L’HORROR ADOLESCENZIALE DEI NEW MUTANTS

L’HORROR ADOLESCENZIALE DEI NEW MUTANTS

La 20th Century Fox ha diffuso nei giorni scorsi il primo trailer di New Mutants, spin-off franchise degli X-Men in uscita per il prossimo aprile 2018.

Un trailer dal quale si intuisce chiaramente come il nuovo capitolo della saga sia stato tinto di horror.
Proviamo a capire perché.

Tra gli squallidi corridoi di quello che sembra un manicomio statale, si odono le insistenti domande che una donna rivolge a una ragazzina legata con cinghie di cuoio a una sedia di legno:

– Hai mai fatto del male a qualcuno?
– Ti è mai capitato qualcosa che definiresti “anormale”?
– Sai cosa sono i “mutanti”?

Atmosfere cupe e perniciose, emozioni, paura e disgusto. Ecco le prime immagini di X-Men The New Mutants, tratti dai personaggi creati da Chris Claremont e Bob McLeod nell’omonima serie a fumetti del 1982.

Mostri, eventi, personaggi, forze del male o di origine soprannaturale irrompono nella vita di tutti i giorni: sono i giovani e pericolosi mutanti che stanno per affacciarsi al mondo. Adolescenti turbati da una trasformazione di cui non conoscono origini e conseguenze, in un mondo in cui gli adulti sono potenziali aguzzini che li imprigionano per studiarli, vivisezionarli, sfruttarli o castrarne le potenzialità.

Una spudorata metafora dell’adolescenza come ce la racconta la psicologia globalizzata da rivista patinata o i reality show rivolti ai giovani-giovani e/o ai giovani-vecchi che gli stanno a fianco sul medesimo divano.

In sintesi, ci sono cinque giovani mutanti che, scoperte le proprie incredibili capacità mentre si trovano confinati in una struttura segreta contro la loro volontà, combattono per sfuggire alle colpe del loro passato e salvare se stessi.

Ansie, turbamento, primi palpiti e sangue (o prime mestruazioni). Quel che si immagina o esiste davvero poco importa, c’è l’armamentario che Stephen King ci propina con classe da alcuni decenni, ovvero quello che gli adulti americani pensano dei ragazzi americani in una società che ne deve fare dei consumatori al più presto possibile, strappandoli a una (felice? spensierata?) fanciullezza.

Ormai sono gli stereotipi dell’american horror storytelling, salvo forse il gothic, frullati in quello che in un primo momento sembrava dovesse essere solo l’ennesimo young adult relativamente all’acqua di rose.

Ma fiutato il ritorno di moda del filone di cui il film di It è l’apripista, come già fu per il Pulp Fiction negli anni novanta, gli esperti di marketing della 20th Century Fox hanno cambiato immediatamente il mood del film e il primo trailer ufficiale ne dà chiaramente conto con atmosfere molto horror, fin troppo horror.

Insomma, sembra che l’undicesimo film degli X-Men imprimerà un brusco cambio di rotta alla saga dei mutanti.

Stando a quanto si vede nel trailer, la trama di X-Men: New Mutants racconta di cinque giovani che scoprono i rispettivi poteri mutanti mentre sono rinchiusi contro la loro volontà in una strana e inquietante struttura segreta in stile Nightmare 3.

Si fa presto ad intrecciare il tema della follia con quello della mutazione e quell’altro delle turbe dell’adolescenza e a costruirci sopra una storia, una sceneggiatura o un film. Quando il cinema affronta questi argomenti, la varietà dei registri espressivi a disposizione consente di declinare il tema secondo le più svariate pertinenze.

Sono molti i film prodotti negli ultimi cinquant’anni che ci mostrano singolari risvolti di queste tematiche. A volte con risultati eccellenti, a volte meno, e comunque la banalizzazione è sempre in agguato. Insomma, tra cinema e malattia mentale, manicomi e psichiatria c’è un amore che dura da molto tempo e che ha dato molti frutti.

Ma New Mutants non è certo Qualcuno volò sul nido del cuculo, è un film di super-eroi. Quindi non intendo infierire. E, per inciso, non l’ho ancora visto.

Tolte di mezzo le metafore e i sottotesti più o meno originali, sembra che la storia, ridotta all’osso, racconti la presa di coscienza e la nascita di una amicizia/alleanza tra i giovani prigionieri e il loro tentativo di liberarsi.

Tra gli interpreti troviamo Maisie Williams, diventata una star nei panni della piccola, quanto pericolosa, Arya Stark nella serie tv Game of Thrones: a lei il compito di interpretare Rahne Sinclair/Wolfsbane, mutante scozzese in grado di trasformarsi in lupo.

Gli altri prigionieri sono llyana Rasputin/Magik, capace di teletrasportarsi, interpretata da Anya Taylor-Joy (vista in Split’ e The Witch);

Sam Guthrie/Cannonball, che sa spararsi in aria, ed è invulnerabile quando lo fa, è interpretato da Charlie Heaton, visto in Stranger Things, altro serial televisivo;

Roberto da Costa/Sunspot, che sa manipolare l’energia solare, è interpretato da Henry Zaga (Tredici) e infine Danielle Moonstar/Mirage, capace di creare illusioni a partire dai desideri e dalle paure delle persone, è Blu Hunt, vista in The Originals.

Mentore e carceriera dei cinque mutanti è tale Cecilia Reyes, anch’essa dotata di poteri frutto di una mutazione.

X-Men: New Mutants debutta nelle sale cinematografiche statunitensi il 13 aprile 2018 e negli stessi giorni inizia la sua avventura internazionale. Ancora non è nota la data d’uscita italiana, ma è probabile che sarà più o meno in contemporanea con quella americana.

A dimostrare qual è lo stile che si è voluto dare a questo film, come regista e co-sceneggiatore di X-Men: New Mutants è stato scelto Josh Boone, al quale è stato affidato anche l’adattamento per il grande schermo del libro Il Talismano, romanzo fantasy scritto da Stephen King, e che ha diretto nel 2014 Colpa delle stelle, un film che raccontava la storia dell’amore tra due adolescenti malati di cancro. E poi dicono che il curriculum vitae non serve a niente!

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