FUSAKO SHIGENOBU, LA TERRORISTA GIAPPONESE

FUSAKO SHIGENOBU, LA TERRORISTA GIAPPONESE

Contemporaneamente allo scenario italiano con le Brigate rosse e a quello tedesco con la Raf, anche l’Estremo Oriente affronta negli anni settanta l’escalation terroristica dell’estrema sinistra.

Nel 1972 in Giappone alcuni giovani estremisti fondano il gruppo Armata rossa (Rengo Sekigun). Leader indiscusso dell’Armata rossa è una donna, Fusako Shigenobu.

 

Fusako Shigenobu, antiamericana da parte di padre

La Shigenobu, nata poche settimane dopo la fine della Seconda guerra mondiale, è figlia di un militante dell’estrema destra.
Cresce in un ambiente povero intriso di ideologia: Fusako trasforma l’odio per i corrotti coltivato dal padre in odio per il “capitalismo”. Mentre frequenta le scuole superiori partecipa alle manifestazioni dell’estrema sinistra e, di sera, lavora in un topless bar.

FUSAKO SHIGENOBU, TERRORISTA GIAPPONESE

Fusako Shigenobu

 

 

Terroristi selezionati

L’escalation dell’Armata rossa è rapida e spettacolare: dirottamenti, rapine in banca per finanziarsi, attentati dinamitardi alle stazioni di polizia e in altri edifici statali. Il gruppo ha circa quattrocento membri, tutti militanti accuratamente selezionati.
Tutti tranne quattordici elementi, tra uomini e donne, che, a poco tempo dalla fondazione del gruppo, vengono puniti con la tortura e la morte per la loro “inadeguatezza” alla causa.

La polizia riesce a fare irruzione nel covo dove sono avvenute le torture. Cinque militanti, di cui uno minorenne, scappano prendendo in ostaggio una donna. La fuga viene seguita in diretta dai media giapponesi, diventando nota come “l’incidente del Monte Asama”. Tutti i terroristi vengono presi vivi, mentre due poliziotti e un civile muoiono.

L’Armata rossa continua perseguire quello che è il fine ideologico su cui si fonda il gruppo: la rivoluzione globale, come viene spiegato nel documento intitolato “Dichiarazione di guerra mondiale” fatto avere ai media.

Fusako Shigenobu si interessa ai gruppi terroristici del Medio Oriente, tanto da creare stretti legami con il Fronte popolare di liberazione della Palestina attraverso contatti iracheni in Giappone.
Il suo è un legame politico e militare, tanto che organizza con i palestinesi l’addestramento dei suoi compagni.

FUSAKO SHIGENOBU, TERRORISTA GIAPPONESE

La Shigenobu rivela un carattere forte, ed è molto intelligente: a lei si rivolge anche Wadi Haddad, personalità palestinese di spicco nella lotta armata.

 

L’attentato all’aeroporto di Tev Aviv

La Shigenobu decide di mettere in atto una forte azione dimostrativa contro gli israeliani, dopo il fallimento di un dirottamento aereo che aveva organizzato. Stavolta pianifica con cura un attentato all’aeroporto Lod di Tel Aviv.

FUSAKO SHIGENOBU, TERRORISTA GIAPPONESE

Fusako Shigenobu nei campi palestinesi in Libano nel 1972

 

Il 30 maggio del 1972 tre membri dell’Armata rossa riescono a portare all’interno dell’aeroporto, nonostante le misure di sicurezza, alcune valigie piene di armi.
C’è folla, composta soprattutto da pellegrini in Terra santa, e l’attacco suicida è improvviso e feroce: vengono usati fucili d’assalto Vz.58, si lanciano granate. Muoiono ventiquattro pellegrini portoricani, ottanta persone restano ferite: due i terroristi morti, un terzo viene catturato.

FUSAKO SHIGENOBU, TERRORISTA GIAPPONESE

Tra i due morti c’è Tsuyoshi Okudaira, il marito di Fusako Shigenobu. Addestrato insieme agli altri per settimane nei campi palestinesi, è morto durante la strage come richiestogli dalla missione suicida.
Il sopravvissuto, Kozo Okamoto, viene condannato all’ergastolo in Israele e nel 1985 estradato in Giappone.

 

Gli attentati di Fusako Shigenobu in Italia

Da questo momento la terrorista più ricercata del mondo diventa un fantasma, nessuno sa più con precisione dove sia.
Nei primi anni ottanta l’Armata rossa sbarca anche in Italia, compiendo un attentato a Roma contro l’ambasciata americana. Il 14 aprile 1988, a Napoli, un’autobomba contro il circolo United Service Organizations, frequentato da marinai americani, uccide cinque persone.

Nel duemila Fusako Shigenobu viene arrestata in Giappone, mentre l’intelligence la dava nascosta in Libano. La sua carriera di terrorista si conclude per sempre.

Attualmente sconta venti anni nell’ospedale di un carcere della prefettura di Tokyo, affetta da cancro al colon.
Fusako Shigenobu non si è mai pentita.

Fusako Shigenobu con la figlia May, avuta durante la latitanza con un guerrigliero palestinese, oggi giornalista

 

 

(Da Spazio70).

 

 

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