BANKSY, L’ARTISTA SENZA NOME

BANKSY, L’ARTISTA SENZA NOME

Essere considerato uno dei maggiori esponenti della street art mondiale e ancora oggi non avere un nome, questa è la realtà di Banksy, artista di strada che ha sempre nascosto la propria identità.


Le sue prime opere sono comparse a Bristol, in Inghilterra. La sua arte trova espressione nello spazio urbano e il suo nome è legato alla tecnica utilizzata per i suoi murales: lo stencil. Questo genere già era conosciuto da molti artisti della street art, ma è stato Banksy a far raggiungere la popolarità globale a questa tecnica. Consiste nel riprodurre uno stesso disegno in serie grazie a un cartone poggiato sulla superficie. È un metodo per realizzare un’immagine in modo rapido, utile a volte per evitare guai con la legge. Parlando della sua tecnica pittorica, Banksy ha detto: “Io uso quello che serve. A volte questo significa solo disegnare un paio di baffi sul volto di una ragazza su qualche cartellone, altre volte significa sudare per giorni su un disegno intricato. Il fattore più importante è l’efficienza”.


I suoi soggetti preferiti sono le scimmie, i poliziotti, i gatti, i vecchi, i bambini, i soldati e i topi. Le sue opere hanno un taglio ironico e satirico, trattano tematiche quali le assurdità della società, l’omologazione, la guerra, l’inquinamento, la manipolazione mediatica e il maltrattamento degli animali. Attraverso i suoi codici comunicativi, Banksy trasforma questi temi atroci in opere piacevoli e brillanti, in grado di sensibilizzare i destinatari.

Sono molte le sue opere che vogliono provocare le autorità e lanciare un segnale di protesta. I suoi lavori si inseriscono nella cosiddetta “guerrilla art”, un movimento di natura illegale che si oppone al governo.

“Spy Booth” (La cabina spia)
A Cheltenham, nel Regno Unito, in prossimità del quartier generale dell’Agenzia del governo per le comunicazioni, è stato dipinto questo murales che ritrae alcune spie nel classico impermeabile con microfoni e registratori vicino a una cabina telefonica. L’opera è ispirata al cosiddetto “Datagate”, lo scandalo delle intercettazioni telefoniche.

“Mobile Lovers” (Gli amanti con lo smartphone)
Una coppia di innamorati si abbraccia mentre ognuno controlla il proprio cellulare. Questa opera vuole evidenziare la mancanza di comunicazione in un periodo come quello odierno dove il digitale fa da padrone.

“Kissing Coppers” (Il bacio dei poliziotti)
L’immagine dell’omosessualità assume un significato di sberleffo nei confronti dell’autorità, ma nel contempo un invito a riflettere sull’omofobia.

“Flower Thrower” (Il lanciatore di fiori)
Il soggetto raffigurato è un contestatore che sembra pronto ad attaccare la polizia, ma invece di una bottiglia molotov impugna un mazzo di fiori.

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