VALERIA MARINI, UNA BAMBOLA IN 20 SEQUENZE

Valeria Marini

Non eccelle nel canto, nel ballo e nemmeno nella recitazione. Però nei suoi momenti migliori, soprattutto nella prima parte della carriera (che ha coinciso con le partecipazioni ai varietà del Bagaglino), Valeria Marini ha dimostrato di avere una presenza scenica notevole e di attirare gli sguardi su di sé, qualità fondamentale per una soubrette degna di questo nome.
In un articolo pubblicato del magazine Corriere della Sera Tv Sette, Antonio Bozzo ha scritto: “Infinita, diva, bamboleggia in modo perfetto in una dimensione che la mette al riparo dalla caduta degli idoli”.

Nata a Roma nel 1967, il suo nome completo è Valeria Virginia Laura Marini. Comincia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo facendo per alcuni anni la modella con il soprannome di Lolly. La prima apparizione televisiva di un certo rilievo risale al 1990, nel varietà di Rai Due Club ‘92 (“uno degli ultimi esempi di varietà in senso stretto”, secondo il regista Antonio Gerotto). Partecipa poi alla trasmissione Luna di miele e viene notata dal regista Pier Francesco Pingitore, che inizialmente la dirige nel film per la televisione Gole ruggenti, del 1992, e l’anno successivo la promuove vedette del Bagaglino nel varietà Saluti e baci, in onda il sabato in prima serata su Rai Uno.

Nello stesso anno conduce con Gerry Scotti La grande sfida, su Canale 5.

Il 1994 sancisce la definitiva consacrazione grazie allo show Bucce di banana, un altro grande successo di pubblico targato Bagaglino.

La prima parte dell’estate la vede alla conduzione su Rai Uno, insieme ad Alba Parietti, di Serata Mondiale, un varietà dedicato ai Mondiali di calcio.

Dopo l’exploit con il Bagaglino, la Marini diventa la protagonista di uno spot, per l’olio Max della IP (diretto da Bigas Luna), che per un certo periodo diventa un vero e proprio tormentone.

Nel 1994 riceve un Telegatto speciale nel corso del Gran premio internazionale della tv per il grande successo ottenuto con il Bagaglino. Nel 1995 è primadonna del varietà Champagne.

Sempre nel 1995 partecipa al film per la tv Sorellina e il principe del sogno, diretto da Lamberto Bava e trasmesso da Canale 5.

Nel 1996 è ancora la show-girl di punta del Bagaglino in Rose rosse.

Nel 1997 presenta accanto a Mike Bongiorno la 47esima edizione del Festival di Sanremo.

Nello stesso anno torna a essere la primadonna del Bagaglino in una puntata speciale di Viva le italiane che le rende omaggio.

Le esperienze cinematografiche di Valeria Marini non sono state, nel complesso, molto fortunate. Il primo ruolo da protagonista lo ottiene nel 1996 con Bámbola, ancora di Bigas Luna. Film peraltro poco riuscito (il regista fallisce il tentativo di sintesi tra prodotto popolare ed erotismo d’autore) ed esito piuttosto modesto al botteghino, che però permette alla Marini di ottenere una certa notorietà al di fuori dei confini italiani, specialmente in Spagna.

Nel 1998 la Marini ha una nuova un’opportunità cinematografica prestigiosa. Viene scelta da Alberto Sordi per recitare al suo fianco nella commedia Incontri proibiti, diretta dallo stesso Sordi, che è anche l’ultima interpretazione del grande attore. Un ingegnere ottantenne, Armando, si invaghisce di una giovane infermiera, Francesca, che però diventa troppo ossessiva. Andrea Giorgi, sulle pagine di Nocturno Cinema (anno IV, n. 9), non è certo tenero con il film né tanto meno con la sua prova recitativa: “La Marini ha successo come soubrette – e, di rimando, al cinema – solo se si spoglia (perché quando recita, neanche al Teatro delle Marionette…)”.

Nel 1999 interpreta Charo, la protagonista femminile delle sei puntate del telefilm Pepe Carvalho: La serie, una coproduzione tra Francia, Spagna e Italia tratta dai romanzi di Manuel Vázquez Montalbán.

Per accompagnare il cenone degli italiani nella sera in cui si entra nel fatidico anno 2000, la Rai la sceglie per presentare su Rai Uno con Gigi Proietti il varietà Millennium, la notte del 2000.

Il mentore Pingitore dirige la Marini anche nel discreto film per la tv La palestra, del 2002. Tra i vari frequentatori del centro fitness c’è la giovane attrice Angela, che ha una relazione con il suo produttore (Andrea Roncato), la cui moglie a sua volta lo tradisce con l’istruttore di aerobica. Il cast comprende altri volti della factory di Pingitore: Maurizio Mattioli, Pamela Prati, Alex Partesano, Laura Troschel e Angela Melillo.

Nel 2003 torna a lavorare come primadonna nel varietà del Bagaglino Mi consenta, a cui segue Barbecue del 2004, entrambi in onda su Canale 5.

Una delle ultime esperienze cinematografiche di Valeria Marini è nel film di Carlo Vanzina In questo mondo di ladri, del 2004. Monica e le altre vittime di un raggiro, si mettono insieme e decidono di diventare a loro volta truffatori. Da notare che qualche recensore per la prima volta ha elogiato la sua interpretazione.

Da qui in poi la carriera televisiva di Valeria Marini comincia a declinare. Nel 2006 è uno dei concorrenti di Reality Circus, trasmissione in onda su Canale 5 e chiusa in anticipo per gli scarsi ascolti. Le sue performance se non altro danno materiale alla Gialappa’s Band per il programma Mai dire Reality (Italia 1).

La miniserie televisiva ambientata negli anni sessanta scritta da Carlo ed Enrico Vanzina Piper (2008), diretta da Francesco Vicario, permette a Valeria Marini di calarsi in un ruolo che le si confà, quello di una soubrette tentatrice, Doretta Lee.

Nella primavera del 2009 è tornata sul palcoscenico del Salone Margherita per il varietà Bellissima – Cabaret anticrisi di Pingitore, abbandonato però dopo due puntate. L’anno successivo prende parte nel ruolo di se stessa a una delle sequenze, ambientata in Italia, del film americano di Sofia Coppola Somewhere.

Sempre per la regia di Pingitore partecipa allo spettacolo Magnàmose tutto! – Donne che avete intelletto d’amore, in tournée tra il 2016 e il 2017 e poi trasmesso da Canale 5 in una serata speciale il 26 febbraio del 2017 con il titolo ridotto in Magnàmose tutto.

”Sono stato vicino a Federico nei suoi ultimi giorni, la foto della bella Valeria, di cui si e’ tanto parlato, gli venne mostrata dal pittore Rinaldo Geleng. Fellini la tradusse in uno schizzo. Gli piacque moltissimo. Fu colpito dalla straripante femminilità della ragazza, che contribuì a distoglierlo, almeno per pochi momenti dalla condizione di sofferenza in cui versava”
(Roberto Mannoni, direttore di produzione)

 

1 commento

  1. Non si può definirla una bella donna, neanche da giovane, però ha sempre ispirato sesso a tutti.

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