VIAGGIO NELLA MAGIA NERA E BIANCA DI TORINO

VIAGGIO NELLA MAGIA NERA E BIANCA DI TORINO

Torino è una città magica: insieme a Londra e a San Francisco forma il cosiddetto triangolo della magia nera. È anche una delle tre città della “magia bianca”, insieme a Praga e a Lione.

Piazza Statuto con il monumento alla costruzione del Frejus

Torino è quindi nera e bianca. È attraversata da correnti positive e negative.

Piazza Statuto con la neve

Benché sia affiancata da bei portici, Piazza Statuto, che si trova nella zona della città rivolta verso la Francia, è sempre deserta. È considerata infausta. In epoca romana venivano crocifissi i condannati e sepolti i defunti. La zona si chiamava vallis occisorum, cioè valle degli uccisi, da cui l’attuale nome di Valdocco. C’era una vasta necropoli. Noi torinesi siamo razionali e non crediamo a questi influssi, ma nel dubbio giriamo alla larga dalla piazza. D’inverno, quando c’è la nebbia, con le luci dei lampioni radenti non c’è da stupirsi che abbia fama di portare male.

L’angelo sul monumento ai caduti del Frejus

In Piazza Statuto c’è una piramide di pietre nere. È il monumento ai caduti durante la costruzione del traforo del Frejus. Sopra si arrampicano gigantesche figure bianche.

Lucifero sormontato dalla stella a cinque punte

Un angelo della scienza si trova in cima alla piramide. Porta sul capo un pentacolo, cioè una stella a cinque punte. I torinesi hanno visto in lui Lucifero, l’angelo che osò sfidare Dio. È uno dei simboli dei massoni, i quali sono molto attivi in città.

Chiesa della Gran Madre di Dio

Chiesa della Gran Madre di Dio

La chiesa della Gran Madre di Dio fu costruita per ringraziare la Madonna per il ritorno dei Savoia dopo la caduta di Napoleone. Di fronte alla chiesa ci sono sue grandi statue, una rappresenta la Fede e l’altra la Religione.

Statua delle Fede , si trova di fronte alla Gran Madre

La fede  è stata subito identificata con la Madonna. Regge il calice del Sacro Graal che indicherebbe un punto della città dove si trova quello che Maria Maddalena portò in Europa.

Statua della Fede vista di spalle

La chiesa della Gran Madre sorge nel luogo in cui, secondo la tradizione, sarebbe nato il primo nucleo della città di Torino ad opera di un principe egiziano di nome Eridano. Dall’Egitto, intorno al mille e cinquecento avanti Cristo, era giunto in Piemonte e aveva fondato la città che prese il nome di Eridania.

Museo egizio

Sala delle statue del Museo egizio

I Savoia avevano trasferito la capitale da Chambery a Torino e avevano bisogno di conferire fascino e dignità alla città con una storia dalle origini illustre.

El turet

Durante i lavori alla cittadella fu trovata una tavola d’altare dedicata alla dea egizia Iside. L’origine egiziana della città ne spiegava il simbolo, cioè il toro, e lo stesso nome con il culto del dio egizio Api che era rappresentato in forma di toro.

Museo egizio

I Savoia desideravano fondare un importante museo per dare lustro alla casata. Comprarono così l’imponente raccolta di reperti egizi collezionati dal piemontese Bernardino Drovetti, che era stato console per la Francia ad Alessandria d’Egitto.

Il museo egizio è ospitato nella sede dell’Accademia delle scienze, ex Collegio dei Nobili, in via Accademia delle scienze 6.

Mummie di Kha e di Merit

Il palazzo è tenebroso e la sistemazione dei reperti affascinante. Ci sono le mummie vere che non troverete esposte al Cairo.

Statua di diorite di Ramesse II (XIX dinastia), vissuto tra il 1303 e il 1213 o 1212 a.C.

È un luogo sinistro. I rotoli dei geroglifici recano le maledizioni dei defunti per aver violato le loro tombe. Sono considerati malefici tutti i reperti del faraone Tutankamon e la testa mummificata di Seth, fratello e assassino di Osiride, dio dei morti e dell’oltretomba.

Museo egizio, testa di mummia

Il reperti del Faraone Thutmosi III, maestro nelle discipline esoteriche, che regnava in Egitto proprio quando la città di Augusta Taurinorum venne fondata, sono invece bene auguranti.

La Mole Antonelliana

Interno della Mole Antonelliana

Simbolo della città, la Mole Antonelliana venne progettata da Alessandro Antonelli per essere la sinagoga della comunità israelita di Torino. Era stata concepita in seguito a calcoli esoterici. Quando gli ebrei rinunciarono a farne la loro sinagoga, fu acquisita dal Comune che terminò i lavori nel 1900.

Punta della mole

Sulla punta c’era un genio alato che precipitò in seguito a un nubifragio, sostituito da una stella.

Secondo la tradizione, la Mole protegge la città come un’antenna che raccolga benefici influssi dal sottosuolo e li riversi tutto intorno.

Torino sotterranea

Torino è percorsa da gallerie sotterranee che collegano i vari edifici.

Torino sotterranea

Erano state scavate dai Savoia per uscire dalla città in caso di assedio e poter approvvigionare i difensori.

Torino sotterranea

Castello della Rotta di Moncalieri

Moncalieri, Castello della Rotta

Nella prima cintura di Torino, in località Moncalieri, esiste il castello più infestato d’Italia. Si chiama Castello della Rotta, forse a seguito di una disfatta militare o a causa delle frequenti rotte del Po. Il castello si trova sulla Via Francigena, la strada che portava dal nord Europa alla Puglia, dove i pellegrini e i crociati si imbarcavano per Gerusalemme. Per tre secoli fu in mano ai templari.

Stemma del castello della rotta

Fu l’ultima prigione di Vittorio Amedeo II di Savoia, il vincitore della battaglia di Torino contro i francesi nel 1706. Lo aveva fatto imprigionare il figlio Carlo Emanuele III perché il padre aveva tentato di riprendersi il trono, cui aveva rinunciato. Vittorio Amedeo II vi morì pazzo.

Sette sataniche

Il pentacolo usato per riti satanici

Sembra che numerose sette sataniche siano presenti in città e nei paesi circostanti. Tanto è diffuso il fenomeno che qualcuno viene ingannato dall’illusione di partecipare a una messa nera, organizzata solo per estorcergli dei soldi. Ogni tanto si aprono inchieste perché poveri ingenui o, più ancora, ingenue, si fanno coinvolgere da presunti stregoni, in contatto con il diavolo nella celebrazione di messe nere e di “riti” con sesso di gruppo. Il fenomeno riguarda tutte le classi sociali, soprattutto i torinesi della buona borghesia.

Naturalmente tutte queste storie fantasiose le abbiamo inventate noi torinesi per renderci interessanti…

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