VIAGGIO ALLA RICERCA DELLA CITTÀ IDEALE

VIAGGIO ALLA RICERCA DELLA CITTÀ IDEALE

Tutti noi sogniamo la nostra città ideale. Una città a misura di uomo, senza inquinamento, senza pericoli per noi e per la nostra famiglia, con buone possibilità di lavoro.
Fin dal più lontano passato gli uomini si sono interrogati e hanno discusso su come dovesse essere la migliore città per l’uomo.

Atene classica

Il Partenone di Atene

Nel quinto secolo prima di Cristo, Pericle, lo statista di Atene, fece costruire il tempio del Partenone sulla parte alta della città. Voleva fare di Atene una città che stupisse il mondo per la sua incomparabile bellezza. Ancora oggi, nonostante i danni che il tempo e gli uomini le hanno arrecato, la capitale greca vale un viaggio.

La città romana

Tipica pianta geometrica di una città romana

I romani edificavano le loro città con uno schema fisso: se il terreno lo consentiva, usavano una pianta quadrata. Due strade principali si intersecavano formando angoli di 90 gradi. Al centro c’era il foro, cioè la piazza in cui la gente si incontrava. Tutto intorno i templi e le botteghe. L’arena era decentrata. La città appariva ordinata e decorosa.

Città medievale

Sassi di Matera, capitale europea della cultura 2019

Nel medioevo molte città vennero abbandonate perché gli uomini si rifugiarono sui monti per sfuggire alle invasioni e alle guerre. Qui le case si addossavano alle case senza nessun piano urbanistico, sfruttando e utilizzando il territorio. Matera è un esempio di questo modo di costruire che risale alla preistoria. È stata proclamata città europea della cultura per il 2019.

La città ideale

Durante il Rinascimento, iniziarono grandi campagne di scavi per portare alla luce i monumenti romani. L’uomo era stato rimesso al centro del mondo dagli “umanisti” che cercarono i testi classici da tradurre e discutere. Parecchi artisti e artigiani iniziarono a studiare i monumenti antichi ancora in piedi, per capire come erano stati costruiti.

La città ideale conservata nel museo Walters di Baltimora

Riprese così la discussione sulla città ideale. Verso la fine del 1400 vennero prodotti nel centro Italia tre quadri di notevoli dimensioni su questo tema. Uno è a Urbino, nella galleria nazionale delle Marche, uno si trova a Baltimora (Stati Uniti), ed è questo che vedete sopra, mentre il terzo è a Berlino. Non si conosce l’autore dei quadri. Sono opere simboliche legate alle concezioni rinascimentali.

La città ideale di Urbino

Possiamo cominciare il nostro viaggio da Urbino, soffermandoci davanti alla tavola della città ideale. Il quadro emana calma e bellezza. Ma è anche ambiguo e inquietante: dove sono le persone? La piazza è larga, scandita da marmi di diversi colori. La costruzione centrale che ricorda il monumento romano del Pantheon (anche se privo di cupola) è una chiesa a giudicare dalla croce. Le case non superano i tre piani. Non si intravedono mura di difesa. Non ci sono alberi, fiori e neppure piante. La natura è tenuta lontana dalla città come accadeva nel medioevo. Le città erano piccole e la campagna era vicina. Forse la natura faceva paura per i pericoli che ancora presentava.

Urbino

Federico da Montefeltro, di Piero della Francesca, ora alla galleria degli Uffizi a Firenze

Nella seconda metà del 1400, Federico da Montefeltro, duca di Urbino, si circondò di artisti, pittori, architetti, matematici. Fece costruire il suo palazzo, ora sede della galleria delle Marche. Trasformò Urbino secondo i principi della città ideale del Rinascimento.

Urbino, il palazzo ducale

Pienza

Sempre nella seconda metà del quattrocento, papa Pio II Piccolomini decise di trasformare il suo borgo natio. Si chiamava Corsignano e si trovava in provincia di Siena. Voleva farne una città degna di un papa secondo i principi del classicismo romano. Affidò i lavori a Bernardo Rossellino, che era un allievo del grande Leon Battista Alberti, uno dei presunti autori del quadro della città ideale.

Pienza, piazza Pio II

Pienza, palazzo Piccolomini

Pienza, cortile di palazzo Piccolomini

Pienza, la città di Pio II, è il primo tentativo organico di realizzare la città ideale. Purtroppo la morte di Bernardo Rossellino e di papa Pio II interruppe il progetto.

Sabbioneta

Sabbioneta sulla strada per Mantova

Sabbioneta venne fondata per volontà di Vespasiano Gonzaga Colonna nella seconda metà del cinquecento. Volle trasformare un preesistente piccolo borgo, sulla strada da Parma a Mantova, in una città modello.

Teatro olimpico

Il teatro olimpico fu progettato da Vincenzo Scamozzi, un allievo del Palladio. Si ispira al teatro olimpico di Vicenza del suo maestro.

La galleria degli antichi

Palmanova

Palmanova

Palmanova fu costruita alla fine del 1500 per volontà della Repubblica di Venezia come baluardo contro gli Asburgo. I confini tra i territori degli Asburgo e quelli di Venezia non erano segnati da ostacoli naturali, per questo la città lagunare si sentiva esposta. Anche i turchi ottomani costituivano un pericolo, dato che erano arrivati fino ai dintorni di Treviso. Venezia costruì la città fortezza di Palmanova nei pressi di Udine, sul confine sudorientale, dotandola di tutti gli accorgimenti e le difese atte a respingere un eventuale assalto sferrato con le armi dell’epoca.

Una delle tre porte monumentali di Palmanova

Giulio Savorgnan, esperto progettista militare, disegnò la città fortezza con poderose mura. Palmanova ha una pianta a stella con nove punte. Marcantonio Barbaro, grande amante dell’antichità classica, divenne il primo provveditore di Palmanova. Egli, insieme al fratello Daniele, si era fatto costruire la villa Maser da Andrea Palladio, ottimo esempio del neoclassicismo rinascimentale.

Palmanova, piazza grande e il duomo

Benché Palmanova fosse una fortezza, e quindi una città murata e fortificata, fu edificata secondo i principi della città ideale.

(L.L. ha collaborato alla ricerca del materiale iconografico e alla stesura dell’articolo)

 


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2 commenti

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