LA CASA PASSIVA CONSUMA POCA ENERGIA

LA CASA PASSIVA CONSUMA POCA ENERGIA

La casa passiva è un tipo di costruzione che consuma meno energia di quanta ne produce. Anche nel passato l’uomo cercava di costruire case che lo proteggessero efficacemente dal freddo d’inverno e dal caldo d’estate senza un eccessivo dispendio energetico.
Tuttavia all’epoca si riteneva che le fonti energetiche non si sarebbero mai esaurite. Gli uomini erano relativamente pochi e il potere della natura sembrava infinito.
Oggi sappiamo che consumiamo più di quanto il pianeta sia in grado di reintegrare. Quasi il 50% delle risorse sono impiegate per riscaldare le case in inverno e forse ancora di più per mantenere una temperatura gradevole negli appartamenti d’estate.
Dobbiamo trovare non solo fonti alternative e rinnovabili, ma anche metodi costruttivi migliori di quelli attuali. Bisogna garantire il comfort degli inquilini senza ricorrere a mezzi troppo dispendiosi per il pianeta.

Costruzioni tradizionali a basso impatto ambientale

Poiché approvvigionarsi di energia un tempo era dispendioso e scomodo, posto che fosse possibile, gli uomini ricorrevano a costruzioni tradizionali che consumassero poco.

I trulli di Alberobello in Puglia

I trulli di Alberobello a forma di cono venivano edificati con blocchi di carparo, un tipo di pietra locale leggero e resistente che non necessita di ulteriore finitura. Nel 1600, nel regno di Napoli, fu imposta la tassazione su ogni nuovo insediamento. Allora i conti di Conversano imposero ai contadini di edificare senza malta legante in modo che il trullo potesse essere considerato un edificio precario e, quindi, non soggetto a tassazione. I costruttori di trulli fecero il tetto conico sovrapponendo le cosiddette chianche, cioè le lastre calcaree che si rastremavano verso la sommità. Il tutto è sormontato da un pinnacolo con svariati simboli che sono il marchio di fabbrica del costruttore.
Il trullo è fresco d’estate perché i muri spessi e la forma conservano per molto tempo sia il fresco dell’inverno che quello della notte. Ha solo l’apertura della piccola porta d’ingresso e di un finestrino in alto. Quando comincia a far freddo fuori, avviene il fenomeno dell’inversione termica, cioè fa più freddo fuori che all’interno. È possibile anche scaldare l’ambiente con un piccolo focolare.

Micene, tomba di Atreo a Tholos

Il trullo, come altre costruzioni simili dell’aerea mediterranea, ha origine nell’antichissima Grecia nel tholos miceneo: una costruzione a forma conica il cui uso è ancora controverso. Senza dubbio c’erano tombe fatte così, ma anche magazzini, sale del tesoro e altro.

Case con il tetto di paglia

Casoni della laguna di Marano in Veneto

I casoni veneti erano costruzioni con una cucina, un bagno e un grande camerone. I contadini lo usavano nelle campagne. I muri erano edificati con rami, fango, erbe palustri e il tetto era di paglia. Resistenti e traspiranti, non lasciavano passare l’acqua.

Il cason di Piavon, comune di Oderzo in Veneto

Il tetto di paglia o di canne palustri o di terra è un tipo di soluzione edilizia esistente in tutto il mondo.

Casa tradizionale giapponese con tetto di paglia

Questa è una costruzione tradizionale giapponese con il tetto di paglia. Si noti la forte inclinazione del tetto che favorisce lo scivolamento della neve. La zona è molto nevosa e soggetta a terremoti.

Irlanda, cottage con tetto di paglia

Il tetto di paglia è leggero e quindi adatto ai luoghi soggetti a terremoti e a forte vento, perché in caso di crollo non può fare danni rilevanti.

Tetti coperti d’erba delle isole Fær Øer

Le Fær Øer, isole vicino al circolo polare artico tra Islanda e Norvegia, sono soggette a venti devastanti. Le costruzioni tradizionali hanno il tetto coperto di erba leggera difficile da sradicare.

Robilante, Val Vermenagna in Piemonte. Rifacimento tetto di segale

Naturalmente ogni popolo usa il materiale naturale più facile da reperire. In Piemonte, per esempio, è stata usata la paglia di segale. La segale cresce anche in montagna, si usa per la panificazione.

Case sottoterra o ipogee

Immagini dipinte sulle pareti della grotta di Chauvet a Vallon Pont d’Arc nell’Ardèche in Francia

La permanenza dell’uomo nella grotta di Chauvet in Francia risale a 32 mila anni fa, nel paleolitico superiore. Sottoterra la temperatura si mantiene costante sia d’estate che d’inverno, intorno ai 16-18 gradi.

Le caverne dei Balzi rossi a Ventimiglia in Liguria

Anche in Italia ci sono grotte frequentate, se non proprio abitate, nel periodo paleolitico. Si trovano tra la frazione Grimaldi di Ventimiglia e il confine francese. Sono dette grotte dei Balzi rossi.

Sassi di Matera

I Sassi di Matera sono una vera e propria città costruita sfruttando la conformazione del paesaggio, cioè la presenza di grotte. Abitati già alcuni secoli prima di Cristo, l’uomo ha continuato a scavare la pietra calcarea per ricavare quanto serviva per vivere e per svolgere le proprie attività.

 

Matera, la città sotto la città

Nel 1993 i Sassi sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Come si viveva a Matera nelle case sotterranee, cioè ipogee

La vita nei Sassi è confortevole. Nell’antichità gli animali convivevano con l’uomo e contribuivano a riscaldare l’ambiente.

Un nuovo modo di costruire

Con lo sviluppo industriale si abbandonò il modo di costruire tradizionale partendo dall’assunto che la disponibilità di energia fosse illimitata. Erano stati inventati sistemi per riscaldare gli ambienti e raffreddarli. Allora si abbandonarono le costruzioni tradizionali più ecologiche. Si ricorse ai termosifoni, alle stufe, ai condizionatori costruendo edifici sempre più difficili da mantenere per i costi elevatissimi di gestione.

Case ipogee moderne

Case ipogee create per il film “The hobbit” a Matamata in Nuova Zelanda

Le case ipogee, cioè sotterranee, create per il film “The Hobbit” in Nuova Zelanda, a Matamata, sono diventate un’attrazione turistica. Molte persone vanno a visitarle. Una casa ipogea può consumare l’80% in meno di energia di una casa normale per il fabbisogno energetico.

Case ipogee a Dietikon, Svizzera, dell’architetto Peter Vetsch

Le case ipogee attuali sono prefabbricate o vengono costruite sul posto. Nel primo caso le parti prefabbricate sono inserite nel terreno e poi la terra viene usata per ricoprirle.

Struttura per casa ipogea su cui viene insufflato il calcestruzzo

Nel secondo caso la maglia di ferro elettro saldata, modellata come da progetto, viene messa nel terreno. Poi il calcestruzzo viene soffiato contro in modo da coprire la maglia. In seguito è possibile creare una superficie più fine usando polvere di marmo per coprire il calcestruzzo.

Le case ipogee possono diventare completamente passive con pochi interventi.

La casa passiva

Una casa passiva

 

1991: la prima “passive house” costruita a Kranichstein (Germania) da Wolfgang Feist

Quella sopra è una delle prime case passive costruite in Germania. La casa passiva si riscalda con sistemi passivi, cioè che non consumano energia non rinnovabile.

Friburgo, casa passiva

In una casa passiva per produrre elettricità si usano pannelli solari fotovoltaici. Per riscaldare l’aria si usano pannelli solari termici o pompa di calore. Sempre per riscaldare la casa si usano grandi vetrate esposte a sud che d’inverno irraggiano calore. In estate le vetrate vengono schermate da lamelle in modo da evitare l’irraggiamento. Serre di vetro davanti alle porte creano una zona calda. Con lo stesso scopo si possono usare muri per accumulare calore e poi per rilasciarlo all’interno in inverno.

Ventilazione meccanica controllata

Con la ventilazione meccanica controllata è possibile riscaldare in inverno l’aria in entrata facendola incrociare con l’aria viziata in uscita senza che si mescolino. La stessa cosa si può fare al contrario in estate.

L’edificio Energon, costruito tra il 2002 e il 2004 a Ulm

Il condizionamento estivo è più dispendioso dal punto di vista energetico ed è considerato passivo anche se si usano pompe e ventilatori, purché non si usino sistemi refrigeranti.

L’Expost a Bolzano di Michael Tribus, 2004

Questo è il primo edificio passivo in Italia: si trova a Bolzano, è stato recuperato da una vecchia costruzione per farne gli uffici delle poste. Tuttavia è più costoso recuperare un edificio per trasformarlo in casa passiva che costruirne uno nuovo da zero.

Friburgo, casa passiva

Naturalmente le case per disperdere poco calore, conservare il caldo in inverno e il fresco in estate devono essere a tenuta stagna. Inoltre devono avere delle porte con triplo vetro in modo che non ci siano dispersioni. La costruzione deve essere molto accurata.

Casa passiva prefabbricata in legno

Per questo motivo molte delle case passive sono prefabbricate in cantiere e poi piazzate sopra un basamento preparato per accoglierle.

Posa di una casa prefabbricata in legno

In tal modo è possibile contenere i costi, che si aggirano sui 1300 euro a metro quadro chiavi in mano, con tutti i servizi e gli impianti, senza il basamento che resta a carico dell’acquirente.

Lo Stato italiano incentiva la trasformazione delle case tradizionali in case ecosostenibili con sgravi fiscali.

 

 


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1 commento

  1. […] il calore d’inverno. Le coperture di policarbonato sono l’ideale per costruire la casa passiva, cioè la casa che produce più energia di quella che […]

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