GEORGE LUCAS HA SALVATO LA MARVEL

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Nel 1977 l‘industria del fumetto negli Stati Uniti stava precipitando verso il baratro. Il duro confronto tra Marvel e Dc Comics che aveva caratterizzato gli anni settanta, basato sulla moltiplicazione degli albi, si stava rivelando una strategia fallimentare per entrambe.

La Dc andrà incontro alla cosiddetta implosione con la cancellazione di oltre trenta testate nel 1978. Mentre la Marvel fu salvata da… George Lucas!

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Concept art per Star Wars di Ralph McQuarrie

Già nel 1975, quando il primo episodio della saga stava prendendo forma, il responsabile della promozione della Lucasfilm Charles Lippincott chiese a Stan Lee se fosse interessato a pubblicare un fumetto di Star Wars prima dell’uscita del film.
Lee rispose: “Se ne potrà parlare solo quando uscirà nelle sale”.

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Lippincott non si diede per vinto. Se non aveva avuto successo con il numero uno della Marvel poteva sempre riprovarci con il numero due. Contattò quindi Roy Thomas, al quale cercò di spiegare le meraviglie di quello strano film di fantascienza che stavano girando in Algeria.

Thomas era scettico sul film di Lucas, la trama gli sembrò poco interessante e confusionaria. Il cast era composto quasi esclusivamente da attori sconosciuti. Il contratto prevedeva un adattamento a fumetti in sei parti, la terza delle quali sarebbe andata in edicola ancor prima che il film fosse effettivamente uscito.
Era, pensava, un rischio inutile in un momento in cui le vendite della Marvel erano in caduta libera.
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Fu solo quando Lippincott estrasse dalla valigetta una illustrazione di Ralph McQuarrie, l’artista al quale era stata affidata la visualizzazione del film, che Thomas, trovandola bellissima, si convinse.

Venne allora organizzato un nuovo incontro con Stan Lee, il quale, con la scusa che i fumetti tratti da film in quel periodo non vendevano un granché, riusci a spuntare un accordo che prevedeva il pagamento di royalty alla Lucasfilm solo nel caso che le vendite del fumetto avessero superato le 100mila copie ad albo. Una diffusione piuttosto alta, ma non certo impossibile.
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Il primo numero dell’albo usci nelle edicole americane nell’aprile del 1977 (le fumetterie erano ancora poche), un mese prima dell‘uscita del film, e fu subito un buon successo. I numeri usciti dopo il film fecero il tutto esaurito.

Anche le ristampe fecero il tutto esaurito. E le ristampe delle ristampe pure, fino a toccare il milione di copie vendute per i primi tre numeri.
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Secondo l’allora fresco direttore generale della Marvel Jim Shooter, le forti vendite dei fumetti tratti dal film di Lucas salvarono la casa editrice dalla bancarotta nel 1977 e 1978, permettendo a lui di sistemarla completamente negli anni successivi.

L’albo di Sta Wars uscì dal 1977 al 1986, per un totale di 107 numeri.
La serie ebbe solo a tratti unità stilistica. Nell’arco di nove anni si alternarono numerose coppie creative, non tutte dello stesso livello.
Ricordiamo le più importanti.

 

Roy Thomas e Howard Chaykin

Il navigato sceneggiatore Roy Thomas e il disegnatore ventisettenne Howard Chaykin realizzarono i primi 10 episodi della saga.

Chaykin si lamenterà per tutta la sua carriera di come il 90% degli appassionati di fumetti lo ricordi soprattutto per Star Wars. “Ha avvelenato la mia carriera”, ripeterà nelle interviste. In effetti il suo disegno è ancora acerbo, anche se possiede già una selvaggia potenza primordiale che configura il suo futuro.
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Nei primi sei numeri Thomas adattò la trama del film. Ma dopo?
Lo sceneggiatore dovette inventarsi episodi nuovi di zecca e questo creò grossi problemi. Il fumetto non poteva raccontare le uniche storie che i lettori volevano davvero leggere.

I fan chiedevano a gran voce storie su Anakin Skywalker e Obi-Wan Kenobi, lo sviluppo del triangolo amoroso tra Han, Luke e Leila. La storia delle misteriose Guerre dei Cloni e altro ancora su Darth Vader.
La Marvel non aveva gli elementi per poter raccontare queste storie .
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Conscio di queste restrizioni, il primo impulso di Roy Thomas fu quello di dedicare più spazio alle avventure di Han Solo come contrabbandiere e fuorilegge part time.

La prima trama originale di Thomas vede Han Solo alla guida di un gruppo di cacciatori di taglie disadattati e avventurieri contro un gruppo di pirati spaziali. Uno di questi irregolari era un coniglio verde di nome Jaxxon, essenzialmente un Bugs Bunny dello spazio.
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Quando l’albo fu pubblicato, Lippincott contattò Thomas per comunicargli quanto la Lucas Film fosse contrariata per questo nuovo personaggio. A quel punto Thomas lasciò la serie, consapevole che il grande successo del film avrebbe significato un forte controllo da parte della Lucas Film sul fumetto.
Preferì continuare a scrivere Conan il barbaro, il cui creatore Robert E. Howard era morto negli anni trenta e quindi non si sarebbe potuto lamentare di nulla.

 

Archie Goodwin e Carmine Infantino

Roy Thomas fu sostituito da Archie Goodwin, direttore della Marvel prima dell’avvento di Jim Shooter, mentre Howard Chaykin fu sostituito da Carmine Infantino, da poco ex direttore della Dc Comics.
Questa squadra rimase più o meno stabile per i successivi due anni e mezzo, dal n. 11 al n. 37, fino a quando nel 1980 uscì l’adattamento del secondo film della saga, L’Impero colpisce ancora (The Empire Strikes Back).

Goodwin si dimostrò più giudizioso di Thomas nell’osservanza dei regolamenti della Lucas Film. Pur non potendo far avanzare le storie dei personaggi come avrebbe desiderato il pubblico, escogitò il trucco di tenere il cast principale occupato lontano dalla trama cinematografica.

Combatterono pirati (molti pirati), cacciatori di taglie e governatori imperiali corrotti, mentre Goodwin rimase sempre un passo di lato dalle macchinazioni di Darth Vader. Le interazioni di Vader con il cast principale erano ridotte al minimo e furono accuratamente a tutto vantaggio della storia.

Quando Vader si faceva vivo, per minacciare gli eroi o eliminare qualche personaggio non essenziale, erano sempre numeri memorabili.

Carmine Infantino aveva trascorso la maggior parte della sua carriera alla Dc Comics. Il suo stile distintivo, caratterizzato da linee spigolose forse non era moderno come quello di Chaykin, ma non deluse i lettori.

Dopotutto Infantino aveva co-creato personaggi come Flash (Barry Allen), Black Canary e Batgirl (Barbara Godon). Veniva da una lunga gestione alla Dc Comics, dove aveva avuto alle sue dipendenze autori come Jack Kirby. Poteva disegnare Chewbacca come voleva.

 

Archie Goodwin e Al Williamson

Quando arrivò il momento di adattare The Empire Strikes Back, Archie Goodwin contattò il disegnatore Al Williamson.
Williamson si era fatto un nome come artista sulle storiche testate Weird Science e Weird Fantasy della Ec Comics negli anni cinquanta. Più tardi, nel 1966, aveva lanciato l’effimero comic book di Flash Gordon per la King Features. Nel 1967, aveva iniziato la collaborazione con Archie Goodwin sulla storica striscia di Agente segreto X-9, che sarebbe durata fino al 1980.

I disegni de L’Impero colpisce ancora, dal n. 39 al n. 44 dell’albo di Star Wars, rappresentano il punto più alto di tutta la serie e uno degli apici della Marvel negli anni ottanta.

Williamson fu in grado di chiudere il cerchio della fantascienza, dalle stupefacenti avventure di Flash Gordon, un personaggio degli anni trenta, alle moderne suggestioni della saga di Lucas.
Del resto Star Wars rappresentava proprio il ritorno alla fantascienza avventurosa di Flash Gordon, dopo la “deriva” intellettualistica di 2001 Odissea dello spazio.

Lo stesso George Lucas rimase talmente impressionato dal risultato che volle la coppia Williamson e Goodwin sulle strisce giornaliere e le tavole domenicali di Star Wars. Le strisce che apparivano su numerosi quotidiani distribuite erano iniziate nel 1979 con il grande Russ Manning alle matite e l’ottimo Steve Gerber ai testi. Williamson e Goodwin le portarono avanti sino al 1984.

 

David Michelinie e Walt Simonson

Subito dopo, su Star Wars esordì un nuovo team creativo composto da David Michelinie e Walt Simonson (che presto diventerà famoso per la sua innovativa run su The Mighty Thor).

Le storie risentivano della mancanza di Han Solo, imprigionato in un blocco di grafite alla fine de L’Impero colpisce ancora. Ma Michelinie trovò un valido sostituto nel personaggio di Lando Calrissian.


Introdotto proprio nel film L’Impero colpisce ancora, interpretato dall’attore Billy Dee, Williams è un ex-contrabbandiere, vecchio amico di Ian Solo e precedente proprietario del Millenium Falcon, vinto da Solo in una partita al gioco di carte Sabaac.

Michelinie dedicò ampio spazio all’Alleanza Ribelle, con i principali star warriors che sventavano il tentativo da parte degli imperiali di creare una nuova arma sul modello della Morte Nera.
L’Alleanza tentò anche di infiltrarsi tra gli imperiali, mettendo a punto azioni di sabotaggio.

Michelinie e Simonson crearono nel n. 56 del febbraio 1982 un nuovo personaggio della saga, Shira Brie, protagonista di una storia tragica dai forti accenti poetici.

Nata durante il regno dell’Imperatore Palpatine, Shira Brie è una donna sensibile alla Forza che sarebbe diventata la Dama Oscura dei Sith. Ben presto attira l’attenzione di Darth Vader, che cerca di utilizzarla per i propri scopi. L’arco narrativo dedicato a Shira è forse la parte migliore della serie.

 

Mary Jo Duffy e Cinthya Martin

Verso la fine del 1983 la coppia Goodwin-Williamson adattò Il ritorno dello Jedi, in una miniserie di quattro albi. Per la serie principale di Star Wars fu un grosso problema. Il terzo film sembrava aver chiuso definitivamente la storia.

Senza un altro film all’orizzonte, cosa restava da fare al fumetto? Le sfide degli ultimi tre anni della serie furono più grandi delle precedenti. Ad affrontarle fu chiamata Mary Jo Duffy, una sceneggiatrice non proprio di prima fila.


Fu l’autrice principale della serie per la maggior parte dei suoi ultimi tre anni. Con l’Impero sconfitto, il cast principale appare senza scopo. Una delle domande ricorrenti in questo periodo era cosa ne fosse dei guerrieri in un tempo di pace.

Costretti a cambiare ruolo da generali a diplomatici, Han e Leila si scontrarono con nuove responsabilità. Luke, nel frattempo, si tormentava sull’opportunità di prendere un apprendista e su come evitare di seguire le orme del padre.


Gli ultimi numeri di Star Wars si ricordano per essere stato curati dal primo team creativo fatto interamente di donne. Per l’ultimo anno e mezzo della serie, Mary Jo Duffy è stata affiancata da Cynthia Martin, disegnatrice dal tratto moderno influenzato dai manga, con Glynis Wein come colorista e Ann Nocenti editor.

Mentre la serie aveva sempre cercato di mantenere lo stesso livello di attenzione su ciascuno dei tre protagonisti, la star dell’ultimo anno è senza dubbio Leila, accompagnata dai suoi conflitti interiori.
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Nelle pagine delle lettere degli ultimi anni anche le lettrici assumevano un ruolo sempre più importante nella discussione.

Duffy trascorse mesi a inventarsi Il principale nemico degli ultimi anni della serie: una razza di invasori extragalattici chiamati Nagai. Ma a questo punto le vendite erano crollate.

I pochi nuovi progetti di Star Wars lanciati da George Lucas a metà degli anni ottanta, i cartoni Droids ed Ewoks (insieme ai rispettivi adattamenti a fumetti di breve durata), e due film tv Ewoks per famiglie non ebbero successo e non aiutarono il fumetto.

La prima serie Marvel di Star Wars si concluse così nel 1986.

 

 

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