VIAGGIARE FA BENE ALL’INTELLIGENZA

VIAGGIARE FA BENE ALL’INTELLIGENZA

L’intelligenza in parte è innata, in parte no.
Chi ama viaggiare lo fa per cercare esperienze nuove, per provare sensazioni che interrompano la monotonia del vivere quotidiano. Mentre rientriamo dall’ultimo viaggio pensiamo alle emozioni provate, alle cose che non abbiamo ancora visto e che vorremmo vedere.
La soddisfazione che abbiamo provato nei viaggi precedenti è la conferma che la condizione del viaggiatore è il nostro vero mondo. Ogni successo ci dice che possiamo vivere e accettare la monotonia del lavoro solo per fare altri viaggi.

L’amante dei viaggi vuole conoscere il mondo che considera la sua casa.

Costa Rica, Isola del Cocco

Al contrario, il viaggiatore che non ama il viaggio affronta con timore la novità, vive con paura i grandi spazi ancora incontaminati, non vede l’ora di tornare a casa. Alcuni non escono dalla camera d’albergo neanche per vedere le piramidi.

Il viaggio è l’occasione non solo di vedere posti nuovi, ma anche di incontrare altre realtà che ci permettano di capire meglio quella in cui viviamo.

Borsellino portamonete anni sessanta

Se potessimo viaggiare anche nel tempo vedremmo, per esempio, che sessanta anni fa le italiane tenevano le monete in borsellini come questo. Se per caso avevano qualche banconota, cosa che non capitava sempre, la infilavano piegata. Alcune tenevano le banconote tra i seni.

Portafoglio da donna

Nello stesso periodo, in Francia, le signore avevano già portafogli come questo dove tenevano le loro banconote ben distese. Lavoravano fuori casa nei negozi e negli esercizi commerciali, portavano i pantaloni e fumavano. Il messaggio al viaggiatore italiano, in visita in Francia, era che le donne locali avevano più potere di quelle italiane e una maggiore indipendenza. Quindi anche per le donne italiane era possibile arrivare a quel livello.

Donne a Parigi

Confrontarsi con altri modi di vivere e altre mentalità, vivere in paesi diversi e parlare con persone che professano altre religioni non può che farci interrogare sulle nostre abitudini e sui nostri usi.

Non si tratta di scoprire chi abbia ragione o di scandalizzarci per gli altrui costumi, quanto piuttosto capire che ogni popolo ha le proprie tradizioni, le quali derivano dalla sua storia.

Giordania, Mar Morto

Per questo motivo, un tempo, presso parecchi popoli i viaggi erano proibiti. Erano permessi solo quelli per ragioni religiose che, di solito, si facevano in gruppo. Nel medioevo i servi della gleba non potevano lasciare la terra su cui dovevano servire. Anche oggi parecchi popoli subiscono restrizioni alla possibilità di viaggiare. È di pochi mesi fa la legge che aveva proibito alle donne libiche di età inferiore ai 60 anni di viaggiare senza un parente maschio. La legge è stata abrogata nel febbraio 2017 a causa delle violente proteste suscitate.

Il lavoro nei campi a terrazza

Durante i viaggi ci troviamo di fronte a situazioni imprevedibili, che non avevamo programmato. Oppure, anche se tutto era stato accuratamente preparato, la realtà non corrisponde a ciò che avevamo appreso sui libri o sulle guide. È necessario reagire con prontezza. Orientarsi. Capire in che situazione siamo. Valutare i pericoli.

Trekking sull’Himalaya

Questo esercizio è molto importante per la nostra mente.

L’intelligenza è la capacità di risolvere un problema che si presenta come nuovo.

Negli anni sessanta, in alcuni Paesi i bambini neri vennero posti di fronte ai test per misurare il quoziente intellettivo. Conseguirono risultati pessimi. Venivano presentati oggetti a loro ignoti o di cui non conoscevano il funzionamento, come il telefono o il bus. Poi si chiedeva loro: “Che cosa faresti se l’autobus non arriva?”.

La risposta esatta è: “Aspetto quello dopo”, ma quei bambini non sapevano che gli autobus passano dopo un certo periodo di tempo.

Scuola di vela

Più oggetti si conoscono, più si vivono situazioni diverse, più la mente impara a orientarsi. Più si risolvono problemi complessi, più si acquista fiducia in se stessi, nelle proprie capacità intellettive e più si diventa capaci.

Ponte tibetano

L’intelligenza è influenzata da fattori genetici, ma anche da fattori ambientali. Un ambiente favorevole al suo sviluppo favorisce il completo dispiegarsi di tutte le nostre facoltà.

Insomma, viaggiare fa proprio bene alla nostra intelligenza.

 

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2 commenti

  1. Adoro questo post!! E condivido quello che avete scritto al 100% !!

    • Cara Giulia, ti ringrazio molto. Sono contenta che anche a te piaccia viaggiare.

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