I SEGRETI DEL PRIMO NUMERO DEI FANTASTICI QUATTRO

I SEGRETI DEL PRIMO NUMERO DEI FANTASTICI QUATTRO

Il ritorno dei supereroi, avvenuto verso la fine degli anni cinquanta dopo la loro quasi scomparsa alla fine dei quaranta, è generalmente considerato merito della Dc Comics.
L’apparizione del nuovo Flash di Robert Kanigher e Carmine Infantino sul n. 4 dell’albo antologico Showcase, nell’ottobre del 1956, viene considerato l’inizio della Silver Age.
Un supereroe creato nei primi anni quaranta era stato preso, modificato e adattato ai nuovi gusti.

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L’operazione ebbe un certo successo, tanto che l’editor Julius Schwartz decise di recuperare altri supereroi della Golden Age: sul n. 22 di Showcase nel ottobre del 1959 esordi il nuovo Lanterna Verde realizzato da John Broome e Gil Kane.

Ma fu solo nel marzo 1960, con l’apparizione della Justice League of America sulle pagine della rivista antologica the Brave and the Bold n. 28, e l’enorme successo che ne seguì, che si riaprirono i giochi per i supereroi.

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Tra coloro che lo capirono ci fu Martin Goodman, fondatore ed editore della Marvel (inizialmente con il nome di Timely e poi con quello di Atlas). Lo capì dopo una partita a golf con Jack Liebowitz, editore della Dc Comics. Liebowitz durante la partita disse a Goodman che la Dc aveva riunito in un’unica testata intitolata Justice League of America i suoi supereroi e sorprendentemente questo si era rivelato un successo. Goodman arrivò in ufficio con un incarico per Stan Lee: “Ruba questa idea e crea un supergruppo”.

In realtà questo famoso episodio, raccontato da Stan Lee, pare non sia mai successo (gli editori di Marvel e Dc non si incontravano a golf). Del resto Martin Goodman, data la sua posizione, non aveva alcun bisogno di sapere come stessero le cose dall’editore della Dc. Sicuramente gli arrivavano tutti i dati sulle diffusioni dei comic book della concorrenza.
Stan Lee afferma anche di avere discusso a lungo con Jack Kirby riguardo a questo progetto.

I SEGRETI DEL PRIMO NUMERO DEI FANTASTICI QUATTRO

Il primo numero dei Fantastici Quattro esce in edicola nell’agosto del 1961, riportando in copertina la data di novembre (fare uscire gli albi postdatati di tre mesi per motivi distributivi era pratica normale).
Quel numero che cambiò l’intera storia del fumetto americano nasconde numerosi segreti. Cerchiamo di svelarne alcuni.

Il primo numero dei Fantastici Quattro consiste di tre storie.
La prima di otto pagine, che si intitola The Fantastic Four, funge da presentazione del gruppo.
La seconda, di cinque pagine, senza titolo, descrive l’acquisizione dei superpoteri da parte del gruppo.
La terza, di dodici pagine, li vede alle prese con il loro primo nemico: l’Uomo Talpa.

 

I Fantastici Quattro

Nella prima storia, come molti hanno messo in luce, il gruppo appare una specie di evoluzione dei Challengers of Unknown, una precedente creazione di Jack Kirby per la Dc Comics. Persino la grafica, con i volti dei personaggi racchiusi in quattro cerchi, riprende quella serie.

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La realizzazione di questo episodio è attribuita in modo generico a Stan Lee e Jack Kirby, come risulta dalla scritta in alto a destra, senza alcuna distinzione di ruoli tra chi scrive e chi disegna.

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Almeno i dialoghi sono sicuramente di Stan Lee. Anche se alcuni particolari fanno pensare che il sorridente non conoscesse cosi bene l’intreccio su cui stava lavorando. Nella didascalia iniziale la città dove hanno luogo gli eventi viene chiamata Central City, mentre dai disegni si intuisce che è New York, come del resto sarà identificata a partire dal n. 3.
Forse, come accadrà anche in seguito, Jack Kirby ha scritto i dialoghi sbrigativi a matita sulle tavole, poi modificati da Lee.

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Le prime parole di Reed Richards sono: “È la prima volta che ho ritenuto giusto lanciare il segnale. Prego sia anche l’ultima!”. Ovviamente questo è il primo episodio di una serie. Forse Stan Lee non lo sa? Forse l’episodio è stato realizzato prima di decidere di farne una serie?

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Nella seconda pagina facciamo la conoscenza di Susan Storm, la donna invisibile. La sequenza disegnata da Kirby è fenomenale. Sue, che indossa un completo di Dior collezione primavera estate 1961, recepisce il segnale e mostra il suo potere, l’invisibilità. Si fa strada tra la folla, come le donne forti ed emancipate tipiche di Jack Kirby, e prende un taxi.
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I dialoghi di Lee sono ancora acerbi e in definitiva non fanno altro che ripetere quello che è già chiaro dalla visione delle immagini, senza aggiungere nulla di più.

Le pagine 3 e 4 ci presentano la Cosa. La sequenza appare in tutto e per tutto una derivazione dai tanti racconti di mostri che Kirby disegnava dalla fine degli anni cinquanta sulle pagine di Journey into Mistery insieme a Dick Ayers.
Nei dialoghi della Cosa, comunque, cominciano a comparire frasi con uno stile “nuovo” per il mondo del fumetto, come “vivo in un mondo troppo piccolo per me” e “perché costruiscono porte cosi strette?”.

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Nelle pagine 5, 6 e 7 esordisce la Torcia Umana sottoforma di una figura dai poteri incontrollati, che fonde auto da corsa e aerei come se nulla fosse.
Anche se ha lo stesso nome del personaggio di Carl Burgos degli anni quaranta, Kirby in questo primo numero ne dà una versione grafica più selvaggia e inquietante.

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Nella pagina 8 un missile viene lanciato verso la Torcia: si tratta di un Aim-9 sidewinder, un’arma realmente esistente nel 1961. Un missile aria-aria a corto raggio dotato di sistema di guida a ricerca infrarossa attirato dalle sorgenti di calore, che insegue e identifica come bersagli.

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Lee, che ovviamente non conosceva il missile disegnato da Kirby, suggerisce che sia armato con una testata nucleare. Cosa decisamente non vera dal momento che Mr. Fantastic lo fa esplodere nel fiume Hudson senza apprezzabili conseguenze.

 

I superpoteri

La seconda storia inizia inaspettatamente senza una splash page, come Kirby era solito fare. La splash page esisteva ed è stata eliminata? Oppure non è mai esistita?

La pagina inizia con l’ira di Ben Grimm, personaggio che qui vediamo per la prima volta, preoccupato dei possibili effetti dei raggi cosmici sull’uomo. Questa rappresentazione della difficoltà di controllare i nostri impulsi più primitivi è tipica delle storie di Kirby e diventa qui un tema innovativo per il genere dei supereroi, allora piuttosto controllato e compassato.
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È la bella Sue Storm, donna moderna e libera, a prendere in mano la situazione, facendo leva sull’orgoglio del pilota e convincendolo a condurre la nave spaziale.

Nella seconda pagina avviene l’incontro con i temuti raggi cosmici. In fisica i raggi cosmici sono particelle energetiche provenienti dallo spazio, alle quali è esposta la Terra e qualunque altro corpo celeste, nonché i satelliti e gli astronauti in orbita spaziale.
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Questi raggi, alla cui scoperta negli anni dieci del Novecento contribuì anche il nostro Domenico Pacini, sono presenti nei fumetti come causa di mutazioni sin dagli anni quaranta.

Poco prima della creazione dei Fantastici Quattro, Jack Kirby aveva disegnato una striscia per i quotidiani intitolata Sky Masters dove si discuteva degli effetti imprevedibili che potevano insorgere negli astronauti.

È presumibile, quindi, che l’idea dei raggi cosmici all’origine dell’acquisizione dei superpoteri sia stata un’idea di Kirby, piuttosto che di Lee.

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Come nel primo episodio dei Challengers of the Unknown (sopra), i Fantastici Quattro diventano un vero gruppo dopo essere precipitati con il loro velivolo.

In queste pagine 3, 4 e 5 si ha la scoperta dei superpoteri da parte del quartetto. Si notano delle somiglianze anche con il n. 3 di Challengers of Unknown, dove un protagonista ritorna da un viaggio nello spazio avendo acquisito alcuni superpoteri tra i quali la capacità di infiammarsi, l’invisibilità, la superforza e la capacità di cambiare forma.


Fino a questo punto i Fantastici Quattro sembrano più che altro farina del sacco di Kirby, ma andiamo avanti.

 

L’Uomo Talpa

La prima pagina di questo segmento ci appare subito strana. La faccia del mostro è davvero fatta male. Se c’era qualcosa che Kirby sapeva disegnare meglio di tutti erano proprio i mostri, che sapeva rendere tridimensionali e terrificanti. Cosa è successo qui? Sembra quasi che siano state apportate modifiche in postproduzione. La faccia del mostro sembra essere stata deformata per fare posto alla torcia umana.

A guardare bene, tutti e quattro i personaggi sembrano essere stati aggiunti in un secondo momento. Forse la prima avventura dei Fantastici Quattro non è altro che uno dei soliti racconti di mostri di Kirby modificato in fretta e furia per assecondare le pressioni di Martin Goodman? Procediamo.

Anche in questa storia i disegni, molto precisi e documentati, rivelano una notevole conoscenza della tecnologia e della attualità. Al contrario i testi mostrano varie imprecisioni. Lee conosceva la storia che aveva in mano? I dialoghi parlano di impianti nucleari in Australia e in Sud America che a quel tempo non esistevano.

Poi Lee chiama “radar machine” un sismografo, un apparecchio che serve a registrare le scosse del suolo, mostrando di non capire quello che la macchina sta registrando.
Kirby in un’intervista a fine carriera racconta: “Le mie storie erano vere. Hanno coinvolto persone viventi e hanno coinvolto me stesso. Hanno coinvolto tutto quello che sapevo. Non ho mai mentito ai miei lettori”.


L’ambientazione newyorkese, gli abiti alla moda di Susan Storm, il missile Aim-9 sidewinder, i raggi cosmici, i sismografi: Kirby conosce la realtà che ci circonda e la inserisce nei suoi fumetti. Fin qui nessun superpotere.

I superpoteri compaiono a pagina 5, quando Susan diventa invisibile e Reed comincia ad allungarsi cambiando forma. Guardiamo però attentamente i disegni dove Reed usa i suoi poteri. La prima vignetta è bruttissima, priva di sfondo e Mr. Fantastic ha due mani sinistre. Kirby non avrebbe mai disegnato una roba del genere.


Sembra una vignetta dove originalmente Reed Richards non aveva alcun superpotere, modificata successivamente, una volta che si era deciso che poteva allungarsi a suo piacimento. Nella vignetta dove Reed e Johnny osservano il mostro cadere in mare la mano di Reed appare anch’essa un’aggiunta successiva. Più avanti, quando Reed e Johnny sprofondano nell’abisso, perchè Johnny non si trasforma nella Torcia Umana e vola?
Nella pagina successiva, i due membri dei fantastici quattro indossano tute antiradiazioni assolutamente inutili in presenza di semplici diamanti.

Anche qui il fatto che i diamanti siano disegnati maluccio ci fa pensare a una modifica successiva, in origine il bagliore probabilmente era dovuto a materiale radioattivo. Segue un intermezzo, in apparenza realizzato successivamente al resto della storia, dove Susan viene salvata dalla Cosa dall’attacco di un mostro.
Qui Susan appare più sexy che nelle vignette precedenti.


In questa storia probabilmente Reed Richards era un professore coadiuvato dai suoi studenti Sue e Johnny, e non compariva la Cosa, che nella maggior parte delle vignette sembra inserita in un secondo tempo.

Nelle pagine seguenti viene raccontata la storia dell’Uomo Talpa in due modi diversi, una dai disegni e una dai dialoghi.
La storia nei disegni ci racconta di un uomo che si sente emarginato dal mondo e che si mette a vagabondare per il mondo finché raggiunge una grotta sotterranea, dove viene reso quasi cieco da un bagliore che ricorda quello di un’esplosione nucleare sotterranea come ne avvenivano tante in quel periodo.

Ciò spiegherebbe anche l’odio dell’Uomo Talpa nei confronti degli esperimenti nucleari che lo hanno reso cieco e che continuano a generare mostri sullo stile di Godzilla.

Nei dialoghi di Lee invece qualsiasi accenno alle radiazioni è eliminato. L’Uomo Talpa parte alla ricerca di un fantomatico “centro della terra” e, una volta che lo trova, a renderlo semicieco è l’impatto della caduta.

Dopo aver raccontato le proprie origini, l’Uomo Talpa sfida Reed a duellare con un bastone, e lo batte poiché Reed non utilizza alcun superpotere. Anche il finale appare pesantemente modificato, in modo da mettere in evidenza i superpoteri che nella storia originale probabilmente non c’erano.

Molte vignette sono senza sfondo e disegnate male da una mano che non sembra quella di Kirby. Questa storia, la più importante delle tre che costituiscono il primo numero, ha tutta l’aria di essere una storia di mostri di Kirby modificata in tutta fretta e adattata a un gruppo di supereroi come aveva richiesto Martin Goodman.


Magari a Kirby erano state richieste solo in un secondo momento le due storie sulle origini dei personaggi, quelle pubblicate per prime. Forse due, invece di una, perché nella prima non aveva spiegato come avessero ottenuto i poteri. Poi i supereroi di quelle due storie potrebbero essere stati “applicati” da un grafico o dall’inchiostratore sull’avventura realizzata precedentemente da Kirby con l’Uomo Talpa, che in origine era solo una storia di mostri come tante prodotte all’epoca.

Sia come sia, questa storia conteneva un cuore pulsante che ha proiettato l’intera Marvel al centro della Silver Age e… il resto lo sapete!

 

 

 

1 commento

  1. Considerazioni molto interessanti basate non su speculazioni, ma su accurate analisi filologiche delle tavole. Alcune cose di quel FF n.1 mi sono sempre sembrate “strane” e la mancanza della splash page nella seconda storia non mi ha fatto dormire di notte! Magari un giorno salterà fuori la tavola mancante, mi dicevo.
    Resta però il problema della sceneggiatura “originale” di Stan Lee, “ritrovata” negli anni 80. Personalmente l’ho sempre considerata un falso. Ma realizzata a quale scopo?

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