GIANCARLO FERRANDO, LA FOTOGRAFIA DEI FILM DI GENERE

Il direttore della fotografia dei film di genere Giancarlo Ferrando

In Italia abbiamo avuto tanti direttori della fotografia il cui contributo è stato fondamentale per la riuscita di film entrati di diritto nella storia del cinema.
Anche sui set delle pellicole considerate minori hanno lavorato dei grandi professionisti, capaci di esaltare visivamente copioni e prove attoriali non sempre di prima qualità.

Giancarlo Ferrando

A sinistra, Giancarlo Ferrando (1939-2020) con il regista Sergio Martino sul set del film “La coda dello scorpione”

 

È il caso di Giancarlo Ferrando, il direttore della fotografia di tanti film di genere (diretti da registi come Sergio Martino, Nando Cicero e Pasquale Festa Campanile), nato a Roma nel 1939 e scomparso il 13 agosto 2020.
Ripercorriamone la corposa filmografia con alcuni dei titoli più riusciti.

 

Tutti i colori del buio (1972), regia di Sergio Martino

Una messa nera è al centro di uno dei migliori thriller di Sergio Martino. Prodotto da Luciano Martino e scritto da Ernesto Gastaldi (insieme a Sauro Scavolini, da un soggetto di Santiago Moncada), il film inizia come un horror sovrannaturale per prendere poi una piega più razionale, con vari omicidi e un’atmosfera da incubo sempre presente. Tutti i colori del buio (come i film di Dallamano, Lado e altri) dimostra che il cinema thriller/spaventoso dei primi anni settanta seppe trovare vie alternative, originali e successivamente imitate.

 

I corpi presentano tracce di violenza carnale (1973), regia di Sergio Martino

Prodotto da Carlo Ponti, è stato distribuito negli Stati Uniti con il titolo Torso. A proposito di titoli, va detto che quello italiano fu imposto dal distributore Interfilm: il regista infatti aveva scritto il soggetto intitolandolo “Rosso come l’amore nero come il terrore”, e poi aveva pensato al più attinente “I corpi non presentano tracce di violenza carnale” (il responsabile degli omicidi, infatti, è impotente). Al centro della vicenda c’è un terribile assassino che uccide prima una coppietta, poi una studentessa.
Le compagne della ragazza, terrorizzate, si recano in un’isolata casa in collina. Ma l’assassino arriva anche lì, e ne uccide tre, sezionandone i corpi. Se ne salva solo una, grazie all’intervento di un medico. Soprattutto la seconda parte del film è magistrale nella costruzione delle sequenze e della suspense, e l’omicidio nella palude fa di I corpi presentano tracce di violenza carnale un film imprescindibile nella storia del cinema italiano del terrore e importante per un’analisi dell’evoluzione dello stesso.

 

L’insegnante (1975), regia di Nando Cicero

L’insegnante è una commedia sexy molto più farsesca, surreale e triviale (aggettivo da non considerarsi in senso negativo) che non scollacciata, come tutte quelle di Nando Cicero, ma anche molto curata sotto il profilo dell’immagine. Edwige Fenech non si vede granché nuda, in compenso Alvaro Vitali viene utilizzato per la prima volta in un ruolo che anticipa il futuro Pierino. Francesco, figlio dell’onorevole Mottola, ha dei problemi a scuola. La madre, preoccupata, decide di assumere una giovane insegnante, Giovanna, che gli dia delle lezioni private. Giovanna prima crede di aver a che fare con un omosessuale, poi invece deve respingere la sua corte serrata. Alla fine cede e scopre che il giovane è davvero innamorato di lei.

 

La poliziotta fa carriera (1976), regia di Michele Massimo Tarantini

Gianna Amicucci, interpretata da Edwige Fenech, vuole fare la poliziotta. Grazie alla raccomandazione del questore, che abita nel suo palazzo, Gianna passa l’esame finale del corso. Nonostante sia un po’ maldestra e combini un sacco di guai, il commissario Antinori le affida il caso di un bambino abbandonato e di una madre scomparsa. Infiltratasi nel giro delle prostitute, Gianna viene invitata a una festa da Borotalco, che controlla il racket della prostituzione. Questore e commissario decidono di fare un’irruzione alla festa, ma Borotalco riesce a dileguarsi. Dopo aver salvato la madre del bambino da un tentativo di suicidio, Gianna rivede Borotalco per strada e alla fine di un lungo inseguimento lo arresta.
Riprendendo l’idea di base del film di Steno La poliziotta, un buon successo del 1974 interpretato da Mariangela Melato, Renato Pozzetto, Alvaro Vitali e Mario Carotenuto, il regista Michele Massimo Tarantini sceglie però la strada della comicità quasi slapstick, dei doppi sensi neanche tanto velati (il tormentone della caccia al pappagallo, con tutto quel che ne consegue), delle botte alla Bud Spencer (era fresco il successo del poliziotto manesco Piedone), degli inseguimenti, dei duetti tra il commissario e l’agente Tarallo e naturalmente dell’esposizione (qui comunque abbastanza limitata) del corpo/feticcio della Fenech. La novità sta nel fatto che l’attrice, oltre che richiamo sessuale a cui nessun uomo può resistere (neanche un vescovo, come accade nella divertente scena della decorazione), assume anche una funzione attiva nella parte comica.

 

Per amore di Poppea (1977), regia di Mariano Laurenti

Mariano Laurenti riprende la struttura usata nel precedente Satiricosissimo, del 1970, interpretato dalla coppia Franchi e Ingrassia, e da Edwige Fenech. Confezionando un discreto comico-sexy in costume, scollacciato quanto basta, ambientato nell’antica Roma. Questa volta i ruoli principali sono appannaggio di Gianfranco D’Angelo (Tizio) e Alvaro Vitali (Caio), attorniati da Oreste Lionello, Toni Ucci, Ria De Simone, Tiberio Murgia e la procace Maria Baxa nel ruolo di Poppea.

 

La montagna del dio cannibale (1978), regia di Sergio Martino

Martino si inserisce nel sottogenere cannibalico, abbastanza in voga in quegli anni nel cinema italiano. Tuttavia La montagna del dio cannibale è più un film d’avventura (anche se le scene sanguinolente non mancano) e costituisce, con i successivi Il fiume del grande caimano e L’isola degli uomini pesce (entrambi del 1979), una sorta di trilogia esotica tutt’altro che disprezzabile all’interno della filmografia del regista. In questo caso siamo nella Nuova Guinea, dove Susan (Ursula Andress) si reca insieme al fratello Arthur allo scopo di ritrovare il marito scomparso. Per riuscirci assoldano l’avventuriero Manolo (Claudio Cassinelli) come guida.

 

Qua la mano (1980), regia di Pasquale Festa Campanile

Questo divertente film in due episodi nel 1980 ottiene un grande successo al botteghino. Nel primo, intitolato Sto così col Papa, il vetturino romano Orazio (Enrico Montesano) riesce a intrufolarsi in Vaticano e a diventare amico del pontefice (Philippe Leroy). Nel secondo, Il prete ballerino, Don Fulgenzio (Adriano Celentano), parroco di un paesino con la passione del ballo, vince una gara in coppia con Rossana (Lilli Carati), una ragazza conosciuta in discoteca.

 

Cornetti alla crema (1981), regia di Sergio Martino

Uno dei film più conosciuti di Sergio Martino che, in un certo senso, all’inizio degli anni ottanta segna la fine del cinema comico-scollacciato goliardico pieno di nudi, e il ritorno a un genere più tradizionale, con qualche momento sexy ma sostanzialmente per famiglie. Lo scatenato Lino Banfi interpreta Domenico Petruzzelli, proprietario di una sartoria che confeziona abiti talari. Il quale, durante un viaggio a Rovigo, conosce la bella Marianna, aspirante soprano. Il regista riesce a trarre il meglio dalla storia e dal cast, che vede primeggiare l’esuberante Fenech nel ruolo di Marianna.

 

Assassinio al cimitero etrusco (1982), regia di Sergio Martino

Prodotto dalla Dania Film di Luciano Martino, è stato realizzato nella versione di tre ore per la televisione, trasmessa in due puntate, e in una di novanta minuti per le sale cinematografiche. Nonostante la riduzione abbia reso alcuni passaggi poco chiari, la versione corta è decisamente migliore. L’archeologo americano Arthur Barnard (John Saxon) viene ucciso in una tomba etrusca. La moglie Joan (Elvire Audary), che ha avuto delle visioni, giunge in Italia insieme al padre. Dove scopre che il marito è stato eliminato perché aveva scoperto un traffico di droga celato dietro il trasporto di reperti antichi.
Dopo altre uccisioni, la ragazza, considerata l’incarnazione di una sacerdotessa etrusca, scatena uno spirito che dimora nella tomba eliminando il colpevole. Si tratta di un film riuscito solo in parte, ma con alcuni buoni momenti e che comunque conferma l’ottimo mestiere di Martino. Tra gli altri interpreti vanno ricordati Paolo Malco, Claudio Cassinelli, Van Johnson, Marilù Tolo e Gianfranco Barra.

 

Le porte del silenzio (1991), regia di Lucio Fulci

Prodotto nel 1991 dalla Filmirage di Joe D’Amato, è passato quasi inosservato. Si tratta dell’ultimo horror di Lucio Fulci, tratto dal suo racconto “Le porte sul nulla” (inserito nell’antologia “Le lune nere”, edito da Granata Press). Un uomo vuole scoprire chi è il morto trasportato dal carro funebre che lo perseguita. Il risultato non è all’altezza dei migliori film di Fulci ma, come ha scritto Manlio Gomarasca (L’opera al nero – Il cinema di Lucio Fulci, Nocturno Dossier), “un’ora e mezzo di inseguimenti tra una macchina e un carro funebre metterebbero a dura prova chiunque”. Protagonista è l’attore americano John Savage.

 

La ragazza di Cortina (1994), regia di Giancarlo Ferrando

L’unico film girato come regista da Giancarlo Ferrando (che firma con lo pseudonimo Maurizio Vanni) e di cui ovviamente cura anche la fotografia, è un giallo con qualche sfumatura sexy. Mara (Vanessa Gravina), riesce a uccidere il marito che la ossessiona grazie all’aiuto di una donna misteriosa, Ljuba (Isabel Russinova). Poi però scopre che l’uomo non è affatto morto e che è complice di Ljuba. Il film in certi momenti ricorda i thriller degli anni settanta di Sergio Martino, accreditato come produttore esecutivo.

 

Mamma per caso (1997), regia di Sergio Martino

Tra i lavori di Giancarlo Ferrando per la tv non mancano le collaborazioni con Sergio Martino. Come nella miniserie televisiva Mamma per caso (quattro puntate trasmesse da Rai Uno nel 1997), che ha per protagonista la giornalista Nicoletta, interpretata da Raffaella Carrà.

 

Turbo (1999-2001), regia di Antonio Bonifacio

Con l’avvento delle tv private e la crisi del cinema, i produttori cinematografici si sono orientati verso i film e serie girati per il piccolo schermo. Così ha fatto anche Luciano Martino. Tra le sue realizzazioni per la televisione ricordiamo Turbo, due stagioni di quattro episodi l’una, andate in onda su Rai Due. Una sorta di versione italiana del Commissario Rex, nel quale il commissario Luca Sepe (Roberto Farnesi) per le sue indagini viene aiutato da un cane. Tra gli altri interpreti, svetta la miss Italia Anna Valle.

 

La freccia nera (2006), regia di Fabrizio Costa

Una degli ultimi lavori di un certo prestigio che vedono l’apporto di Giancarlo Ferrando è la serie televisiva La freccia nera, trasmessa da Canale 5 in sei puntate. Tratta dal celebre romanzo di Robert L. Stevenson, è ambientata nel Quattrocento inglese, al tempo della Guerra delle Due Rose. I protagonisti sono Riccardo Scamarcio e Martina Stella.

 

Filmografia completa di Giancarlo Ferrando

I corvi ti scaveranno la fossa, regia di Juan Bosch (1971)
Tutti i colori del buio, regia di Sergio Martino (1972)
Dio in cielo… Arizona in terra, regia di Juan Bosch (1972)
Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave, regia di Sergio Martino (1972)
I corpi presentano tracce di violenza carnale, regia di Sergio Martino (1973)
Milano trema: la polizia vuole giustizia, regia di Sergio Martino (1973)
Il picciotto – miniserie TV, 3 episodi (1973)
Cugini carnali, regia di Sergio Martino (1974)
Il mio nome è Scopone e faccio sempre cappotto, regia di Juan Bosch (1974)
L’olandese scomparso – miniserie TV, 3 episodi (1974)
La bellissima estate, regia di Sergio Martino (1974)
Diagnosi – miniserie TV (1975)
La città gioca d’azzardo, regia di Sergio Martino (1975)
La polizia accusa: il Servizio Segreto uccide, regia di Sergio Martino (1975)
L’insegnante, regia di Nando Cicero (1975)
Morte sospetta di una minorenne, regia di Sergio Martino (1975)
La liceale, regia di Michele Massimo Tarantini (1975)
40 gradi all’ombra del lenzuolo, regia di Sergio Martino (1976)
La poliziotta fa carriera, regia di Michele Massimo Tarantini (1976)
Inhibition, regia di Paolo Poeti (1976)
Poliziotti violenti, regia di Michele Massimo Tarantini (1976)
Spogliamoci così, senza pudor…, regia di Sergio Martino (1976)
La dottoressa del distretto militare, regia di Nando Cicero (1976)
La vergine, il toro e il capricorno, regia di Luciano Martino (1977)
Taxi Girl, regia di Michele Massimo Tarantini (1977)
Per amore di Poppea, regia di Mariano Laurenti (1977)
La soldatessa alla visita militare, regia di Nando Cicero (1977)
Stringimi forte papà, regia di Michele Massimo Tarantini (1978)
La montagna del dio cannibale, regia di Luciano Martino (1978)
Zio Adolfo in arte Führer, regia di Castellano e Pipolo (1978)
L’insegnante viene a casa, regia di Michele Massimo Tarantini (1978)
La soldatessa alle grandi manovre, regia di Nando Cicero (1978)
L’isola degli uomini pesce, regia di Sergio Martino (1979)
Il delitto Notarbartolo – miniserie TV, 3 episodi (1979)
La poliziotta della squadra del buon costume, regia di Michele Massimo Tarantini (1979)
Il fiume del grande caimano, regia di Sergio Martino (1979)
Volontari per destinazione ignota – film TV (1979)
Il ladrone, regia di Pasquale Festa Campanile (1980)
Qua la mano, regia di Pasquale Festa Campanile (1980)
L’insegnante al mare con tutta la classe, regia di Michele Massimo Tarantini (1980)
La moglie in vacanza… l’amante in città, regia di Sergio Martino (1980)
Zucchero, miele e peperoncino, regia di Sergio Martino (1980)
Il casinista, regia di Pier Francesco Pingitore (1980)
Manolesta, regia di Pasquale Festa Campanile (1981)
Cornetti alla crema, regia di Sergio Martino (1981)
La poliziotta a New York, regia di Michele Massimo Tarantini (1981)
Un uomo, un uomo e… evviva una donna, episodio di Culo e camicia, regia di Pasquale Festa Campanile (1981)
Ricchi, ricchissimi… praticamente in mutande, regia di Sergio Martino (1982)
Una di troppo, regia di Pino Tosini (1982)
Assassinio al cimitero etrusco, regia di Sergio Martino (1982)
Sangraal, la spada di fuoco, regia di Michele Massimo Tarantini (1982)
La guerra del ferro – Ironmaster, regia di Umberto Lenzi (1983)
2019 – Dopo la caduta di New York, regia di Sergio Martino (1983)
Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio, regia di Sergio Martino (1983)
Se tutto va bene siamo rovinati, regia di Sergio Martino (1983)
I predatori dell’anno omega, regia di David Worth (1984)
Shark – Rosso nell’oceano, regia di Lamberto Bava (1984)
Uno scugnizzo a New York, regia di Mariano Laurenti (1984)
Squadra selvaggia, regia di Umberto Lenzi (1985)
Caccia al ladro d’autore – miniserie TV, 3 episodi (1985-1986)
Vendetta dal futuro, regia di Sergio Martino (1986)
Asilo di polizia, regia di Filippo Ottoni (1986)
Giuro che ti amo, regia di Nino D’Angelo (1986)
The Messenger, regia di Fred Williamson (1986)
Doppio misto – film TV (1986)
La sporca insegna del coraggio, regia di Tonino Valerii (1987)
Fuoco incrociato, regia di Alfonso Brescia (1988)
Qualcuno pagherà, regia di Sergio Martino (1988)
Rally – miniserie TV, 4 episodi (1989)
Casablanca Express, regia di Sergio Martino (1989)
Sindrome veneziana, regia di Carlo U. Quinterio (1989)
La stanza delle parole, regia di Franco Molè (1989)
La casa del sortilegio – film TV (1989)
La casa delle anime erranti – film TV (1989)
American Risciò, regia di Sergio Martino (1989)
Troll 2, regia di Claudio Fragasso (1990)
Quel treno per Budapest – film TV (1990)
Obiettivo poliziotto, regia di Umberto Lenzi (1990)
Ottobre rosa all’Arbat, regia di Adolfo Lippi (1990)
Le porte del silenzio, regia di Lucio Fulci (1991)
Favola crudele, regia di Roberto Leoni (1991)
Un orso chiamato Arturo, regia di Sergio Martino (1992)
Spiando Marina, regia di Sergio Martino (1992)
Prova di memoria, regia di Marcello Aliprandi (1992)
Delitti privati – miniserie TV, 4 episodi (1993)
Graffiante desiderio, regia di Sergio Martino (1993)
La ragazza di Cortina, regia di Giancarlo Ferrando (1994)
La figlia del Maharaja – miniserie TV, 3 episodi (1994)
Il grande fuoco – miniserie TV, 4 episodi (1995)
Palermo Milano – Solo andata, regia di Claudio Fragasso (1995)
Padre papà – film TV (1996)
Chiavi in mano, regia di Mariano Laurenti (1996)
Il ritorno di Sandokan – miniserie TV, 4 episodi (1996)
Mamma per caso – miniserie TV, 4 episodi (1997)
Deserto di fuoco – miniserie TV, 3 episodi (1997)
Il cuore e la spada – film TV (1998)
A due passi dal cielo – film TV (1999)
Michele Strogoff – Il corriere dello zar – film TV (1999)
Operazione Odissea – serie TV (1999)
Terra bruciata, regia di Fabio Segatori (1999)
L’escluso, regia di Carlo Gabriel Nero (1999)
Turbo, regia Antonio Bonifacio – serie TV (2000)
Gioco a incastro – film TV (2000)
Il commissario – miniserie TV, 8 episodi (2002)
Il latitante, regia di Ninì Grassia (2003)
Amanti e segreti 2 – miniserie TV (2005)
Domani è un’altra truffa – film TV (2006)
La freccia nera – miniserie TV, 6 episodi (2006)
Il segreto di Arianna – film TV (2007)
Segretario particolare, regia di Nicola Molino (2007)
L’allenatore nel pallone 2, regia di Sergio Martino (2008)
Ultimi della classe, regia di Luca Biglione (2008)
Tutti intorno a Linda, regia di Barbara e Monica Sgambellone (2009)
La bella società, regia di Gian Paolo Cugno (2010)
Caribbean Basterds, regia di Enzo G. Castellari (2010)
Il paese delle piccole piogge – film TV (2012)
I cantastorie, regia di Gian Paolo Cugno (2016)
Di tutti i colori, regia di Max Nardari (2019)

 

 

 

 

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