QUANDO CONVIENE CURARSI ALL’ESTERO

QUANDO CONVIENE CURARSI ALL’ESTERO

Una direttiva della Comunità europea sta cercando di eliminare le barriere fra gli Stati per chi vuole curarsi nelle strutture ospedaliere e mediche in Europa. Ecco il sito con le indicazioni per andare all’estero.

La Comunità europea ha  obbligato i vari stati a istituire un punto di contatto nazionale a cui ci si deve rivolgere per ogni tipo di informazione. Si potrà sapere se le cure saranno rimborsate e in che misura. Le terapie di medio e lungo termine per malati cronici, i trapianti e le cure molto costose non sono rimborsabili.

Intervento chirurgico all’estero

Curarsi all’estero

Un terzo di coloro che vanno all’estero per curarsi lo fanno per un intervento chirurgico, un altro terzo per sottoporsi a una terapia innovativa. Il venti per cento è alla ricerca di una diagnosi, il tredici per cento vuole sottoporsi a una cura specialistica e infine il cinque per cento per sottoporsi a un trapianto.

Ospedale universitario europeo George Pompidou di Parigi

Se prendiamo in considerazione le malattie per cui gli italiani cercano di andarsi a curare all’estero, la prima in assoluto è la cura per il cancro, poi vengono le malattie neurologiche, quindi le malattie rare, la cardiologia e infine l’ortopedia.

Questo avviene benché le malattie cardiocircolatorie siano la metà di tutte quelle considerate. Hanno però una caratteristica di urgenza per cui la sopravvivenza di un infartuato dipende dalla velocità con cui interviene il cardiochirurgo.  Diventa impossibile intervenire subito se si debbono attendere i tempi burocratici necessari per il rilascio del permesso di cura all’estero del nostro ministero della salute.

La stessa cosa succede per l’ortopedia, in quanto le fratture vanno immediatamente trattate. Invece per le malattie rare, le cure neurologiche e oncologiche, di solito ci si rivolge all’estero in seguito al passaparola e dietro suggerimento del medico. Un’altra fonte di notizie è il web.

Barnes Jewish Hospital St Louis Missouri

Il Barnes Jewish Hospital di St Louis nel Missouri è considerato, secondo alcune classifiche, il migliore del mondo.

Se la classifica si basa solo sui risultati ottenuti per le varie specialità, senza considerare i costi dell’assistenza, le prime dieci strutture sono statunitensi. Infatti, gli ospedali americani dispongono di ingenti risorse sanitarie perché tutte le cure sono a pagamento. Sono dotati di attrezzature modernissime, praticano una pulizia ottimale delle camere operatorie con riduzione drastica delle infezioni post operatorie. Inoltre attraggono e selezionano i migliori medici e infermieri del mondo.

Se invece si considera il livello di assistenza sanitaria che ricevono tutti i cittadini, indistintamente, il primo sistema sanitario è quello di Taiwan, che ha anche fornito a tutti i cittadini una smart card su cui è immagazzinata la loro storia sanitaria. Tutti possono accedere gratuitamente alle cure mediche, anche i disoccupati e i pensionati.

Al secondo posto c’è la Svizzera e terza la Cina, che sta attuando adesso una riforma sanitaria per dare ai cittadini l’assistenza medica statalizzata. In questa graduatoria l’Italia si classifica al nono posto davanti a Cuba, perché cerca ancora di dare assistenza a tutti nonostante la crisi economica.

Robot da Vinci del centro ricerca oncologica del Gustave Roussy di Parigi

Se si prende in considerazione il gradimento  manifestato dai cittadini, la classifica degli ospedali muta ancora. Esistono alcuni siti che raccolgono i pareri dei pazienti e il loro gradimento in seguito alle cure ricevute nelle strutture sanitarie. La classifica mondiale della sanità fatta da Numbeo mette al primo posto la Francia, seguita dalla Danimarca e da Malta. L’Italia è al 18 posto nel gradimento dei pazienti.

Il Sant’Anna di Torino considerato il miglior reparto di maternità, ostetricia e ginecologia italiano.

Curarsi in Italia

Per curarsi si viaggia anche da una regione all’altra d’Italia. Il problema non è tanto la bravura del singolo medico. Infatti il miglior cardiologo del mondo del 2014 era italiano, Giuseppe Migliore dell’ospedale Villa Sofia di Palermo. Ma se teniamo conto della sopravvivenza a 30 giorni dagli interventi, dell’incidenza delle infezioni, quindi della qualità della struttura ospedaliera, della presenza di presidi per la disinfezione delle camere operatorie e della qualità delle equipe le valutazioni cambiano. Inoltre, la sopravvivenza sale allorché le operazioni sono fatte in endoscopia, con piccole incisioni che consentono di operare senza aprire ed esporre completamente la parte. I pazienti vanno alla ricerca delle strutture che operano in questo modo, spostandosi da un ospedale all’altro.

Ospedale San Raffaele di Milano

Sono necessarie grandi risorse economiche per disporre di tutti i dispositivi necessari, dei costosi macchinari, e soprattutto che venga fatta molta ricerca affinché i giovani medici si preparino. In Italia le risorse per la ricerca sono piuttosto ridotte.

Dive donne francesi impegnate nella campagna contro il tumore al seno

Benché i migliori dieci ospedali in senso assoluto nel mondo siano considerati ancora quelli nordamericani, esistono solo convenzioni bilaterali dei paesi della comunità europea con gli Stati Uniti. Bisogna interpellare il servizio sanitario nazionale per sapere se ci verranno rimborsati gli eventuali costi della sanità sostenuti in quel Paese. I servizi sono molto cari. Se invece disponete di una buona assicurazione medica privata avrete più possibilità di potervi far curare da un ospedale americano. In ogni caso, se viaggiate negli Stati Uniti munitevi di un’assicurazione sanitaria per il periodo del viaggio, di cui farete meglio a leggere attentamente le condizioni. Dovrete pagare tutto anticipatamente con una vostra carta di credito, altrimenti non sarete ricoverati anche se ne avreste bisogno.

 

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