ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SU OCCHI DI GATTO

ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SU OCCHI DI GATTO

Cat’s Eye – Occhi di gatto (Kyattsu Ai) è un manga su tre ladre sexy scritto e disegnato da Tsukasa Hojo.
In Giappone è stato pubblicato per la prima volta dalla casa editrice Shūeisha su Weekly Shonen Jump, dal 1981 al 1985. È arrivato in Italia molti anni dopo, pubblicato tra il 1999 e il 2000 dalla Star Comics.

ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SU OCCHI DI GATTO

La serie animata prodotta da Tokyo Movie Shinsha è stata trasmessa in Giappone su Nippon Television dal luglio 1983 al luglio 1985.
In Italia è andata in onda dal settembre 1985 sull’emittente televisiva Italia 1. Conta 73 episodi divisi in due stagioni, di cui l’ultima ha un finale aperto.

 

La storia di Occhi di gatto

ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SU OCCHI DI GATTO

La giovane Hitomi Kisugi (Sheila Tashikel nell’edizione italiana) gestisce il caffè Cat’s Eye (“Occhi di gatto”) con la sorella maggiore Rui (Kelly) e quella minore Ai (Tati). Il bar è solo una copertura, perché Hitomi e sorelle sono una banda dedita al furto di opere d’arte, anch’essa chiamata Cat’s Eye, Occhi di gatto nella versione italiana. Il trio firma i colpi lasciando sempre un biglietto di visita. Le sorelle Kisugi non si dedicano al furto per lucro, rubano solo opere d’arte appartenute a Michael Heinz, il loro amato padre scomparso. Sperano così di ricostruirne la collezione sottratta illegalmente e trovare elementi per ritrovare il genitore.

 ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SU OCCHI DI GATTO

L’investigatore incaricato delle indagini per la loro cattura, Toshio Utsumi (Matthew Hisman), è il fidanzato di Hitomi, ma non sospetta minimamente della seconda attività delle tre sorelle. Il rapporto di Hitomi con Toshio procura a Occhi di gatto sia complicazioni sia vantaggi. Hitomi, senza darlo a vedere, riesce a estorcere a Toshio informazioni riservate, grazie alle quali la banda riesce quasi sempre a farla franca fuggendo con la refurtiva.

ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SU OCCHI DI GATTO

I 18 tankobon, “volumetti”, del manga Cat’s Eye

 

Anime

ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SU OCCHI DI GATTO

L’anime, prodotto dalla Tokyo Movie Shinsha, è suddiviso in due serie, la prima formata da 36 episodi per la regia di Yoshio Takeuchi, la seconda di 37 episodi per la regia di Kenji Kodama.
Mentre gli episodi della prima serie sono tratti dal manga, quelli della seconda sono completamente originali.

 

 

Da noi la serie animata è stata trasmessa su Italia 1 dal 15 settembre 1985 al 10 luglio 1986 con il titolo Occhi di gatto e poi replicato nel contenitore di cartoni animati Bim Bum Bam, quindi su Rete 4, Canale 5 e ancora Italia 1, Italia Teen Television, Boing, Nickelodeon, La 5, Frisbee, Man-ga.
La versione italiana presenta, oltre al cambio dei nomi dei personaggi, qualche censura nei dialoghi e su qualche breve sequenza, reintegrati nelle edizioni Vhs e Dvd. La serie televisiva è stata trasmessa anche nelle Filippine, in Cina, Brasile, Francia, Germania e Spagna.

 

Alcune curiosità che forse non sapete

Per ripassare l’indimenticabile epopea “ladronesca” del cartoon che ha fatto sognare chi era bambino negli anni ottanta, ecco alcune curiosità poco conosciute.

 

1 – Come si conclude davvero la storia

ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SU OCCHI DI GATTO
Chi non si perdeva una puntata di Occhi di gatto in onda su Italia 1 ricorderà che l’anime aveva una conclusione aperta, nella quale le tre sorelle incontrano il fratello gemello del padre, cioè colui che lo ha tradito. Non si sa dunque se riusciranno davvero a trovare l’amato genitore e come evolverà la storia tra Sheila e Matthew (e se lui scoprirà la doppia identità di lei).
Il manga ha un finale ben diverso. Scritto dopo la conclusione della serie animata, Sheila/Hitomi rivela a Matthew/Toshio di essere una delle ladre, per poi fuggire negli Stati Uniti. Qui l’investigatore riesce a rintracciarla, ma lei dice di avere perso la memoria a causa di una meningite virale. L’amore non trionfa, dunque? Ovviamente sì, perché alcuni indizi lasciano intendere che Sheila stia solo fingendo di non ricordare: lei e Matthew ricominceranno così una nuova vita insieme.

 

2 – La censura

Come accade sempre quando si tratta di anime la censura ha fatto alcuni tagli, dal momento che Italia 1 ha indirizzato la sua offerta di cartoni giapponesi a un pubblico di bambini. Per esempio, è stata eliminata la sequenza nella quale Kelly si fa sbottonare l’abito dal detective, il quale resta molto turbato nel vedere la biancheria intima.

 

 

Sono state tolte anche alcune scene in cui le ragazze appaiono nude sotto la doccia. I tagli apportati alla versione italiana non furono tantissimi e riguardarono perlopiù, come è facile immaginare, scene ritenute troppo sexy.

 

Varie docce delle tre protagoniste… le tre coperte solo da un asciugamano dopo un bagno eccetera… evidentemente questo sfoggio di igiene personale sembrava eccessivo! Va detto che Kelly faceva di tutto per fare impazzire quel poveraccio di Matthew. Paradossalmente, alcuni di quei fotogrammi finirono comunque nell’album ufficiale delle figurine Panini su Occhi di gatto.

 

 

3 – I film tratti dalla serie

Nel 1988, è stato prodotto un film per la televisione ispirato a Occhi di gatto. Nel 1997 è uscito un film per il grande schermo, diretto da Kaizo Hayashi e interpretato da Yuki Uchida, Norika Fujiwara e Izumi Inamori.

 

 

4 – Il remake

Tra il 2010 e il 2014 è stato pubblicato in Giappone il remake del manga di Occhi di gatto, intitolato semplicemente Cat’s Eye, realizzato da Shingo Asai. Anche questo, come il fumetto originale, è stato tradotto in italiano. Vi fa strano vedere le tre sorelle Kisugi con le tutine di pelle al posto della consueta calzamaglia?

 

5 – Le sorelle in Cgi

Questo filmato promozionale dell’ennesimo pachislot a tema anime mostra le tre sexy ladre in una versione computer graphic che sembra uscita da un videogioco della serie Tekken. Ti aspetti che da un momento all’altro una sfida a colpi di calci volanti con Nina e Anna Williams.

 

 

6 – Il doppiaggio

La serie era doppiata da Claudia Razzi (Sheila),  Barbara Castracane (Kelly), Susanna Fassetta (Tati) e Teo Bellia (Matthew). Tra i doppiatori sporadici, si sentono le voci di Piero Chiambretti, Maurizio Mattioli, Massimo Dapporto e Gigi Reder.

 

7 – Gli amori di Kelly e Tati

 

 

Sheila è fedelissima al suo tenerissimo e non troppo perspicace Matthew, ma com’è la vita sentimentale delle altre due sorelle? Nell’episodio “Per Amore di Tati”, Tati si innamora di Paul, un suo compagno di classe, che è anche figlio del direttore del museo del loro prossimo colpo. Invece Kelly, la maggiore e più materna del trio, ha una storia con il pittore Michael Montgomery, raccontata nell’episodio “Kelly si innamora”.

 

8 – Le influenze di “Occhi di gatto”

Come tutti i cult, Occhi di gatto ha influenzato altri media. Uno spot degli scooter RS Peugeot, per esempio, è ispirato esplicitamente all’anime. Nel fumetto italiano Nathan Never sono apparse le sorelle Frayn (April, May e July), che citano volutamente Sheila, Kelly e Tati. Senza contare la apparizione delle tre ladre nel recente film di City Hunter (vedi qui).

 

 

Terminiamo con le sigle…

 

 

 

Naturalmente, la sigla italiana era cantata da Cristina D’Avena.
In Giappone a intonare le sigle di apertura erano Anri (“Cat’s Eye”, I serie) e Mariko Tone (“Derringer”, II serie), mentre quelle di chiusura erano cantate dalla stessa Anri (“Dancing with the sunshine”, I serie) e da Sherry Savage (“Hot Stuff”, II serie).
Da notare che la sigla francese di Hallo Sandybell è uguale a quella italiana di Occhi di gatto.

 

 

(Da Il Sestante News)

 

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