I FUMETTISTI FRANCESI ALLA CANNA DEL GAS

I FUMETTISTI FRANCESI ALLA CANNA DEL GAS

A quanto pare, l’erba del vicino… non è poi così verde! In Francia, se gli editori festeggiano un anno di sostanziale “tenuta” (come spiego nell’articolo precedente), gli autori piangono.

In occasione del Festival di Angoulême, sabato mattina gli Stati Generali del Fumetto (ah, queste nostalgie rivoluzionarie che albergano anche nel mondo delle strisce disegnate), recentemente trasformatisi in associazione, hanno tenuto una conferenza stampa che ha registrato la presenza di poco più d’una trentina persone. Assenti giustificati i più diretti interessati, i fumettisti, che a quell’ora erano già tutti a lavorare di matita, pennello e acquerello per le dedicaces sui propri libri in vendita negli stand. L’associazione, che da qualche anno distribuisce un questionario agli autori per misurare “la temperatura” del settore, denuncia una progressiva precarizzazione dei rapporti. Stavolta hanno risposto al sondaggio in 1500 (il 27% sono donne), ma l’impressione è che siano soprattutto gli “ultimi arrivati” a partecipare alla rilevazione, e questo sicuramente influisce un po’ sui risultati. Il 56% degli interrogati ha infatti meno di 40 anni; l’età media delle donne è di 34 anni, degli uomini 41. Fatta la tara, per quello che riguarda il reddito (dell’anno fiscale 2014), quello del 53% dei professionisti delle nuvole parlanti è inferiore alla media nazionale, e per il 36% è sotto la soglia di povertà (per le donne va anche peggio: la percentuale sale al 50%).

Quali le cause di questa situazione? Per cominciare, se il continuo aumento dei volumi pubblicati fa gioco agli editori, risulta invece ambivalente per gli autori che da un lato vedono maggiori possibilità di lavoro, ma dall’altro devono fare fronte a una diminuzione delle vendite dei singoli titoli, il che significa minori guadagni. In Francia, tradizionalmente, il mercato è fatto di volumi di 48/64 pagine per i quali sceneggiatori e disegnatori ricevono un acconto sui diritti d’autore che è di fatto un pagamento “un tot a pagina”. Solo quando il titolo supera il punto di pareggio scattano i diritti d’autore sulle ulteriori copie vendute. Altrimenti gli autori devono accontentarsi della cifra forfettaria ricevuta. Che, in una situazione di calo delle vendite, cala anch’essa. “Ormai”, si lamentano i responsabili dell’associazione, “un album viene pagato 6000 euro, perciò non puoi più starci sopra un anno per realizzarlo!”. Questo significa dover lavorare di più e non poter più garantire la qualità che ha fatto la fortuna del fumetto francofono. “Il disegno realistico classico, che resta essenziale”, commenta Benoît Peeters, “è impraticabile in queste condizioni”.

La cosa apparentemente assurda è che uno dei motivi della crisi è l’accresciuto status del fumetto. Secondo il critico e storico Thierry Groensteen, questa buona reputazione rilanciata continuamente dai media “ha spinto sempre nuovi operatori a inserirsi nel mercato”, creando le condizioni per la moltiplicazione delle uscite.

A questo va aggiunto il fenomeno dei cosiddetti “graphic novel”. Il nuovo formato editoriale ha infatti fatto saltare il tradizionale pagamento “a pagina”, aumentando il potere contrattuale degli editori a scapito degli autori. Mentre il sempre maggiore utilizzo dei computer ha eliminato tutta una serie di figure professionali, come quella del fotolito che si occupava di scansionare le tavole a fumetti per passarle alla stampa. Oggi questo lavoro devono farlo gli autori in casa propria, senza essere pagati per questo. Anche le figure professionali sono sempre più confuse: editori che scrivono i redazionali e impaginano, autori che si occupano della grafica e così via.

Se gli editori in questo marasma sembrano avere trovato, almeno per il momento, un punto d’equilibrio, pare che siano e saranno sempre di più gli autori costretti ad abbandonare il settore perché non da più loro da vivere. Sarà anche per questo che gli editori si affidano sempre più alle ristampe delle storie classiche?

1 commento

  1. Articolo interessante e, per certi versi, avvilente….. :(((

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