XYLELLA FASTIDIOSA: L’INARRESTABILE KILLER DEGLI ULIVI

XYLELLA FASTIDIOSA: L’INARRESTABILE KILLER DEGLI ULIVI

Nel Salento, la zona nel sud della Puglia bagnata dal mare Adriatico e dallo Ionio, gli alberi di olivo cominciarono a seccare velocemente nel 2013. Tutta la penisola salentina è coltivata ad ulivi e vigneti.

Ulivo secolare

Ci sono molti ulivi ultra centenari. I loro tronchi contorti testimoniano la lotta perenne contro il vento. Il legame dell’uomo con questi monumenti viventi è molto forte, anche perché l’ulivo per vivere deve essere liberato dai rami improduttivi. Inoltre, bisogna zappare la terra intorno alle radici in modo che respirino e le erbe infestanti devono essere sradicate. È necessario eliminare il legno morto. Se questo lavoro non viene fatto, nel giro di tre anni l’albero diventa improduttivo e muore. Quindi ogni ulivo centenario è sempre stato accudito da un uomo per cui ha prodotto l’olio.

Ulivo millenario in Puglia

I pugliesi sono legati ai loro ulivi millenari, grandi giganti chiamati i patriarchi.

Disseccamento dell’ulivo

Dunque nel 2013 alcune foglie degli ulivi seccavano, la pianta incominciava a deperire, il tronco si sfaldava e, in breve tempo, l’ulivo moriva. Il fenomeno è stato chiamato CoDiRO cioè “complesso del disseccamento rapido dell’ulivo”.

Disseccamento rapido dell’ulivo

Tagliando il tronco degli ulivi disseccati si vide che all’interno la pianta era marcia. La cosa sembrava strana perché l’ulivo si trova in zone dove piove poco. Le prime analisi evidenziarono una serie di funghi microscopici che avevano prodotto il marciume. Per questo la malattia venne chiamata complesso: si pensava che le cause fossero molte.

Xylella fastidiosa

Approfondite indagini hanno poi dimostrato che il responsabile del disseccamento rapido dell’olivo è un batterio: la xylella fastidiosa. Il batterio entra nei piccoli canali interni della pianta che trasportano acqua e sostanze nutrienti e trasforma il liquido in una gelatina che impedisce alla linfa di passare. A quel punto la pianta viene attaccata dai funghi. La xylella era ben conosciuta dagli esperti di agricoltura, si tratta di un batterio di origine centroamericana.

La cicalina sputacchina (Philaenus spumarius)

La xylella non si sposta da sola e non passa da un albero all’altro. Chi provvede ad espandere l’infezione è la cicalina sputacchina, un insetto che si nutre di linfa. Vive nei terreni abbandonati e inselvatichiti. La cicalina morde le piante per succhiare la linfa e trasmette il contagio da un albero all’altro con il suo apparato boccale infetto.

Schiuma in cui si nasconde la cicalina sputacchina

Allo stato di larva si circonda di una schiuma che sembra uno sputo, da qui deriva il suo nome. Però la cicalina non ha un grande raggio d’azione. La regione Puglia, preoccupata per il diffondersi del contagio, emanò una serie di ordinanze per contrastare la malattia dell’olivo ed evitare che si diffondesse. Gli olivicoltori pugliesi entrarono in stato di allarme.

Ulivi espiantati

Prima si decretò l’espianto degli ulivi infettati e di quelli che avrebbero potuto esserlo. In seguito arrivò la sospensione del provvedimento. La cicalina si annida nei terreni incolti e proprio nella zona degli ulivi secolari era più facile trovare oliveti non coltivati.

Il muretto a secco davanti a un uliveto coltivato

Gli uliveti centenari non sono allineati in modo regolare quindi non è possibile passare nell’uliveto con le macchine agricole.

Raccolta a terra delle olive in Salento

Nel passato la raccolta delle olive veniva fatta a mano, raccogliendo le olive quando cadevano a terra. Ma l’olio prodotto con olive cadute a terra e quindi completamente mature ha un sapore molto intenso che non incontra più il gusto attuale. Oggi si devono raccogliere le olive prima che cadano per avere un prodotto ottimale.

Brucatura o raccolta a mano

Un tempo gli ulivi erano varietà più rustiche di quelle usate ora e venivano potati in modo da essere molto alti. Ma raccogliere le olive con la brucatura da alberi così alti è complicato. Bisogna intervenire con potature drastiche, questo significa che la pianta per due anni sarà improduttiva perché le olive compaiono sui rami giovani.

Raccolta con scuotitore

Oggi la raccolta viene fatta con uno scuotitore che fa vibrare il tronco, causando la caduta delle olive nel telo o nella rete sottostante. Questo è possibile solo se il tronco è abbastanza dritto e sottile. Non è possibile per tronchi enormi e contorti.

Gli ulivi centenari presentano tutta una serie di problemi. Pur essendo produttivi hanno spese di gestione superiori al possibile ricavo.

Uliveto con terreno lasciato inselvatichire

Per questo motivo il terreno sotto gli uliveti storici viene lasciato inselvatichire, diventando il rifugio della cicalina sputacchina. Bisognerebbe forse creare un marchio apposito per l’olio degli uliveti storici in modo da rendere il prezzo dell’olio conveniente per il coltivatore.

Uliveto moderno tenuto basso e perfettamente allineato in cui possono lavorare le macchine

Prima dell’arrivo della xylella fastidiosa era proibito espiantare gli ulivi secolari. Poi ne è stato decretato l’abbattimento nella zona in cui si è manifestato il contagio. I pugliesi hanno iniziato a protestare.

Pianta del caffè del Costa Rica infettata dalla xylella fastidiosa pauca

La Xylella salentina è un batterio della sottospecie pauca che ha fatto gravi danni all’agricoltura in Costa Rica. L’Olanda, il massimo commercializzatore di piante del mondo, importa anche dalla Costa Rica. Aveva venduto una pianta di oleandro di origine costaricana infetta a un vivaio otrantino nel 2010 e da lì si è diffuso il contagio.

Alberi di oleandro infettati dalla xylella fastidiosa in Brasile

Nel Brasile la xylella è endemica ed attacca diversi tipi di piante con gravi danni per l’economia. Ha infettato gli agrumi con la clorosi variegata degli agrumi.

La xylella in California

Clorosi degli agrumi causata dalla zylella fastidiosa in California

Foglia di vite di pianta infestata dalla xylella in California

La xylella fastidiosa ha infettato i vigneti californiani

Contagio in Francia

Albero infetto, 2015 ,Francia

Nel 2015 è apparsa in Francia seguendo lo stesso percorso della xylella salentina: dal paese del centro America al porto di Rotterdam fino in Francia. Per evitare ulteriori problemi, il governo francese ha proibito l’importazione dalla Puglia di 102 prodotti vegetali pugliesi.

Filari di ulivi della varietà leccino in buone condizioni tra piante della varietà cellina di Nardò in fase molto avanzata della malattia

Allo stato attuale non è stato individuato nessun rimedio efficace contro la xylella e non esistono ulivi che non vadano soggetti all’infezione (non è dimostrato che esistano).

 

 

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