I VICHINGHI ISLANDESI RESISTONO ALL’ATTACCO DEI PIRATI

I VICHINGHI ISLANDESI RESISTONO ALL’ATTACCO DEI PIRATI

Alla fine, tanto rumore per nulla. O quasi. In Islanda, il partito dei Pirati, nato quattro anni fa come reazione al Panama Papers, lo scandalo finanziario che ha costretto il premier Sigmund Davio Gunnlaugsson alle dimissioni, non ha centrato l’obiettivo, ovvero raggiungere la maggioranza assoluta alle elezioni di domenica.

La formazione politica guidata dalla 49enne Birgitta Jonsdottir, poetessa, artista e collaboratrice del fondatore di Watileaks Julian Assange, pur raddoppiando i propri consensi, è arrivata solo terza conquistando 10 seggi con il 14,5% dei voti. La maggioranza è andata ai conservatori, il partito dell’Indipendenza, con il 29% dei voti e 21 seggi su 63, mentre la medaglia d’argento è toccata ai Verdi.

A deludere, quindi, non è stato solo il partito dei Progressisti capeggiato dall’ex premier Gunnlaugsson (-13%), ma anche quello dei Pirati che ha disatteso le aspettative della vigilia. Poco prima del voto, infatti, i sondaggi davano un elettore su due disposto a votarli. A urne chiuse, invece, è apparso evidente come l’impresa di questo movimento di protesta sia in buona parte naufragata. In parte però c’era da aspettarselo.

Decisamente a tinte forti il loro programma elettorale che prevedeva, tra l’altro, la depenalizzazione delle droghe, l’aumento delle tasse ai più ricchi, la redistribuzione dei profitti provenienti dalle risorse naturali. Molto eterogenea la sua composizione, che mette insieme anarchici e hacker, attivisti dei diritti civili e semplici cittadini.

In questi mesi non è mancata la sottolineatura dei parallelismi tra il partito dei Pirati e il Movimento 5 Stelle: la non appartenenza al mondo politico, la democrazia diretta, il ricorso al voto on-line, il carattere antisistemico. L’assenza però di un leader carismatico è forse l’aspetto che più distingue le due forze politiche. Di certo entrambe, ma anche Podemos in Spagna o l’Ukip in Gran Bretagna, non sono riuscite a issare la propria bandiera sui rispettivi parlamenti. Avrebbe fatto un certo effetto vedere il teschio con le tibie incrociate sventolare sulla terra dei vichinghi.

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