TORINO IN MANO ALLA MAFIA NIGERIANA: VOODOO, DROGA E PROSTITUZIONE

TORINO IN MANO ALLA MAFIA NIGERIANA: VOODOO, DROGA E PROSTITUZIONE

Torino. Avevano la propria base nella città sabauda le due bande nigeriane rivali dei Maphite e degli Eiye. Due veri e propri clan di stampo mafioso dalla struttura gerarchica e piramidale con ai vertici tre boss, uno internazionale, uno nazionale e infine uno locale.

L’operazione Athenaeum di polizia e carabinieri di Torino, che cinque giorni fa ha azzerato le due organizzazioni nigeriane, è di fatto iniziata dopo la denuncia di una donna nigeriana contro due connazionali nel dicembre del 2012.

L’operazione delle forze dell’ordine ha messo sotto indagine l’organizzazione anche con le intercettazioni, 500mila in tutto, oltre a pedinamenti e controlli. Il risultato sono 53 persone identificate e 44 provvedimenti di misure cautelari. Sono stati arrestati anche 15 pusher e sequestrati venti chili di droga.

I reati accertati sono: spaccio, tratta di esseri umani, rapina, tentato omicidio, clonazione di carte di credito, favoreggiamento della prostituzione, immigrazione clandestina e anche associazione di stampo mafioso.

Le due gang si erano divise la città di Torino, infatti 22 dei 44 arresti sono stati effettuati proprio nel capoluogo piemontese. Avevano però esteso il loro dominio anche in altre città, come Roma, Novara, Alessandria, Pavia, Bologna.

Pur in continua lotta tra loro, le bande nigeriane avevano il pieno controllo dell’aerea nord della città di Torino, spaccio e prostituzione erano cosa loro. Esercitano un controllo spietato e violento sugli affiliati, tanto da far dire agli investigatori che questi diventato in pratica degli schiavi a vita.

Nessuna pietà a chi violava l’omertà e per chi si opponeva al controllo delle bande non versando la quota stabilita o disobbedendo a ordini dei capi: per loro erano pronte le lame dei coltelli oppure, nel migliore dei casi, pestaggi punitivi.

Per quelli che ancora non si sottomettevano al controllo, c’erano le minacce trasversali che prendevano di mira i familiari in Nigeria. Le prostitute sotto il loro controllo erano costrette a subire ogni genere di violenza. Ai ragazzi erano invece riservati i “business” dello spaccio e dell’accattonaggio.

Cruenti i riti di affiliazione alle bande, c’era l’obbligo per gli affiliati di bere pozioni costituite da misture di sangue e altri liquidi come acqua e gin, oltre agli immancabili riti voodoo che fanno parte della tradizione spirituale nigeriana. Anche le prostitute erano obbligate, attraverso la magia nera e le botte, a eseguire gli ordini dei boss.

Filosofo. Giornalista. Fannullone. Ha scritto per Libero, LiveSicilia, BlogSicilia, I Love Sicilia, I Vespri, The Front Page, Gli Stati Generali, Iene Sicule, Giornale Pop, La Spia Press e diretto i quotidiani online Tweet Press e L’Urlo. Ha pubblicato due saggi per la rivista Samgha e un libro, Archeologia del concetto di politico in Carl Schmitt (Mimesis, 2017). L’uscita del suo prossimo libro, La Rinuncia, Nota teologico politica (Algra Editore), è previsto per giugno 2017.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati con *

Dichiaro di aver letto l'Informativa Privacy resa ai sensi del D.lgs 196/2003 e del GDPR 679/2016 e acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità espresse nella stessa e di avere almeno 16 anni. Tutti i dati saranno trattati con riservatezza e non divulgati a terzi. Potrò revocare il mio consenso in qualsiasi momento, integralmente o parzialmente, con effetto futuro, ed esercitare i miei diritti mediante notifica a info@giornalepop.it

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*