IN UN ANNO 100MILA GIOVANI SONO FUGGITI DALL’ITALIA

IN UN ANNO 100MILA GIOVANI SONO FUGGITI DALL’ITALIA

Cresce il numero degli italiani che decidono di abbandonare l’Italia. Al primo gennaio 2016 si è registrato un più 3,7% rispetto al 2015 (+ 174.516 unità) per un totale di 4,8 milioni di connazionali residenti all’estero.
I più propensi a fare le valigie sono i giovani tra i 18 e i 34 anni, i cosiddetti Millenials, il 36,7% del totale. La meta preferita è la Germania, poi viene la Gran Bretagna, scelta soprattutto da chi vuole perfezionare gli studi. Sempre quotati i paesi classici di espatrio come la Francia, la Svizzera, la Spagna e il Brasile.

A scattare questa fotografia l’ultimo rapporto “Italiani nel Mondo 2016” della Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana, presentato oggi a Roma.
In soli dieci anni, dal 2006 al 2016 la mobilità italiana è aumentata del 54,9%, (all’epoca erano poco più di 3 milioni gli espatriati), non risparmiando neppure regioni come la Lombardia e il Veneto, da cui sono partiti rispettivamente 20.088 e 10.374 persone, oltre a territori di emigrazione storica come la Calabria o la Sicilia: in alcuni centri di queste due regioni oltre il 40% dei cittadini vive stabilmente all’estero.
Aumenta anche la percentuale di chi parte senza tornare: sempre più italiani decidono di troncare ogni legame, trattenuti dalle maggiori opportunità, economiche e professionali anzitutto, presenti oltre confine.

I nuovi flussi migratori ci raccontano di connazionali che partono per coltivare ambizioni e nutrire curiosità, mettendosi alla prova e provando a migliorare la propria condizione lavorativa. Dai dati illustrati emerge che il 60% degli studenti spende il proprio titolo all’estero. In progressivo aumento i profili altamente qualificati che sbarcano ora anche in Cina e Emirati Arabi.
In questo modo l’Italia si impoverisce continuamente di energie giovani, soprattutto intellettuali. Di impoverimento ha parlato anche il Presidente Mattarella in un telegramma alla Fondazione. Non ha nascosto una certa preoccupazione pure il direttore della Fondazione Migrantes, Giancarlo Perego, secondo cui l’Italia non riesce a evitare il saccheggio dei giovani più preparati da parte di altri Paesi.

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