BOT E BTP: CONVIENE ANCORA PUNTARCI?

Bot

Bot e Btp sono strumenti finanziari le cui sigle sono note a chiunque. Per anni hanno rappresentano una certezza: le generazioni precedenti ci hanno costruito una fortuna. Altri tempi, quando i mercati erano decisamente più sicuri e mettere al riparo i propri risparmi era impresa più facile.

Oggi tutto è cambiato sulla scia del fenomeno noto come globalizzazione: il mondo della finanza ne è stato totalmente travolto, al punto che molti dei tradizionali asset sono crollati. Dall’immobile passando per i conti deposito, al mercato azionario sempre più volatile. Come muoversi in un contesto di questo genere?

C’è chi punta ancora sui Titoli di Stato e sui Buoni del Tesoro, ritenendoli affidabili e soprattutto remunerativi. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e quanto questi strumenti possano essere affidabili.

 

Cosa sono BOT e BTP

BOT e BTP sono strumenti affini, ma diversi anche se spesso vengono accostati. Si parla, per entrambi i casi, di Titoli di Stato, però non sono la stessa cosa.
I BOT sono titoli di credito emessi dallo Stato per finanziare il suo debito pubblico nel breve periodo. Esistono BOT che hanno durate anche inferiori ai 12 mesi. Alla scadenza del tempo previsto, l’investitore ottiene una soma pari al valore nominale del titolo che detiene. Quindi chi investe già conosce, al momento dell’acquisto, le somma che percepirà alla scadenza del titolo.
I BTP sono invece Buoni Poliennali del Tesoro. Titoli di credito come i BOT, ma cui lo Stato ricorre per pagare il proprio debito nel medio e lungo periodo. Si parla di finestre temporali che vanno dai 3 fino ai 30 anni. Con i BTP si viene pagati alla scadenza, ma anche periodicamente con cedole che vanno a remunerare il capitale investito. Ecco perché è importante, in questa tipologia di prodotto finanziario, avere sempre sotto controllo la quotazione BTP in tempo reale.

 

Dove si acquistano

Sia i BOT sia i BTP possono essere acquistati tramite asta, in quanto vengono emessi dallo Stato e passano all’acquirente tramite un intermediario finanziario. Sono proprio loro, gli intermediari, che possono prendere parte alle aste preposte per la compravendita di Titolo di Stato.
C’è poi la possibilità di acquistare anche privatamente all’interno di un mercato secondario, il cosiddetto MOT (Mercato Telematico Obbligazioni), dove si trovano titoli già esistenti che sono risultati invenduti.

 

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