mai. Kurumada non è mai stato particolarmente apprezzato per il suo tratto. Molti dei manga che ha cercato di avviare dopo il successo di Saint Seiya sono ben presto finiti nel dimenticatoio. Con alcuni casi, come quello di Silent Knight Sho, in cui il mangaka ha praticamente cercato di copiare se stesso. Una cosa curiosa di Kurumada è quella di disegnare il protagonista delle sue varie serie sempre identico. Le variazioni sono pochissime, per lo più nel taglio di capelli. Il motivo non è da ricercarsi nella pigrizia, ma nella volontà di rifarsi a Osamu Tetsuka, il quale coniò l’idea di creare dei personaggi che, come degli attori, assumevano diversi ruoli all’interno delle sue opere.

 

(Da Il Sestante News)

 

 

 

 

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