CROCIFISSIONI, TORTURE E ROGHI DI STREGHE

CROCIFISSIONI, TORTURE E ROGHI DI STREGHE

Crocifissioni  

L’imperatore Augusto aveva tenuto per sé la carica di pontefice, che dai romani veniva identificata come la massima autorità religiosa. Fare e tenere in ordine i ponti era considerato un atto di misericordia per i viaggiatori: in questo modo, aveva sancito l’unione fra potere politico e potere religioso. Fino ad Augusto, infatti, i consoli si erano ben guardati dal pretendere qualsiasi forma di culto e di deificazione. I romani erano contrari a queste abitudini orientali che ritenevano indegne di un cittadino.

Cesare era stato ucciso solo per il sospetto che egli tramasse per diventare re. Con l’annessione di popoli abituati ad adorare il loro imperatore come fosse un Dio, anche gli imperatori romani cominciarono a pretendere atti di culto.

I cittadini romani  non furono mai apertamente ostili al culto dell’Imperatore. Speravano, come era successo con Ottaviano Augusto, che avrebbe garantito la pace. Avevano timore di guerre civili come quelle che avevano insanguinato l’Impero dopo la morte di Cesare.

Il Pantheon a Roma miracolosamente intatto

Il Pantheon a Roma rimasto quasi intatto ancora oggi

Persecuzioni 

Per chi credeva a un unico dio, come ebrei e cristiani, l’adorazione di un uomo era un atto di empietà. I Romani avevano un tempio dedicato a tutti gli dei, il Pantheon, con un altare dedicato al Dio sconosciuto. In epoca repubblicana erano assai tolleranti nei confronti delle diverse fedi religiose e credenze, purché non interferissero con gli interessi della città. In epoca imperiale iniziarono gli attriti nei confronti di coloro che si rifiutavano di adorare l’effige dell’imperatore.

Cristiani nell'arena in attesa del martitio

Cristiani nell’arena in attesa del martirio, in realtà scene come questa erano piuttosto rare

Distruzione di Gerusalemme

Dopo una sollevazione degli ebrei, l’imperatore Tito deportò la popolazione e distrusse la città e il tempio di Gerusalemme nel 70 dopo Cristo. In seguito, i cristiani crebbero di numero e cominciarono a essere perseguitati.

San Vittore soldato martire

San Vittore soldato martire

Persecuzione contro i soldati cristiani

La nuova religione, invece di scomparire, si insinuò anche nell’esercito e nelle famiglie aristocratiche. Alcuni cristiani si offrivano al martirio, come successe con San Vittore sotto l’Imperatore Massimiano. Anche se il numero dei martiri denunciati dalla Chiesa è certamente superiore al vero, sicuramente nei primi secoli molti Cristiani pagarono con la vita la fedeltà alla propria fede.

Musei capitolini-il Colosso di Costantino

Musei capitolini-il Colosso di Costantino

Costantino 

Sotto l’imperatore Costantino, dal 306 dopo Cristo, il numero dei Cristiani, si aggirava forse sul 10% della popolazione. Dopo la vittoria sul rivale Massenzio al ponte Milvio, il 28 ottobre 312, la conferma dell‘editto di Galerio (nel 313) consentì la definitiva libertà di culto ai cristiani in tutta la parte occidentale dell’impero (Editto di Milano“). Una delle prime decisioni di Costantino in Occidente fu quella di prendere posizione contro i donatisti, che stavano dividendo la chiesa d’Africa. Iniziarono le persecuzioni dei pagani e gli attacchi ai cristiani considerati eretici.

San Paolo predica ed assiste al rogo dei libri ad Efeso. dagli "Atti degli Apostoli"

San Paolo predica ed assiste al rogo dei libri ad Efeso. dagli “Atti degli Apostoli”

Persecuzione dei pagani e degli ebrei

Fin dall’inizio, i cristiani erano stati inclini alle dispute religiose e piuttosto intolleranti. Come testimoniano gli Atti degli Apostoli, cominciarono ad accusarsi l’un l’altro di eresia. Con l’imperatore Teodosio il cristianesimo divenne religione di stato. Le persecuzioni nei confronti dei pagani divennero sanguinose.

Ipazie fata a pezzi dai Cristiani ad Alessandria di Egitto

Ipazia fata a pezzi dai cristiani ad Alessandria di Egitto

Morte di Ipazia

Ipazia era una matematica, astronoma e filosofa di Alessandria. Fu barbaramente uccisa da parte di monaci parabolani, su ispirazione del vescovo Cirillo nel 415 dopo Cristo.

Il Vescovo Cirillo di Alessandria d'Egitto, ispiratore dell'omicidio di Ipazia.

Il Vescovo Cirillo di Alessandria d’Egitto, ispiratore dell’omicidio di Ipazia.

La Bibbia proibita 

La conoscenza della Bibbia da parte dei non ecclesiatici venne considerato un pericolo per il potere dell’Impero e della Chiesa, che intanto si erano uniti. La Chiesa proibì la lettura della Bibbia ai cristiani, sostenendo che fosse pericoloso leggerla per chi non fosse stato opportunamente preparato.

Gregorio IX Raffaello proibizione della Bibbia ai Cristiani

Gregorio IX Raffaello proibizione della Bibbia ai Cristiani

Nervo scoperto dei Cristiani

Per evitare il continuo sorgere di “eresie”, la Bibbia venne ufficialmente proibita al popolo e messa all’Indice dei libri proibiti dal Concilio di Tolosa, nell’anno 1229. In altri termini, il Concilio di Tolosa (1229), d’accordo con papa Gregorio IX, decretò nel canone 14 la proibizione per i laici di possedere una copia della Bibbia. Nel 1234, il Concilio di Tarragona ordinò che tutte le versioni della Bibbia nelle lingue parlate venissero, entro otto giorni, consegnate ai vescovi per essere bruciate. 

La retta dottrina si basò non solo sulla Bibbia, ma anche sul magistero della Chiesa. (Questo principio verrà riaffermato nel Concilio di Trento 1548). Ciò avveniva anche se ben pochi erano in grado di leggere.

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L’imperatore-Costantino-offre-a-Papa-Silvestro-I-la-tiara-imperiale-simbolo-del-potere-temporale-affresco-nellOratorio-di-San-Silvestro.

Donazione di Costantino

La Chiesa aveva chiara l’importanza dei documenti scritti, perché molte dispute dottrinali si incentrarono sulla corretta interpretazione dei testi sacri oltre che su quali fossero. Così, allorché la Chiesa vide la possibilità di esercitare il potere temporale comprese che questo avrebbe potuto suscitare un’ondata di proteste fra i fedeli. Si sarebbero sicuramente appellati al Vangelo e alla predicazione di Cristo. Fu confezionata una falsa “donazione di Costantino”: nel documento apocrifo,  il primo imperatore cristiano donava alla chiesa di Roma il predominio su tutte le altre chiese, il potere temporale sull’impero, su tutti gli altri sacerdoti ed altre proprietà, per accreditare l’idea del suo buon diritto al potere temporale.

Fin da subito furono avanzati dubbi sulla pretesa donazione finché, nel 1440, l’umanista italiano Lorenzo Valla ne dimostrò inequivocabilmente la falsità.

Dissenso all’interno della Chiesa

Ciò che impensieriva maggiormente la Chiesa era il dissenso interno. Alcuni fedeli mettevano in dubbio la retta dottrina dei Papi. Alcuni frati predicavano la Buona Novella riallacciandosi alla predicazione di Cristo. La politica della Chiesa rispetto a questi movimenti è stata costante: grande diffidenza durante la vita del fondatore del movimento, arrivando a screditarlo fino alla sospensione a divinis. Qualora il movimento avesse resistito fin dopo la morte del fondatore, la Chiesa avrebbe anche potuto recuperarlo santificandolo. Sarebbe diventato un esempio per tutti i fedeli onde incanalare il dissenso interno

La Chiesa intanto comincia a esercitare il potere temporale, anche se non direttamente ma con intermediari laici.

Sesso nel Medioevo

Sesso nel Medioevo

Sesso e Medioevo

Riguardo il comportamento, la Chiesa, fin dalle origini, richiedeva ai fedeli un autocontrollo eroico anche se la prostituzione era tollerata come il minore dei mali. La Chiesa favorì in ogni modo la castità dei preti anche senza imporre il celibato. Il Concilio Lateranense II del 1139 dichiarò non solo illeciti ma anche invalidi i matrimoni di chierici negli ordini sacri, senza emanare una norma che escludesse l’ordinazione di uomini sposati. Infatti, nel 1322, papa Giovanni XXII insisteva che non si deve ordinare al sacerdozio un uomo sposato senza il consenso della moglie. Erano proibiti i rapporti coniugali. Il Papa decretò che, se la sposa avesse rifiutato il consenso, il marito, anche se già ordinato sacerdote, sarebbe stato riunito alla moglie e avrebbe cessato di esercitare l’ordine ricevuto.

Nella stessa direzione andò la predicazione relativa ai semplici fedeli. Il rapporto con il corpo, che per i greci e i romani era una cosa naturale e priva di vergogna, divenne oggetto di innumerevoli divieti. La masturbazione era proibita, l’unica posizione permessa nei rapporti sessuali era quella del missionario, venne definito il numero dei rapporti settimanali, l’omosessualità fu proibita.

La pena per i lussuriosi

La pena per i lussuriosi

La simonia

Il peccato imputato ai trasgressori era la simonia in quanto il corpo non è considerato di proprietà dell’uomo, ma è di Dio. Mercificando il corpo con pratiche ispirate dal demonio, si prostituisce una cosa sacra cioè si commette peccato di simonia

Inizialmente la Chiesa non giudicava in proprio perché si atteneva al precetto: “Non ti macchierai del sangue del fratello.” Poi incominciò a gestire, prima con personale laico, poi direttamente con i domenicani, i vari tribunali. Si usava la tortura come strumento di indagine, anche su una semplice segnalazione non suffragata da prove. Si condannava e poi si eseguivano  le condanne a morte comminate con il fuoco per abbruciamento con i boia. Non sappiamo esattamente quante persone subirono simili torture e condanne perché la Chiesa diede ordine di bruciare e di distruggere tutti i registri e gli atti dei processi, per evitare che cadessero nelle mani dei nemici della Chiesa e/o creassero scandalo nei fedeli.

Il Boia

Il Boia

Il tribunale dell’Inquisizione 

La Chiesa ha informato, sotto Papa Giovanni II, che l’Inquisizione ha fatto 100.000 processi, ma che i condannati a morte ammontano a poche decine. Agivano anche i Tribunali civili, che erano più intransigenti di quelli ecclesiastici. Non tutti gli inquisiti erano destinati a morte certa, Galileo Galilei si salvò abiurando alle sue idee.

IL Concilio di Trento

IL Concilio di Trento

Il Concilio di Trento

Dal 1545 al 1563 la Chiesa tenne a Trento un grande Concilio per confutare le tesi di Martin Lutero e tentare di arginare il protestantesimo. Il medioevo era finito, ma iniziava il periodo più fosco della censura sulle idee e della repressione sessuale. Venne ufficialmente insediato il Tribunale dell’Inquisizione, che iniziò a lavorare a pieno ritmo. I beni dei condannati venivano divisi fra l’autorità religiosa, che ne aveva istruito il processo, e il personale laico che lo aveva celebrato. Poiché furono condannati anche appartenenti a famiglie abbienti, circolò e si diffuse la diceria che fossero stati condannati a causa dell’avidità dei giudici.

La vergine di Norimberga, strumento di tortura

La vergine di Norimberga, strumento di tortura

Caccia alle streghe

L’Inquisizione era temuta perché nessuno poteva dirsi al sicuro. Processi per stregoneria colpirono indistintamente maschi e femmine, ricchi e poveri, monache, vergini e preti. Il Malleus Maleficarum (Il martello delle streghe) è un testo in latino pubblicato nel 1487 dai frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer, allo scopo di reprimere in Germania l’eresia, il paganesimo e la stregoneria: fu usato per istruire i processi e per torturare gli inquisiti.

Torchio tipografico di Gutemberg, ricostruzione

Torchio tipografico di Gutenberg, ricostruzione

L’invenzione della stampa 

Nel 1455 il tedesco Gutenberg aveva inventato la stampa a caratteri mobili che accelerava, rendendola più economica, la produzione dei libri fino a quel momento scritti a mano. Ora diventava possibile anche per chi non era ricchissimo comprare i libri e leggerli.

L’indice dei libri proibiti

A questo punto la Chiesa, che sempre aveva proibito, nel corso della storia, i testi ritenuti eretici o pericolosi, decise di redigere ufficialmente un corposo elenco di libri proibiti: l’Index librorum prohibitorum), creato nel 1558 da Paolo IV. L’Indice ebbe diverse versioni e fu soppresso dalla Congregazione della dottrina della fede il 14 giugno 1966. Fra i libri proibiti ricordiamo il Decameron del Boccaccio, il Principe  del Machiavelli, tutta l’opera di Erasmo da Rotterdam, l’opera di Giordano Bruno che subirà il rogo .

Index Librorum Prohibitorum

Index Librorum Prohibitorum

La censura sulla stampa

Un libro inserito nell’elenco non poteva essere letto dai cristiani. Chi lo leggeva commetteva peccato mortale, il testo non poteva essere prestato e il cristiano doveva informare l’autorità se fosse venuto a conoscenza di qualcuno lo avesse. Inoltre, colui che lo aveva stampato era passibile di chiusura e confisca della stamperia. I controlli dell’autorità sui tipografi erano continui. Essi potevano pubblicare solo i testi che portavano la scritta “imprimatur”della Chiesa che significa: si stampi.

Caccia alle streghe

Caccia alle streghe

 

 

2 commenti

  1. Molto interessante brava Angela Ravetta

  2. Grazie Monna Atinna, io ho ripassato un po’ e mi è montata una rabbia tremenda…

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