IN ESCLUSIVA L’EPISODIO DI TEX E SUPERMAN!

IN ESCLUSIVA LA STORIA DI TEX E SUPERMAN!

Come ormai tutti sanno, la Bonelli ha stretto un accordo con l’americana Dc Comics per realizzare alcuni crossover tra i rispettivi personaggi.
Dopo l’incontro di Dylan Dog con Batman arriverà un’avventura con Zagor e Flash, ed è stato annunciato persino il crossover tra Nathan Never e la Justice League.

ESCLUSIVO! LA STORIA DI TEX CONTRO SUPERMAN!

 

Scoop sensazionale! Giornale POP è entrato in possesso del soggetto dell’episodio con Tex e Superman! Purtroppo nella nostra copia non è riportato il nome dell’autore, che comunque ci pare un professionista all’altezza della difficile missione.
Infatti il soggettista, con una certa raffinatezza, ha utilizzato i due personaggi nelle versioni degli anni cinquanta, cioè il Tex Willer di Gian Luigi Bonelli (più rude di quello odierno) e il Superman diretto da Mort Weisinger (Nembo Kid, insomma). Personaggi meglio compatibili tra loro delle più realistiche versioni attuali.

Ecco il soggetto così come ci è pervenuto.

 

La storia inizia con i giornalisti Lois Lane e Clark Kent alla premiazione di Miss Metropolis. Mentre per qualche futile motivo Lois battibecca con Clark, che considera un mezzo idiota, arriva quel pelatone di Lex Luthor. Appena scarcerato per buona condotta, ha misteriosamente deciso di organizzare questa manifestazione di bellezza. Scansando in malo modo Clark, Luthor propone a Lois di sedersi nella giuria. Lois accetta di buon grado, mentre Clark si domanda cosa stia complottando il pelatone.

Tex e Superman

Lex Luthor

Finita la la sfilata, Luthor chiede a Lois quale ragazza, secondo lei, meriterebbe di diventare Miss Metropolis. La giornalista indica una bella moretta, ma una biondina dall’aria antipatica e con una grande gemma viola sul decolleté si adonta e aggredisce Lois, presto imitata da altre ragazze. Guardando la scena, Luthor si sfrega le mani pensando che, come al solito, da un momento all’altro arriverà Superman per salvare l’amichetta dalle mazzate. Infatti Clark lascia la platea e dietro una tenda si cambia in Superman.

Con fatica, Superman separa le ragazze da Lois, alla quale stavano strappando i capelli. La più agitata è sempre la biondina con il cristallo viola, che adesso si avvicina minacciosamente a Superman. Troppo tardi Superman si accorge che il cristallo, in realtà, è un frammento di kryptonite viola. Come è noto, la kryptonite viola costringe Superman a viaggiare indietro nel tempo. Infatti, l’aura luminosa violacea si espande inghiottendo Superman, il quale, però, ha la prontezza di afferrare per il polso Luthor, che stava gongolando alle sue spalle pensando a cosa avrebbe potuto combinare in assenza dell’eroe.

In breve, Superman, stringendo sempre Luthor, viaggia indietro nel tempo attraversando i soliti cerchi fumettistici con scritto l’anno sopra. Mentre sta precipitando nel 1870, con una manata Superman scaglia ancora più indietro nel tempo il suo nemico, che urla disperato.

Spostiamo la scena nel West. Tex e i suoi pards cavalcano nella prateria, quando vengono attaccati da una tribù di indiani cattivi. Dopo che li hanno quasi sterminati, si imbattono nei rinnegati bianchi che gli hanno venduto le armi: i quali vengono ammazzati a loro volta. Scampati anche all’attacco di un puma e al morso di un serpente a sonagli, Tex e i suoi raggiungono il mare, dove sorge il villaggio di Metropolis.

Qui Tex e i pards entrano in un saloon. Due grossi afroamericani stanno minacciando alcuni mandriani magrolini: se non allontanano immediatamente le vacche dalla proprietà del loro padrone, le faranno macellare. Con fare indifferente Tex chiede di abbassare la voce, dato che i loro strilli lo disturbano. I due gli chiedono se stia cercando rogne. A questo punto Tex, perdendo il proprio aplomb, prende a pugni i due chiamandoli “pezzi di carbone” e dicendogli che nel West le vacche hanno il diritto di pascolare dove vogliono.

Intanto Superman, sorvolando la vecchia Metropolis, constata che è ancora un piccolo villaggio. Atterra davanti al saloon giusto in tempo per vedere i due afroamericani scappare con la faccia pesta. Superman chiede loro chi sia stato a conciarli così, e i due, senza smettere di correre, indicano Tex che sta uscendo tranquillamente dal saloon con le mani appoggiate sul cinturone. “Vorrei sapere cosa hanno combinato quei due membri di una minoranza etnica per meritare un simile trattamento”, domanda Superman con aria di sfida. Per tutta risposta, Tex gli sferra un destro, e poi un sinistro. Superman non batte ciglio, mentre Tex saltella per il dolore con le ossa delle mani fratturate.

A questo punto i due afroamericani tornano indietro per scaricare vigliaccamente i loro revolver su Tex, prima che Superman possa fermarli. Crivellato da 15 proiettili, Tex si accascia. Superman allora volge lo sguardo verso i due e, con il raggio calorifero che parte dai suoi occhi, scioglie le loro pistole. Il metallo fuso bruciacchia le mani degli afroamericani e Superman chiosa soddisfatto che così non potranno più sparare a nessuno.

Poi Superman si volta verso Tex che, soccorso dai pards, si sta rianimando. “Com’è possibile che non sia morto?”, chiede sconcertato. Kit Carson, arrotolandosi una sigaretta, racconta tranquillamente che una volta Tex era stato morso da una lucertola caduta in una pozione navajo. Sembrava stesse per morire, invece ci si rese conto che Tex aveva acquisito il potere rigenerante delle lucertole, in grado di farlo guarire da qualsiasi ferita.
Tex si è ormai completamente rialzato mentre gli ultimi proiettili scivolano fuori dalle ferite, e anche le ossa delle mani si sono ricomposte.

Il risanato Tex e Superman si stringono la mano, capendo di essere entrambi dei superuomini dalla parte del Bene. In quel mentre si avvicina un robottone alto una dozzina di metri. Nella testa, attraverso un grande oblò, vediamo un vecchietto ai comandi. Tex ne aveva sentito parlare dal suo anziano amico Zagor: si tratta del famigerato professor Hellingen. Il vecchietto sghignazza, dice che il suo vero nome è Lex Luthor: durante il viaggio nel tempo Superman lo aveva scagliato decine di anni prima, dove si era ritrovato con il corpo in fiamme e privo di ricordi. Nel tempo ha riottenuto la memoria e, grazie a calcoli elaborati, ha capito dove avrebbe ritrovato Superman e quando.
Superman osserva perplesso che Luthor è calvo, mentre lui ha alcune ciocche di capelli. Allora Hellingen/Luthor spiega che i capelli gli crescono solo ai lati della testa: per evitare un effetto antiestetico, quando era Luthor se li rasava del tutto. Detto questo, attacca furiosamente Superman prendendolo a pugni con il robottone.

Tex e Superman

Professor Hellingen

Mentre Tex si gratta la testa pensando a come aiutare il suo nuovo amico, si avvicina imprecando un uomo con addosso una specie di tonaca ricamata: “Per tutti i diavoli, chi ha rovinato le mani ai miei pezzi di carbone?!”. I due si guardano in cagnesco dritti negli occhi ed esclamano all’unisono: “Tex!”; Mefisto!. Subito iniziano ad azzuffarsi e Tex sembra avere subito la peggio. Per esempio, quando il ranger gli sferra un pugno, solo all’ultimo si rende conto che si tratta di un’immagine illusoria, mentre da dietro il vero Mefisto gli sferra un calcio in culo.

Mefisto

A un certo punto Superman dice a Tex che i loro avversari li conoscono troppo bene: per riuscire a sconfiggerli dovranno prenderli di sorpresa scambiandoseli. Dopo un attimo di titubanza, Tex Willer punta la pistola verso i sottili interstizi tra le parti mobili del robottone, centrando i tubetti dove scorrono l’olio e gli altri liquidi essenziali al suo funzionamento. In breve il robottone, perdendo liquidi da tutte le parti, si accascia sbalzando fuori il vecchio Hellingen/Luthor.
Intanto Mefisto crea dei miraggi nella mente di Superman, ma alla fine questi risolve la situazione risucchiando tutta l’aria intorno, facendo così quasi soffocare l’avversario (“Kof! Kof!”).

Superman raccoglie lo svenuto Luthor/Hellingen dicendo a Tex che dopo otto ore l’effetto della kryptonite viola svanisce. Così il superuomo, stringendo per il bavero l’avversario, ripercorre gli “anelli annuali” per tornare nel proprio presente.
Dopo avere dato un’ultima occhiata alla ferraglia del robot a pezzi, stringendo il mesto Mefisto per un braccio, Tex invita i pards a farsi una bella bevuta nel saloon alla salute di quel beccamorto.

Fine

 

Per essere bella, la storia è bella. Riesce a unire brillantemente due mondi lontani come quello di Superman e di Tex.
L’unico problema è che la potremo leggere tra non so quanti anni, dato che le quattrocento e passa pagine della miniserie saranno disegnate da Claudio Villa, che, per quanto bravissimo, non è certo noto per la velocità…

(Va be’, abbiamo scherzato: nessuno oserà mai mettere Tex in una situazione assurda con un supereroe del futuro. Ah, il disegnatore della bella illustrazione d’apertura, fatta apposta per questo “articolo”, è il grande Manlio Truscia).

 

Contatto E-mail: info@giornale.pop

2 commenti

  1. Articolo ripieno di sapidi inside jokes :
    1) prima di Lex, Supes aveva affrontato il cattivone Ultra Humanite che nella sua prima incarnazione aveva la stessa coccia lustra e corona incolta di capelli di Hellingen e del Riff Raff di The Rocky Horror Picture Show
    2) Claudio Villa, il reuccio del fumetto italiano, ha un debole per lo iperrealismo di Alex Ross e ha dipinto un Tex che si apre la casacca come il Clark Kent di Ross la camicia a snudare lo scudetto colla esse di Superman 3) Luis Bonelli non era politicamente corretto e chiamava gli afro-americani anche nei suoi comics Palla di Neve et similia.
    4) Il fattore rigenerante di Aquila della Notte è un riferimento al fatto che il ranger cavalca indenne tra gli zing delle pallottole ed al massimo può essere ferito di striscio, ma non abbastanza da inibire la sua mira infallibile. Nella saga delle Donne Guerriere di Burattini/Laurenti ( avrei tanto preferito Donne Guerriero con il secondo termine come apposizione del primo, ma pazienza ndr ) , Zagor è risanato dalla tecnologia atlantidea poco prima di raggiungere Manitou. Come effetto collaterale non ha nemmeno le cicatrici di decenni di scontri con ceffi di tutti i tipi. E’ la cosa più vicina al fattore ics di Wolverine e Deadpool che si sia visto nei fumetti SBE se non consideriamo qualche resurrezione di Dylan Dog ed il fatto che Dinamite, il cavallo di Tex, è longevo come i superiori di Fantozzi.

    Speriamo che i team ups con la DC abbiano successo così da vedere prossimamente Jonah Hex e Magico Vento o Sandman e Napoleone o Sergente Rock e Mister No.
    Ciao ciao

  2. Ah ah, simpaticoni!!

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