COME EVITARE I VOCUMPRÀ ALL’USCITA DEL SUPERMERCATO?

COME EVITARE I VOCUMPRÀ ALL’USCITA DEL SUPERMERCATO?

A voi sembra facile uscire dal supermercato? Se proprio non avete problemi e uscite come vi pare non saprei che dire: si vede che siete fortunati. Io, invece, ogni volta che sto per varcare le porte d’uscita, felice dietro il mio carrello, eccolo là, alto, sorridente, nero, che mi invita a dare il cinque.

“Vuoi grigrì portafortuna?”
“No, grazie ce l’ho già. Me l’hai dato la settimana scorsa. E poi non funziona il grigrì!”

“Tranquillo, amico fratello: io regalo a te! Mi compri un paio di fantasmini poco cari?”
“Ne ho un cassetto pieno di calzini poco cari. Mi dispiace, non mi servono…”

“Mi compri un paio di mutande?”
“Ho due cassetti: uno è pieno di fantasmini poco cari, l’altro di mutande. Mi dispiace ma non mi servono proprio…”

“Occhiali da sole, orologio, accendino, borsetta per tua moglie miss Italia?”
“Dai, non mi serve tutta quella roba là…”

E allora preferisco evitare. I consigli che troverete qui di seguito sono il frutto di anni e anni di esperienza. Prima di tutto parcheggiare fuori dal parcheggio. Il vocumprà non abbandonerà mai il parcheggio per inseguire un cliente e perdersi gli altri. Secondo: con tutta la famiglia abbassarsi il più possibile e strisciare tra le macchine tipo gli indiani. Questo vale anche se siete bassi di statura. Conosco una famiglia che tra l’uno e l’altro ha un metro e cinquantatré di media. All’inizio la facevano sempre franca, poi, un giorno il venditore ambulante li ha beccati in flagrante. Ora, ogni volta che escono dal supermercato, pagano il dazio. Terzo: camminare veloci, scaricare in fretta la merce in macchina e via di corsa. Quarto: prima di avventurarsi all’esterno del supermercato aspettare che sia impegnato con un altro cliente e via a tradimento verso la vostra macchina, salvi.

Poi quando v’infilate in macchina non badate troppo al vostro cuore. Mordicchia sempre un po’ quando non si aiuta un bisognoso.

1 commento

  1. Quinto (o meglio, primo): dire “non compro un cazzo”. E vi assicuro che funziona.

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