IL VENERDÌ SANTO IN CORSICA TRA CATENACCIU E GRANITULA

IL VENERDÌ SANTO IN CORSICA

I riti della Settimana santa, e in particolare del Venerdì santo, sono per i credenti occasione di raccoglimento spirituale e partecipazione alla vita della comunità. Si moltiplicano qua e là, nei villaggi come nelle città, rappresentazioni della passione di Cristo e processioni. I fedeli, mai così uniti come in quei momenti, riempiono chiese e strade, soffrendo all’unisono per l’ennesima crocifissione e gioendo, il giorno di Pasqua, per la puntuale resurrezione.

La Corsica non viene meno a questi appuntamenti annuali, nei luoghi consacrati si stipano i fedeli pronti a immergersi nei tanto attesi rituali.

Tra i più famosi abbiamo “U catenacciu” di Sartene e la “Granitula” di Brando, poco prima di Erbalunga, paese che dista una decina di chilometri a nord di Bastia.

U Catenacciu è “una processione che simboleggia la salita del Cristo al calvario. Il Gran penitente porta sulle spalle una croce che pesa 40 chili e trascina alla caviglia una catena di 17 chili. È vestito con una tunica bianca e un cappuccio rosso e nessuno sa chi sia tranne il prete della città. Effettuando questo calvario, il Gran penitente cerca di farsi perdonare i suoi peccati. Per diventare Gran penitente, bisogna armarsi di pazienza. Il posto è infatti molto ambito e anni d’attesa sono necessari prima di essere designati. Il Gran penitente è affiancato da un altro penitente vestito di bianco. Questi regge l’estremità della croce. Altri otto penitenti vengono a dargli manforte. Vestiti di nero, quest’ultimi portano il Cristo e sono circondati dalla confraternita. E come se il percorso non fosse abbastanza infernale, i dieci penitenti camminano a piedi nudi, che piova, tiri vento o nevichi!”, (https://paese-di-lava.com/).

La Granitula è un rito ancestrale che molti considerano addirittura precristiano: “A Erbalunga da seguire il giovedì Santo è la Cerca, mentre il venerdì vede la Granitula, processione che procede anch’essa a spirale, una tradizione del XVII° secolo, vietata in seguito dalla Chiesa sino al XIX°. Da una chiesa all’altra della località la processione procede avvolgendosi su se stessa davanti ogni sagrato, un segno che richiama i riti funerari preistorici dell’isola dove nella spirale si vedeva la nascita di una nuova vita ed anche un nuovo pensiero”, (Albert Radusa Levy, I riti pasquali del nord della Corsica, www.corsicavivilaadesso.it).

Non poteva mancare in un’isola come la Corsica qualche tocco di campanilismo, anche in momenti così altamente spirituali e aggreganti. Ce ne parla Edith Southwell in A Granitula, la settimana Santa a Brando: “Finalmente sono venuti a vedere le nostre processioni! Bideranu! (vedranno). Questa sera, quando cala la notte, la processione al lume delle candele e delle lanterne, sino al convento delle suore Benedettine. Poi, alle sette del mattino, la partenza delle processioni dai cinque villaggi di Brando, Erbalunga, Poretto, Pozzo, Castello. Le processioni partono allo stesso momento, i partecipanti fanno il segno della croce e fanno il giro completo del comune, facendo una sosta a ogni chiesa e a ogni cappella e santuario, una decina di fermate in tutto, e cinque ore di marcia. Biderete che tuttu sarà fattu per bè… Avremu ancu più meritu… ma u nostru sepolcru sarà u più bellu, a nostra processiò a più grande…”, (Vedrete che tutto sarà fatto per bene, avremo ancora più merito… ma il nostro sepolcro sarà il più bello, la nostra processione la più grande).

Spesso le processioni si incrociano e una deve cedere il passo all’altra. Cinque ore di marcia alla fine delle quali ognuno si riposa e rifocilla un po’.

Spesso le processioni si incrociano e una deve cedere il passo all’altra

La sera del Venerdì santo i fedeli si riuniscono sul sagrato della chiesa e “la Granitula ha inizio. Le luci rosse, gialle e viola circolano lentamente. Finalmente, il cerchio comincia a ripiegarsi su se stesso a forma di spirale. Poco dopo, gli attori di questa scena formano una massa compatta al centro della piazza. La quadriglia religiosa procede senza sosta. Le litanie s’inseguono, in italiano, in latino, con alcune rare strofe in francese. Poi la spirale umana si srotola per diventare un cerchio ininterrotto”, (Edith Southwell, La Granitula).

La Granitula

 

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