BONNIE E CLYDE, LA VERA STORIA

BONNIE E CLYDE, LA VERA STORIA

Dietro gli alberi che costeggiano una strada di campagna della Louisiana sono nascosti sei nervosi agenti armati.
A guidarli è Frank Hamer, un capitano dei ranger in pensione richiamato in servizio per catturare Bonnie e Clyde, i due famigerati criminali.

Da un momento all’altro dovrebbe passare la loro Ford otto cilindri color grigio topo. Ad Hamer lo ha rivelato un complice che li ha traditi. È il mattino del 23 maggio 1934 e la maggior parte di quei sei vorrebbe essere altrove, invece di affrontare una coppia che ha ucciso almeno 13 persone.

BONNIE E CLYDE, LA VERA STORIA

All’arrivo della macchina, tutte le dita stringono pronte i grilletti. Clyde indossa un paio di occhiali da sole e guida senza scarpe. Bonnie ha un cappello rosso e bianco, rossi sono anche il vestito e le scarpe. Sta sfogliando una rivista.
I due si bloccano davanti a un camioncino fermo su un lato della stradina. Lo riconoscono, appartiene a un vecchio che abita da quelle parti.

Si tratta di Ivan Methvin, il padre di Henry, il loro complice che da alcuni giorni è sparito dalla circolazione.
Dopo aver frenato, Clyde si rimette le scarpe, scende e chiede a Ivan, che sta aggiustando una gomma, dove diavolo sia finito suo figlio.
In quel momento gli agenti, sbucando da dietro gli alberi, ordinano al ganster di arrendersi. Mentre Methvin si butta sotto il furgone per ripararsi.
Clyde rimonta di corsa sull’auto che aveva lasciato con il motore acceso. Sta ancora ingranando la marcia quando arriva la scarica di proiettili.

 

Bonnie, una ragazza promettente

Bonnie Parker nasce nel 1910 a Rowena, un paesino nelle grandi praterie del Texas. A quattro anni perde il padre, Charles, di professione muratore. A occuparsi di lei e dei suoi due fratelli rimane la mamma, Emma Krause. La famiglia si trasferisce nei sobborghi di Dallas, dove Emma trova lavoro come sarta.

Crescendo, Bonnie si distingue negli studi, vincendo il concorso letterario scolastico.
Ama recitare negli spettacoli che organizza per i bambini e, oltre a essere inteligente, è una bella adolescente di singolare personalità. Non supera il metro e mezzo di statura, ma questo non è un problema per i ragazzi che le fanno una corte serrata.

Potrebbe ambire a un futuro brillante, ma lei compromette tutto facendo un passo falso. Non ha ancora compiuto 16 anni quando abbandona gli studi per sposare Roy Thornton, un piccolo delinquente di strada.
Dopo tre anni, i due si separano perché lui non è mai in casa e ha continui problemi con la legge.
Comunque non divorzieranno e Bonnie terrà sempre la fede al dito (Roy morirà nel 1937 durante un tentativo di evasione).

Tornata single, Bonnie si guadagna da vivere lavorando come cameriera. È un tipo grintoso come tante giovani donne di quel periodo chiamato “anni ruggenti”.
Nel suo diario scrive che, soffrendo per la mancanza di un compagno fisso, si consola concedendosi ad alcuni amici. Odia Dallas, perché la trova provinciale, ed è affascinata dagli attori dei primi film sonori.

BONNIE E CLYDE, LA VERA STORIA

 

Clyde, cresciuto nella miseria più nera

Clyde Barrow nasce nel 1909 a Telico, un piccolo paese non distante da Dallas, in una famiglia contadina.
Malgrado siano poverissimi, Henry Barrow e Cumie Walker hanno otto figli. I quali, appena imparano a camminare, si sparpagliano nelle fattorie vicine dandosi da fare per procurarsi il cibo.
All’inizio vivono tutti in un carro, come i cowboy del secolo precedente, poi in una capanna.

A soli nove anni, Clyde viene rinchiuso in una struttura per “ragazzi difficili” perché è diventato un piccolo vagabondo dedito ai furtarelli. In pratica, ruba per mangiare. Tornato libero, riprende la sua vita fatta di espedienti.
Anche lui è di bassa statura, ha il viso dolce e gli occhi tristi. Non beve alcolici, si veste sempre bene e ama il sassofono, che ha imparato a suonare.

Nel 1926, Clyde cerca inutilmente di scappare dagli agenti di polizia venuti a chiedergli conto di un’auto presa a noleggio e mai restituita. Per la prima volta finisce in una prigione vera.
Pochi mesi dopo, viene arrestato di nuovo per avere rubato alcuni tacchini insieme al fratello Buck, un tipo apatico che si lascia influenzare facilmente.

Nei due anni successivi, i fratelli Barrow continuano a rubare auto e a rapinare negozianti e benzinai. Il bottino, sempre magro, permette loro di sopravvivere a stento.
Finché, nel 1928, Buck viene arrestato dopo una sparatoria e condannato a cinque anni di prigione, mentre il fratello riesce a scappare.
Negli anni venti i ganster imperversano negli Stati Uniti sfruttando la velocità delle prime automobili costruite in serie dalla Ford, che le polizie delle varie contee, divise e disorganizzate, non sanno ancora contrastare.

 

Incontro fatale

Nel gennaio 1930, Clyde fa l’incontro della sua vita. Per un giorno Bonnie non è andata al lavoro perché deve assistere un’amica che si è rotta un braccio.
Mentre le sta preparando una cioccolata, vede entrare Clyde, anche lui amico della giovane sfortunata. Si trovano subito in sintonia perché Bonnie, malgrado la sua intelligenza, ha un debole per i delinquenti.
I due non ci mettono molto per fare una conoscenza più approfondita, dopo la quale decidono di andare ad abitare insieme.

Purtroppo Clyde finisce subito in prigione per un nuovo furto. Allora Bonnie, durante la prima visita in carcere, gli porta una pistola che nasconde sotto la gonna. Grazie all’arma, Clyde riesce a evadere, ma viene subito riacciuffato e rinchiuso a Eastham, una grande prigione-fattoria dove i detenuti sono costretti a lavorare durante tutto il giorno.

Come se non bastasse, un compagno di cella, Ed Crowder, cerca più volte di violentare Clyde, finché lui reagisce colpendolo ripetutamente in testa con un tubo di piombo. Si tratta del suo primo omicidio, anche se gli viene riconosciuto di aver agito per legittima difesa.
Il lavoro a Eastham è talmente duro che Clyde decide di segarsi due dita del piede per ottenere il trasferimento in un carcere meno disumano.

Anche grazie alla madre, che va dal governatore del Texas a chiedere la grazia per lui, nel febbraio del 1932 ottiene la libertà condizionata. Tutti notano che la prigionia l’ha cambiato profondamente, trasformandolo, come dice un’amica che lo conosce bene, in un “serpente a sonagli”.
In effetti, il giovane sente il desiderio di vendicarsi per le angherie subite dietro le sbarre.

Per prima cosa, però, insieme a Bonnie ruba un’auto con l’intenzione di partire per una vacanza.
Inseguito dalla polizia, Clyde va a sbattere contro un albero. Mentre lui riesce a scappare, la sua compagna viene arrestata e condannata ad alcuni mesi di carcere.

Senza aspettarla, Clyde forma una banda con la quale torna a rapinare i negozi. Il primo colpo lo mette a segno a Hillsboro (Texas), durante il quale rimane ucciso un negoziante di 65 anni che tenta di reagire per difendere un incasso di 10 dollari.
La moglie della vittima riconosce Clyde dalle foto segnaletiche, anche se forse non è stato lui a premere il grilletto.

Ormai consapevole di rischiare l’ergastolo, Clyde sparerà senza pensarci due volte a tutti coloro che cercheranno di arrestarlo. A farne subito le spese sono uno sceriffo e il suo vice in Oklahoma, lo stato a nord del Texas.

 

In corsa verso la morte

Bonnie, intanto, compone poesie fino alla liberazione dal carcere, che avviene nel mese di giugno del 1932. Pur sapendo che il destino del suo uomo è segnato, decide di stargli a fianco. I due viaggiano tenendo nel bagagliaio 15 targhe intercambiabili per far perdere le loro tracce, insieme a fucili e pistole.

La coppia non riuscirà mai a fare bottini superiori ad alcune centinaia di dollari, più spesso saranno di pochi spiccioli.
Le loro avventure banditesche ispireranno film, canzoni e addirittura cartoline di San Valentino, anche se sono due disperati in perenne fuga.

Nell’ottobre 1932 commettono un altro omicidio: stavolta la vittima è un macellaio.
Nel 1933 Buck Barrow, appena uscito di prigione, si unisce con la moglie Blanche al fratello Clyde e alla sua compagna.
I quattro mettono a segno una rapina a Kansas City (Missouri), dove uccidono due agenti.

Ormai tutta la polizia è sulle loro tracce. Individuati a Dexter (Iowa), Buck viene ucciso in una imboscata e sua moglie catturata, mentre Clyde riesce a fuggire trascinandosi dietro Bonnie, ferita a una gamba.
Quando la donna si è ristabilita, nel gennaio del 1934, Clyde realizza un suo vecchio sogno: quello di liberare quanti più detenuti possibile dalla fattoria-penitenziario di Eastham.

Lui e Bonnie si nascondono tra le canne di bambù che crescono nei pressi del campo di lavoro, poi sbucano sparando raffiche di mitra contro i secondini. Uno rimane ucciso, un altro ferito, ma i restanti fanno in tempo a sdraiarsi per terra.
Poi i due gettano alcune pistole ai prigionieri gridando loro di scappare. Con cinque ex detenuti, ripartono su due automobili. Tra gli evasi c’è Henry Methvin, che entra nella banda.

 

Un vecchio ranger alle calcagna di Bonnie e Clyde

Bonnie e Clyde non lo sanno, ma da qualche tempo sui luoghi dei loro delitti si precipita il capitano Frank Hamer, un vecchio mastino dei ranger fatto rientrare dalla pensione con l’incarico di catturarli.
Alto, massiccio e taciturno, Hamer è l’uomo giusto per risolvere i casi più difficili. Fino a quel momento ha ucciso 53 criminali cui dava la caccia ed è stato ferito 17 volte dai loro colpi.

Stanco di arrivare troppo tardi, Hamer cerca Ivan Methvin, padre dell’ultimo complice della coppia di gangster, per proporgli un patto: se suo figlio collaborerà alla loro cattura, farà ritirare le accuse contro di lui.
Nel maggio del 1934, Henry Methvin accetta, tradendo la coppia che lo aveva fatto evadere dal terribile carcere di Eastham. Il “pentito” indica al capitano dei ranger la strada rurale di Gibsan, in Louisiana.
Si tratta del percorso fatto quotidianamanete da Bonnie e Clyde per raggiungere il loro covo, vicino a casa sua.

A questo punto il capitano Hamer mette insieme una squadra di sei persone, composte dallo sceriffo della contea e da alcuni poliziotti, per far scattare la trappola.
Il 23 maggio, nel punto stabilito, Bonnie e Clyde vengono bersagliati da 187 proiettili. I due, invece, non fanno in tempo a sparare un colpo.

Lei muore a 23 anni, lui a 25.
Due banditi che, pur avendo commesso tanti omicidi, entreranno nel mito per l’amore travolgente che li univa.
Tra i numerosi film che gli hanno dedicato ricordiamo Gangster Story, una pellicola del 1967 diretta da Arthur Penn e interpretata da Warren Beatty e Faye Dunaway.

Nell’ottobre del 2012, il revolver calibro 38 trovato attaccato con un laccio alla gamba di Bonnie Parker e la Colt 45 semiautomatica infilata nella cintura di Clyde Barrow vengono venduti all’asta per oltre mezzo milione di dollari. Una cifra  che i due non avevano mai visto in vita loro, neanche sommando il bottino di tutti i loro colpi.

 

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