APOLOGIA DELLA SOUBRETTE TELEVISIVA

APOLOGIA DELLA SOUBRETTE TELEVISIVA

C’era una volta la soubrette televisiva, significativa sia dal punto di vista dello spettacolo che per l’impostazione di un varietà televisivo.
Figura senza dubbio in via di estinzione più di qualsiasi altra appartenente alla storia della televisione; e significativa nella sua accezione di primadonna, di elemento centrale dello show, di attrazione che balla e canta.
Ed è incontrovertibile che la soubrette televisiva si stia estinguendo ancor più di quella teatrale.
Perché se il teatro di rivista e l’avanspettacolo sono ormai generi superati, è pur vero che si producono in Italia ancora varie commedie musicali, e in molte di esse il nome della protagonista di turno rappresenta la maggior attrazione dello spettacolo. Anche se spesso si tratta di versioni italiane di musical americani, quindi poco in linea con la figura classica della soubrette del nostro teatro leggero. S’è visto ad esempio con Lorella Cuccarini in “Grease”, “Sweet Charity” e “Il pianeta proibito”; con Michelle Hunziker in “Tutti insieme appassionatamente”; con Matilde Brandi in “Victor Victoria”; con Lorenza Mario in “Facciamo l’amore”; con Nathalie Caldonazzo e Ramona Badescu in “Moulin Rouge”; con Roberta Lanfranchi in “Cenerentola”.

D’altra parte, volendo soltanto sfiorare una critica di contrapposizione tra il teatro di rivista all’italiana e lo show di stile americano, si potrebbe riflettere sul fatto che il mo(n)do americano ha fagocitato e sostituito quello europeo e italiano. D’altra parte, le popstar che dominano le classifiche di vendita dei dischi, come possono essere Madonna e Rihanna, o l’ultima arrivata Lady Gaga, fanno con molti mezzi e visibilità più o meno quello che facevano anni fa le soubrette nostrane o le vedette del Lido e del Moulin Rouge.
Infatti molte, dalla Carrà a Nadia Cassini, portavano in giro i loro spettacoli.
E probabilmente anche il recente e rinnovato interesse per il burlesque, al di là di quanto possano risultare effimere certe tendenze, è un modo come un altro per riproporre la figura della soubrette – figura disancorata da un provincialismo considerato anacronistico e che non funziona più – ai tempi della globalizzazione.

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Tiziana Fiorveluti

Va anche sottolineato che, secondo vari addetti ai lavori, la figura della soubrette non scomparirà mai.
È però evidente che le apparizioni e la loro durata si riducano sempre più.
A nostro parere, ad esempio, difficilmente si ripeterà nelle prossime edizioni del Festival di Sanremo ciò che è accaduto nelle ultime con Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis (più la prima della seconda) nel 2011, o la modella ceca Ivana Mrazova nel 2012, affidate a un maestro della coreografia televisiva come Franco Miseria. Infatti, nel 2013 Laetitia Casta ha ballato ancora meno.
In ogni caso questo vuole essere anche e soprattutto l’omaggio a un simbolo di seduzione, a una figura erotica che dall’avanspettacolo in poi ha fatto sognare e irretito gli spettatori di sesso maschile. Poiché è fuor di dubbio che, in tempi ormai preistorici, la seduzione femminile passava anche attraverso sinuosi movimenti delle soubrette televisive, come decenni prima era accaduto con le ballerine della rivista.
D’altra parte Giacomo Leopardi scrisse che “una donna né col canto né con altro qualunque mezzo può tanto innamorare un uomo quanto col ballo: il quale pare che comunichi alle sue forme un non so che di divino, e al suo corpo una forza, una facoltà più che umana”.
Sarebbe probabilmente d’accordo con il poeta di Recanati anche Erode, stregato dalla danza di Salomè.

Riferimenti extra-televisivi a parte, il perché in televisione ci sia sempre meno bisogno delle soubrette va forse ricercato nel fatto che i balletti, come ha sostenuto qualcuno, costano molto e abbasserebbero gli ascolti. Resta comunque da spiegare perché, trenta o quaranta anni fa, il pubblico gradiva e da un po’ di tempo a questa parte non gradisca più.
Azzardiamo un’altra ipotesi che riguarda proprio il forte richiamo erotico esercitato dalle soubrette e la loro centralità. Ricordo alcuni articoli di qualche anno fa contro i balletti troppo spinti, finiti nel calderone con i calendari e le copertine di Panorama e l’Espresso. Tutto opportunamente eliminato.
Ma lasciamo andare.

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Lorella Cuccarini

A noi basta ricordare le soubrette che, in un passato più o meno recente, hanno lasciato una traccia nella storia del piccolo schermo, scegliendo – sia chiaro fin dall’inizio – un criterio puramente soggettivo per indicare quelle che riteniamo più importanti o memorabili.
Quindi se è vero che Pamela Prati, tanto per fare un nome, ha avuto una carriera televisiva più lunga e articolata rispetto ad altre soubrette, è altrettanto vero che non ha mai esercitato su chi scrive il fascino fulgido di Tiziana Fiorveluti, Tanja Piattella, Corinne Bonuglia, Ilaria Ilari o le sorelle Boccoli.
Hanno influito sulla scelta anche la quantità dei varietà di un certo livello a cui le soubrette hanno partecipato. E qui il gusto personale ha avuto un peso altrettanto decisivo, considerato che non sono stati mai fissati parametri oggettivi che indichino quali prerogative deve avere uno show per essere giudicato di qualità. Credo comunque sia chiaro a tutti che “Al Paradise” di Falqui o “Club ‘92” di Gerotto siano dieci, venti volte più belli di una qualsiasi edizione di “Ciao Darwin”.
Ad esempio, se abbiamo dedicato maggiore spazio a Ilaria Ilari è per le sue doti artistiche ed estetiche, e perché ha ballato in alcuni tra i migliori show degli anni Novanta, affiancata o diretta da nomi molto importanti del varietà televisivo.
Precisato ciò, poiché in fin dei conti non ci stiamo occupando di massimi sistemi, ma di una figura leggera che s’avvicina molto alla quintessenza della femminilità (dunque a pensarci bene forse di massimi sistemi si tratta), una certa soggettività priva di eccessivo rigore scientifico ci verrà, crediamo, facilmente perdonata.

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Heather Parisi

Per concludere, citiamo come esempio il caso della Mrazova: si è trattato di uno degli ormai sempre più sporadici tentativi di trasformare una splendida ragazza in una soubrette, seppur estemporanea. Usanza che in un certo periodo, almeno fino agli anni Novanta, era piuttosto diffusa.
Diffusa un po’ per puro piacere leopardiano, un po’ perché i varietà televisivi comprendevano un buon numero di balletti; e capitava che non ci fossero abbastanza soubrette di professione e che si dovesse andare a pescare in altri campi. Magari tra le attrici di cinema, le cantanti, le modelle.
Uno degli ultimi esempi lo abbiamo avuto con le varie edizioni dello show presentato da Raffaella Carrà e diretto da Sergio Japino: “Carramba! Che sorpresa” (poi “Carramba! Che fortuna”); nel corso delle quali si sono esibite Anna Kanakis, Megan Gale, Adriana Volpe, Victoria Silvstedt, Stefania Orlando, Maria Grazia Cucinotta, Tania Zamparo, Elisabetta Gardini, Elenoire Casalegno, Anna Valle, Susana Werner, Gaia Bermani Amaral, Martina Pinto, Manuela Arcuri, Miriana Trevisan, Anna Falchi, Martina Colombari, Maddalena Corvaglia, Rosita Celentano, Martina Pinto, Sarah Maestri, Manuela Fazzolari.
Stesso discorso per alcuni show del Bagaglino, nei quali un buon numero di belle conduttrici o attrici si sono esibite in veste di ospiti: ricordiamo almeno Luana Ravegnini, Claudia Koll, Alessia Fabiani, Filippa Lagerback, Flavia Vento, Ana Laura Ribas e Magda Gomes.

Potremmo indicare altre trasmissioni che avevano questa caratteristica: “I cervelloni”, in onda su Rai1 dal 1994 al 1998, o ancora “Simpaticissima”, andato in onda per varie edizioni tra gli anni Ottanta e Novanta sulle reti Fininvest. Erano show praticamente costruiti sulle esibizioni delle ospiti, essendo una sorta di celebrazione televisiva dell’8 marzo.
Da quegli studi passarono in sostanza tutte le donne di spettacolo in auge all’epoca. Citiamo Katia Noventa, Susanna Messaggio, Luana Colussi, Maria Giovanna Elmi, Fiorella Pierobon, Francesca Rettondini, Brigitte Nielsen, Manuela Maletta.
Sempre in un varietà Mediaset di quel periodo, “Sotto a chi tocca”, in onda su Canale 5 nel 1996 e 1997, si cimentavano due giovani soubrette esordienti: alcune hanno poi proseguito la loro carriera televisiva, seppur in minima parte. Altre ci limitiamo a citarle (Daniela Battizzocco), perché ebbero un’evoluzione artistica meno significativa.
Infine, tanto per fare un altro esempio, sottolineiamo l’esibizione di due bellissime bionde, all’epoca molto giovani e molto promettenti, come Federica Fontana ed Elisabetta Pellini (oggi la prima è una conduttrice, la seconda una brava attrice), vallette a cui fu data l’opportunità di rievocare nientemeno che Marilyn Monroe nella puntata di Capodanno dell’edizione 1995 del varietà “La sai l’ultima?”.

(Per saperne di più: R. Frini, Le soubrette della televisione italiana, Edizioni Ghost, 2015)

1 commento

  1. […] con un ricordo di Boncompagni estratto dall’intervista fatta a Benedicta Boccoli per il mio libro “Le soubrette della televisione italiana” (Club Ghost, 2015): «Un uomo dotato di grande ironia e grande intelligenza. Feci […]

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