GIANFRANCO D’ANGELO, UN ATTORE PER IL PUBBLICO POPOLARE

GIANFRANCO D’ANGELO, UN ATTORE PER IL PUBBLICO POPOLARE

Il pubblico generico ricorda il comico Gianfranco D’Angelo soprattutto per il suo personaggio che a Drive In, il famoso programma televisivo degli anni ottanta, gridava “Has Fidanken!” a un cane.

Nato a Roma il 19 agosto 1936, Gianfranco D’Angelo, da non confondere con il cantante neomelodico napoletano Nino D’Angelo (con cui una volta ha scherzato chiamandolo “figlio”) era dotato di una notevole vis comica.
Tra i personaggi che interpretava uno dei più famosi era l’imitazione di Raffaella Carrà, benché la voce e l’aspetto non corrispondessero affatto con quelli della famosa soubrette.

Un’altra “imitazione” era quella di Sandra Milo, con il tormentone “che carinoooo”.
E poi c’era il Tenerone, un personaggio pupazzesco tutto rosa basato su un apposito disegno di Benito Jacovitti.
D’Angelo ha partecipato alla prima edizione di Striscia la notizia, forse la più divertente.

Gianfranco D’Angelo ed Ezio Greggio

 

Prima, negli anni settanta e all’inizio degli ottanta l’attore partecipa a numerosi film comici di genere militaresco, scolastico, vacanziero e sexy, definiti a torto o a ragione trash.

Il 1983 segna il suo passaggio alla tv commerciale, che sta affossando definitivamente il cinema popolare del quale era diventato un personaggio conosciuto, anche se non proprio di prima fila.
Diventa uno dei protagonisti del programma di Antonio Ricci Drive In, con la regia di Giancarlo Nicotra prima e Beppe Recchia poi.
Il programma lo ha reso celebre anche ai ragazzini, che forse non avevano potuto vedere i suoi precedenti film vietati ai minori. Anche se poi, con qualche censura, questi film sono stati riesumati nella programmazione di tarda sera delle reti locali.

Drive In, dicevamo, l’aveva reso finalmente celebre. Un programma che alcuni critici e detrattori delle televisioni commerciali hanno persino considerato la causa di una presunta “deriva sociale” del popolo italiano.
In realtà Drive In era soprattutto un “ammortizzatore sociale” per comici caduti in disuso e giovani ancora sconosciuti. Tutti buttati in un unico calderone.

Gran parte di questi comici sono stati poi effettivamente dimenticati; gli unici che hanno  resistito sono stati praticamente le colonne Ezio Greggio, diventato presentatore principe di Striscia la notizia, e Gianfranco D’Angelo. (Oltre all’emergente Giorgio Faletti, che purtroppo ci ha lasciato dopo averci dimostrato tutta la sua versatilità in campo artistico e non).

Qualche tempo fa Alvaro Vitali ha raccontato al settimanale Oggi un aneddoto particolare sulla vita del collega Gianfranco D’Angelo, venuto a mancare il 15 agosto del 2021. Ha detto che, all’epoca del grande fermento cinematografico della commedia sexy all’italiana, D’Angelo fu letteralmente “spodestato” nei suoi ruoli tipici da Lino Banfi. D’Angelo, così, avrebbe lasciato il cinema commentando sdegnosamente: “non mi merita”.

Si tratta di un’affermazione abbastanza strana, magari anche “tendenziosa”, frutto forse degli attriti tra Alvaro Vitali e Lino Banfi.
Gianfranco D’Angelo, da parte sua, ha affermato in diverse interviste poste in appendice ai Dvd di alcuni film, che rifiutò diverse offerte perché a un certo punto gli fu chiesto di fare la parte di Pierino (non si sa se prima o dopo Vitali). D’Angelo rifiutò il ruolo, perché riteneva ridicolo a 50 anni impersonare uno scolaro discolo.

Il genere della commedia sexy finì in coincidenza con la morte del suo sceneggiatore più prolifico, Francesco Milizia. Il suo ultimo film è Il sommergibile più pazzo del mondo (1982). Ma ormai le televisioni commerciali offrivano una quantità enorme di spettacoli e di film.

Gianfranco D’Angelo, sempre in un’intervista, afferma che i fratelli Vanzina gli proposero di lavorare con loro, ma lui rifiutò perché era legato al vecchio gruppo, alla sua “squadra”. Quando racconta dei suoi esordi cinematografici, parla di un gruppo di amici con cui ha iniziato quell’avventura.

Accanto a lui nei film abbiamo visto attori non irrilevanti come Mario Carotenuto, Renzo Montagnani, Lino Banfi, lo stesso Vitali, comici e caratteristi. Inoltre abbiamo ammirato le donne più belle d’Italia in vacanze, leve militari, scuole, e altro ancora.
I vecchi spettatori del film popolare, spesso un po’ scollacciato, ringraziano Gianfranco D’Angelo e gli augurano di riposare in pace.

 

 

 

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