UNA LEGGENDA GIGANTE

UNA LEGGENDA GIGANTE

Nell’antichità i nostri antenati inventavano fantasiose storie per giustificare fenomeni a cui per limiti culturali non riuscivano a dare spiegazioni. Queste sono divenute miti, leggenda, tramandate fino ai giorni nostri. Ma ci sono uomini che il loro mito lo scrivono da soli e che entrano nella leggenda di prepotenza, lasciando la loro inconfondibile impronta sul mondo.

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André René Roussimoff nasce nel 1946 a Grenoble, in Francia, da genitori di origini polacche e bulgare. Sin da ragazzo mostrò gli evidenti sintomi dell’acromegalia, più comunemente detto gigantismo (una malattia che in sostanza porta il corpo ad una crescita continua e senza controllo anche fuori l’età dello sviluppo). Già all’età di 12 anni parrebbe fosse alto ben 191 cm per un peso di 94 kg.
Questa è solo una delle leggende sulla gioventù del gigante, la più curiosa delle quali riguarda il suo particolare rapporto di amicizia con lo scrittore irlandese Samuel Beckett. Nel 1953 infatti il futuro Premio Nobel per la Letteratura acquistò del terreno nelle vicinanze delle proprietà dei Roussimoff, in cui Boris, il papà del Gigante, lo aiutò nella costruzione di un cottage.
Nelle giornate di lavoro passate col signor Boris, Beckett scoprì che il figlio del manovale non riusciva a recarsi a scuola dato che la sua stazza non gli permetteva di entrare in un normale scuolabus, e si offrì di accompagnarcelo lui con un mezzo proprio e adatto.

La storia vuole un giovane Roussimoff studente valido, addirittura eccellente in matematica, che però lasciò prematuramente la scuola poiché non riteneva necessaria un’istruzione avanzata alla sua carriera apparentemente già destinata ai lavori pesanti.
Trovato poco gratificante il lavoro in fattorie e fabbriche, a 17 anni partì verso Parigi per provare la carriera nel mondo del wrestling. Edouard Carpentier, influente promoter locale della zona, lo prese sotto la sua ala fiutando una potenziale attrazione.
Ed è qui che la leggenda si intreccia ancora una volta con la vita di André: il suo primo monicker sarà infatti Géant Ferré, nome di un personaggio del mito francese protagonista di gesta eroiche nel corso della Guerra dei Cent’Anni.
Dopo essersi fatto un nome in Francia e successivamente in giro per l’Europa, in Africa e in Australia, André sbarca in Giappone, suo primo grande punto d’arrivo in carriera, dove lotta da singolo e in coppia col nuovo nome di Monster Roussimoff e dove viene definitivamente confermata la diagnosi di gigantismo.

Il Canada è la successiva fermata per il Gigante e il grande palcoscenico si avvicina sempre di più quando il leggendario promoter Verne Gagne lo richiede come attrazione speciale nei suoi eventi dell’American Wrestling Association (AWA). In occasione di queste sue primi apparizioni americane viene notato da Vincent McMahon sr., padrone e fondatore dell’allora WWWF, che si apprestava a cambiare nome in WWF (prima di divenire WWE nel 2002) e avrebbe avuto in Roussimoff uno dei suoi primi grandi uomini simbolo.
Il debutto alla corte di McMahon avviene nel 1973 con un nuovo nome, che lo avrebbe accompagnato nel mito per sempre: André the Giant.

André the Giant e Muhammad Ali comparano la misura delle loro mani

André the Giant e Muhammad Ali comparano la misura delle loro mani

André the Giant, combatterà in giro per il mondo sotto l’egida della WWF contro superstars come Big John Studd, King Kong Bundy, Bret Hart e il leggendario Antonio Inoki, diventando un idolo delle folle fino al 1987, anno in cui viene decretato il suo passaggio tra gli heel (cattivi) con la sfida al più grande tra i beniamini del pubblico: Hulk Hogan.
Lo scontro culminò nella cornice di Wrestlemania III al Pontiac Silverdome, dove davanti alla cifra record di 93173 spettatori “The Irresistable Force” e “the Immovable Object” si scontrarono in quello che fu uno dei match più iconici di sempre, vinto nel tripudio del pubblico da Hogan che sollevò incredibilmente il Gigante per schiantarlo al suolo con una bodyslam. Ancora oggi, molti lottatori indicano in questo match il loro preferito o quello che li ha convinti a intraprendere la carriera da wrestler.

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Nel 1988 André conquisterà in un match molto controverso il suo primo e unico titolo di Campione WWF, che vendette subito al Million Dollar Man Ted diBiase, che nei mesi precedenti non riuscì a conquistarlo o comprarlo da Hogan e allora si affidò al Gigante per farlo al posto suo, dietro un robusto compenso.

André the Giant continuò la sua carriera nel wrestling, tra rivalità singole (come quella contro Jake “the Snake” Roberts) e di coppia (con Haku contro i Rockers e la Hart Foundation) sino al dicembre 1992, data del suo ultimo incontro combattuto in Giappone.
Il cuore di André si fermò il 27 Gennaio dell’anno successivo nella natia Francia, dove si era recato per assistere alle esequie del padre. Fu probabilmente il grande dolore (unito ai suoi problemi fisici) a stroncare il gigante.
Lo stesso anno la WWF inaugurò la sua Hall of Fame, l’Arca della Gloria delle leggende della federazione e il primo ed unico indotto della prima edizione fu proprio il gigante francese.

La leggenda di André the Giant non si ferma però alle sue gesta sui ring di wrestling: dopo Wrestlemania II venne inscenato un siparietto per giustificare la sua assenza per un certo periodo, poiché era stato ingaggiato per il ruolo del gigante Fezzik nel film La Storia Fantastica (the Princess Bride), ancora oggi la sua interpretazione più memorabile. Anni prima, André era colui che si nascondeva sotto il costume del mostruoso Dagoth in Conan il Distruttore, sequel del cult Conan il Barbaro con Arnold Schwarzenegger.
Schwarzy, durante le riprese del film divenne protagonista di un divertente aneddoto sul gigante: André pare avesse un cuore e una bontà d’animo proporzionate alla sua statura, tanto che sembra insistesse sempre a pagare i pasti anche quando era l’ospite. Il futuro Terminator incurante di ciò si avviò alla cassa di un ristorante in cui aveva appena mangiato col Gigante per pagare, per ritrovarsi sollevato di peso e portato fuori dallo stesso André, che “sgombrata la strada” poté pagare il conto.
Le storie sul gigantesco francese non si fermavano certo qui: pare che André fosse un acerrimo bevitore, capace di consumare più di 100 birre in una sola sera (!!!). La sua resistenza all’alcool fece sorgere la leggenda secondo cui nel 1987, durante un intervento chirurgico, l’anestesista non sapeva che quantità di anestetico somministrargli per farlo addormentare.

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Oltre ai suddetti film, André apparve anche come guest star anche in popolari serial come Ralph Supermaxieroe (The Greatest American Hero), L’Uomo da 6 Milioni di Dollari (dove interpretò il leggendario Bigfoot), Micki & Maude e Zorro.
Questa esposizione mediatica lo lanciò dritto nell’immaginario pop: due sono stati i fumetti dedicati al wrestler (André the Giant: Closer to Heaven di Brandon Easton e André the Giant: Life and Legend di Box Brown). Nel 1989 è anche diventato il marchio di fabbrica dell’artista Shepard Fairey che lo scelse come icona degli stickers con cui tappezzò varie città degli USA. Il volto del popolare gigante fu protagonista di in un’interessante operazione artistica nota come OBEY (riferimento al film cult They LiveEssi Vivono di John Carpenter, interpretato guarda caso da un altro popolare wrestler, Rowdy Roddy Piper), creata con l’unico scopo di far parlare la gente di cosa potesse essere.

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Pochi possono vantare di aver lasciato un’impronta pop così importante che ricopre ambiti televisivi, sportivi, cinematografici ed artistici.
Questa è un’impresa che date le dimensioni e la difficoltà era possibile solo ad un vero Gigante.

vivo tra immaginario pop, fantascienza, nuvolette e altre cazzatelle. Cerco risposte nei libri di Palahniuk e non nella Bibbia.

2 commenti

  1. Gran bell’articolo.

    • grazie mille!

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