The Vvitch (The Witch) di Robert Eggers

The Vvitch (The Witch) di Robert Eggers

The VVitch – A New England Folktale, più noto con la grafia The Witch, è un film horror indipendente del 2015 diretto da Robert Eggers, autore anche del notevole The Lighthouse.

The Witch presenta molte differenze rispetto alla media dei film horror degli ultimi anni. In primo luogo non fa ricorso agli ormai abusati jumpscare volti allo spavento improvviso.

Secondo alcuni appartiene a un tipo di horror diverso da quello tradizionale, che chiamano “horror elevato”, siccome l’impatto emotivo sgorga dall’atmosfera e dagli ambienti.

Eggers aveva intenzione di realizzare, dopo alcune opere di scarso successo, un prodotto che fosse recepito come personale e di qualità.

Il film è una co-produzione internazionale di Stati Uniti, Regno Unito e Canada: ha incassato oltre 40 milioni di dollari al botteghino. Un guadagno pari a 10 volte la cifra spesa per la sua realizzazione. La performance di Anya Taylor-Joy nei panni della protagonista Thomasin è stata lodata dalla critica.

La pellicola, sebbene non avesse fatto ricorso a imponenti spese pubblicitarie, divenne ben presto famosa grazie al passaparola e conquistò il favore di un’ampia fascia di pubblico, ponendo in luce il talento registico di Robert Eggers.

The Witch si ispira a racconti popolari sulle streghe e sul satanismo, ma adotta un approccio particolare che fa scivolare lo spettatore in un clima di incertezza, rendendo arduo stabilire il confine tra soprannaturale e autosuggestione. Tra delirio e reale presenza del Maligno.

Alcuni dialoghi sono presi testualmente da documenti dell’epoca, per aumentare l’atmosfera di realismo nella quale è immerso lo spettatore.

 

Attenzione, spoiler!
Da questo momento viene raccontata l’intera trama (n.d.r.)

La storia di The Witch

New England, 1630. Una famiglia di puritani viene scacciata dalla propria comunità, presumibilmente a causa della sua visione religiosa troppo intransigente persino per gli standard dell’epoca.

La famiglia è composta dal padre William, la madre Katherine, i figli Thomasin, Caleb, i gemelli Jonas e Mercy e il neonato Samuel.

Costruiscono una fattoria in una radura ai confini di un bosco e si dedicano a una vita estremamente morigerata, al limite della sopravvivenza, costantemente immersi in un continuo clima di autocolpevolizzazione religiosa.

Il padre William è un bigotto fanatico sempre pronto a ricordare ai familiari che tutti loro sono contaminati dal peccato, la madre ha un atteggiamento oppressivo e isterico, probabilmente perché inconsciamente invidia la figlia Thomasin per la gioventù e per la bellezza che sta sbocciando in lei.

Un giorno, mentre Thomasin è nei pressi del bosco a giocare con il piccolo Samuel, questi sparisce nel nulla. La ragazza tenta di ritrovarlo nel bosco senza risultato.

Nel frattempo viene mostrata un’anziana nuda accarezzare il piccolo Samuel, e poi intenta a realizzare qualche tipo di pozione, evidentemente con il sangue del neonato. Infine, la si vede sollevarsi in aria verso la luna piena.

La scomparsa di Samuel, inizialmente attribuita a un lupo, getta nella costernazione la famiglia. Afflizione aggravata dalla convinzione che il bambino non possa essere accolto in Paradiso siccome non era ancora stato battezzato.

Come se non bastasse, la famiglia deve vedersela con un raccolto di scarsa qualità.

William e suo figlio Caleb vanno nella foresta per prendere le eventuali prede catturate nelle loro trappole. Trappole che il padre ha acquistato vendendo in segreto una coppa d’oro della famiglia della moglie. La caccia purtroppo non dà frutti.

Mentre Caleb e Thomasin si trovano al torrente, Mercy arriva e accusa Thomasin di avere lasciato che la strega della foresta rapisse il loro fratellino, e che Black Phillip, così viene chiamato il caprone della fattoria, le ha detto che può fare quello che vuole. 

Irritata da questo strano atteggiamento, Thomasin per spaventarla le dice di essere lei stessa la strega della foresta, e che se proverà a ribellarsi le farà un maleficio.

A cena Katherine incolpa la figlia di avere perso la sua coppa d’oro, e il padre non ha il coraggio di rivelare che l’ha presa lui. Quando Thomasin va ad accudire le capre, trova il coniglio nero che il padre poco prima aveva cercato di prendere nel bosco.

Quella notte la madre propone di spedire Thomasin a servizio presso qualche famiglia, anche perché il raccolto è pessimo e rischiano di morire di fame.

La mattina dopo Caleb si allontana con il cavallo insieme a Thomasin.

Nel tragitto incontrano di nuovo il coniglio nero: Caleb cerca di cacciarlo e il cavallo si imbizzarrisce. Avventurandosi nel bosco, Caleb giunge a una capanna dalla quale esce una donna avvenente e prosperosa con un cappuccio rosso, la quale inizia a baciarlo e a toccarlo con una mano che si rivela avvizzita.

Quando Thomas torna a casa, il padre rivela alla moglie di avere sottratto lui la coppa e si ripromette di ritrovare Caleb, contro la volontà della donna che teme di perdere anche lui.

Il ragazzo però torna da solo alla fattoria, nudo, durante una notte piovosa.

La famiglia lo assiste mentre scivola nel delirio, nel corso del quale invoca la benevolenza di Gesù per la propria anima.

Mentre i genitori e Thomasin pregano per lui, i gemellini sembrano avere delle convulsioni gettando nell’ansia il resto della famiglia.

Caleb afferma di vedere infine l’amore di Gesù su di lui, e muore con un’espressione felice.

La madre e il padre iniziano a sospettare Thomasin di stregoneria, mentre lei incolpa i gemelli, che fanno di frequente allusioni a certi discorsi che Black Phillip farebbe loro.

Esasperato, il padre rinchiude nella stalla i gemelli e Thomasin, assieme al caprone, e si ripromette di tornare al villaggio il giorno dopo.

Quella notte, il padre chiede perdono a Dio per la propria superbia e lo esorta a perdonare i figli per i loro peccati. La madre vede apparire Samuel e il piccolo Caleb: il figlio più grande gli propone un libro da firmare, ma la donna dà la precedenza all’allattamento del neonato affamato.

Thomasin e i gemelli, nella stalla, a un tratto vedono che con loro è presente anche la vecchia strega, intenta a succhiare il sangue di una capra, e iniziano a gridare. Nel mentre vediamo che la madre, in stato di delirio, in realtà sta porgendo il seno a un corvo, che continua a beccarlo.

La mattina dopo il padre si alza e trova la stalla sfondata, Thomasin distesa a terra e i bambini scomparsi. Prima che possa capire qualcosa, viene incornato dal caprone che lo getta contro la catasta della legna che frana su di lui uccidendolo.

Katherine aggredisce Thomasin accusandola di essere una strega, di avere sedotto il fratello e portato alla morte il padre. 

Per difendersi dagli attacchi fuiriosi della madre, Thomasin afferra una roncola e la uccide.

Quella notte il caprone ritorna e Thomasin lo segue. Gli chiede di parlarle come faceva con i gemelli, e l’animale incredibilmente risponde: tramutandosi in un uomo le propone una vita di piaceri e la possibilità di vedere il mondo.

In cambio lo strano essere, che ora ha assunto una forma umana, le chiede di firmare il suo libro (non sapendo scrivere, la guiderà lui).

Dopodiché la vediamo addentrarsi nuda nel bosco, seguita da Black Phillip. Giunge a un raduno di streghe nude che celebrano un sabba, per poi cominciare a sollevarsi in aria.

Come in preda all’estasi, Thomasin lancia un grido prolungato (non udibile) e poi volteggia sopra gli alberi.

 

I significati del film

L’intera pellicola ha un tono fosco, i colori spenti accentuano l’atmosfera deprimente (le riprese sono state effettuate con la luce naturale o con l’illuminazione di candele). La colonna sonora è stata realizzata servendosi di strumenti musicali atipici, allo scopo di allontanare la sensazione di modernità.

Tutta la documentazione usata è estremamente curata. I personaggi, nel film in lingua originale, parlano con accento ed espressioni del tempo.

Il film può essere interpretato sotto diversi punti di vista: sociologico, psicologico, religioso e strettamente soprannaturale. Per questo ognuno può dare una propria definizione, e ogni nuova visione può aggiungere altri tasselli nella comprensione di quanto il regista intendeva comunicare.

Da quanto si evince, Thomasin è una giovane donna desiderosa di indipendenza, accettazione, sessualità, ma il tutto le viene negato dalla famiglia e più in generale dal repressivo clima religioso dell’epoca. Perciò, se la società devota al dio cristiano non le consente di soddisfare questi desideri, l’unica possibilità rimane di votarsi a Satana che le promette una vita di piacere.

Già la copertina ritraente una donna nuda in mezzo al bosco simboleggia il rifiuto delle convenzioni, specie dei principi imposti dalla famiglia tradizionalista, e l’abbandono alla natura. 

La nudità in genere è associata al peccato (Caleb torna a casa nudo, lasciando intendere di essere stato sessualmente circuito dalla strega), le streghe svolgono i loro riti nude e la stessa Thomasin si spoglia quando si unisce a loro. Allo stesso tempo la nudità indica la libertà e l’appartenenza ai principi naturali contrastati dalla società civile. 

Il caprone Black Phillip incorna William, che tenta vanamente di difendersi con l’ascia, come a rappresentare la natura che si riprende il dominio che l’uomo ha tentato di sottrarle.

La strega con il cappuccio rosso è ovviamente un rimando a Cappuccetto Rosso e un riferimento ai pericoli che si celano nel bosco, ovvero nel mondo inesplorato dai protagonisti.

Dal punto di vista psicologico e sociologico il film può essere visto come una sorta di romanzo di formazione horror sul passaggio dall’infanzia all’adolescenza, e sul rifiuto delle convenzioni imposte dalla famiglia per trovare una propria strada, giusta o sbagliata che sia.

La morte (uccisione) dei genitori può essere vista come la necessità di cavarsela con le proprie forze una volta cresciuti. E l’adesione al male rappresenta la scelta di vita incline alla propria natura libera dai condizionamenti della famiglia di origine. 

La famiglia rappresentata nel film, anziché essere un nido d’amore, sembra un covo di inclinazioni maligne celate sotto i principi cristiani (l’architettura della casa non è dissimile da quella del covo della strega, come a dire che ambedue ospitano il male).

Thomasin si ritrova a essere l’unica donna giovane e attraente, suscitando le attenzioni del fratello Caleb e probabilmente l’invidia dell’avvizzita madre. Questa l’accusa di avere corrotto sessualmente Caleb, il che potrebbe essere sintomo dell’invidia che prova per il suo corpo giovane e bello.

Il capofamiglia William rivela tutti i suoi limiti di fanatico: non è in grado di sostenere la propria famiglia, ciononostante la costringe a una vita di privazioni pur di non accettare di avere torto. Anche se condanna il peccato negli altri, lascia che la figlia si prenda la colpa per la sottrazione del calice della moglie che in realtà lui ha venduto.

Quello che comunque riusciamo a capire è che il clima di estrema chiusura al prossimo e alla propria natura umana, sempre teso a riconoscere il Maligno in ogni dove con l’idea di scacciarlo, altro non fa che preparare le condizioni per farlo prosperare.

Da notare che l’intransigente padre, che pure arriva a riconoscere di essere un ipocrita e un orgoglioso, non pensa nemmeno per un momento che i figli siano vittime delle circostanze e che debbano essere amati e compresi. Altro non fa che esortare il Signore a mondarli da quei peccati che non dubita mai albergare in loro.

Nel finale Satana offre a Thomasin non piaceri oltre ogni concezione umana, ma la possibilità di mangiare burro e indossare vestiti piacevoli, che in una vita di sofferta costrizione sembrano il paradiso in Terra.

Volendo adottare una spiegazione razionale, l’intera vicenda potrebbe essere il frutto di un’isteria collettiva provocata da mais avariato, siccome il raccolto mostra un preoccupante colorito nero.

Tuttavia possiamo notare alcuni elementi che lasciano spazio a una effettiva presenza del soprannaturale.
Quando il piccolino sparisce dalle stuoie sulle quali è adagiato si vedono delle piante ondeggiare come se qualcosa di molto veloce fosse passato, scuotendole con il proprio movimento. Quando Thomasin munge la capra questa produce sangue anziché latte.

Inoltre, possiamo assistere all’apparizione del medesimo inquietante coniglio in diversi momenti del film poco prima che accada qualcosa di rilevante. 

Il corvo è un animale simbolo di sventura e associato all’esoterismo. Lo stesso Caleb, durante il delirio, nomina diversi animali associati al demonio come il lupo e il corvo.

La capra nella cultura medievale era ritenuta una delle forme che Satana poteva assumere, perciò veniva associata al sabba delle streghe.

Quando la madre assiste all’apparizione dei defunti Caleb e Samuel e porge il seno al neonato per allattarlo, vediamo che in realtà è il corvo che le sta beccando il petto. La mattina dopo è presente del sangue sulla sua vestaglia, segno che qualcosa di reale è successo.

L’intera vicenda potrebbe essere quindi dovuta al Diavolo, che si è divertito a far sprofondare nella disperazione una famiglia di cristiani bigotti e a mettere in fila tutti i pezzi del puzzle necessari per guadagnare un’altra seguace, ovvero Thomasin.

In varie occasioni i bambini dicono che Black Phillip parla loro, se ciò è vero sembra in effetti che il Maligno si occupi di metterli costantemente l’uno contro gli altri per allontanare Thomasin dall’affetto della famiglia.

La stessa famiglia che dalla mattina alla sera non fa altro che guardarsi dall’influenza del demonio, finisce per instradare la propria figlia sul sentiero del male, mentre ignorano completamente l’effettiva presenza del demonio nella forma del caprone, già di suo un animale associato a Satana.

Il padre, come sottolineato dalla figlia, è incapace di accudire alla propria famiglia e, come contadino, sa soltanto tagliare legna (praticamente inutile). Il caprone Black Phillip lo incorna gettandolo contro la catasta di legna che lo ricopre, come a dire che il prodotto delle azioni dell’uomo (il tagliare gli alberi, ergo la violenza protesa a distruggere) è anche quello che ne decreta la fine.

La fine di Caleb potrebbe essere vista come un ravvedimento delle pulsioni incestuose del ragazzo, mentre Thomasin raggiunge il culmine della propria natura perversa che la conduce all’ascesa (si solleva in aria) verso il male (traguardo gioioso dopo le sofferenze indotte dall’autoflagellazione religiosa). 

E con questo è tutto: se volete, lasciate un commento qui sotto.

 

 

 

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