ZX SPECTRUM, UNO DEI MIGLIORI O DEI PEGGIORI COMPUTER?

ZX SPECTRUM, UNO DEI MIGLIORI O DEI PEGGIORI COMPUTER?

Il quotidiano inglese The Guardian ha pubblicato il 7 settembre 2020 una lista dei 20 migliori home computer di tutti i tempi, mettendo al 4° posto il Sinclair ZX Spectrum.

Negli anni ottanta esisteva la “computer war”. I possessori di computer si prendevano in giro allegramente sulle riviste specializzate, snocciolando le caratteristiche dei loro computer, che secondo loro erano superiori a quelle degli altri. Questo era sia divertente, sia utile. In tal modo era possibile conoscere le caratteristiche di una macchina attraverso le descrizioni degli utenti e decidersi per l’acquisto.

Oggi girando su Internet e iscrivendosi ai forum di retrogaming si scopre che è vietato esaltare il proprio home computer, vecchio o nuovo che sia. Si rischia il ban.

Chi scrive questo articolo non è contrario al “buonismo” in senso assoluto, in fondo perché essere cattivi se non c’è un motivo veramente valido? Ma le macchine non si offendono.
Inoltre forse si rende un cattivo servizio a chi vorrebbe fare un acquisto.

Supponiamo di voler comprare un phon: che senso avrebbe un consiglio errato allo scopo di non “offendere” il phon meno potente? Eppure è quello che succede con gli home computer.

Torniamo alla classifica linkata sopra, dove troviamo al 4° posto dei migliori home computer di tutti i tempi lo ZX Spectrum, e facciamo un po’ di storia.

Lo Spectrum nasce nel 1982 dalla volontà di Sir Clive Sinclair, un inglese che per alcuni è il “re” del trash informatico, per altri un genio.
Una delle sue prime opere è il black watch, realizzato nel 1975. Forse è uno dei primi orologi digitali, ma è più famoso per la sua difficoltà a segnare l’ora giusta.

L’orologio soffriva di difetti di progettazione intrinseci. Questi includevano le batterie che avevano una durata di soli 10 giorni e difficili da sostituire, nonostante le affermazioni pubblicitarie che le batterie durassero un anno. Il cristallo di quarzo era sensibile alla temperatura, facendo sì che l’orologio andasse a velocità diverse a seconda della temperatura ambiente.

LO SPECTRUM, IL PEGGIOR COMPUTER DEL MONDO

Black Watch

 

Il primo computer di Sir Clive Sinclair è lo ZX80, un home computer in bianco e nero basato su cpu Z80 compatibile.

La rivista Personal Computer World disse che lo ZX80 aveva scoraggiato molti utenti ad avere a che fare con i PC a causa della sua «tastiera inutilizzabile ed il suo stravagante Basic».

LO SPECTRUM, IL PEGGIOR COMPUTER DEL MONDO

ZX80

Nella classifica di “The Guardian” al 17° posto troviamo lo ZX81… Il successore dello ZX80 aveva qualche caratteristica in più, ma restava un computer in bianco e nero, e nel 1981 c’era sicuramente di meglio!

Nel 1982 Sinclair realizzò lo ZX Spectrum, un computer a colori. Il problema era che anche qui, per risparmiare o per incapacità, il risultato fu piuttosto primitivo.
Lo Spectrum non aveva né chip grafico né chip audio. Era tutto gestito da un integrato generico chiamato Ula. Il sonoro era costituito quindi da un solo canale che generava un’onda quadra.

LO SPECTRUM, IL PEGGIOR COMPUTER DEL MONDO

ZX Spectrum

 

Un altro difetto che affliggeva lo Spectrum era che sullo schermo in una zona di 8×8 pixel potevano coesistere solo due colori. Questo, insieme alla scarsità di colori (mancano il rosa, il marrone, l’arancio…) impediva la realizzazione di una grafica realistica decente.
Guardate le schermate dello Spectrum per rendervene conto.

LO SPECTRUM, IL PEGGIOR COMPUTER DEL MONDO

La grafica dello Spectrum

 

Lo Spectrum non poteva gestire le 80 colonne e aveva una tastiera di gomma, inutilizzabile per scrivere velocemente (quindi non era adatto al word processing).

La stampante dello Spectrum era la ZX Printer, una stampante termica con un rullo di dimensione simile a quello dei registratori di cassa.

La ZX Printer

 

Lo Spectrum non era nemmeno una sicurezza nel salvataggio dati. Si poteva salvare su cassetta a nastro, o sui microdrive.
Cosa erano i microdrive? Non erano dei floppy, ma nastri che giravano molto velocemente e che erano controllati direttamente dal computer.
Girando a una velocità così alta il rischio di rottura per il nastro era probabile, per cui pochi avevano il coraggio di affidarsi a supporti di backup simili.

I microdrive

Lo ZX Spectrum aveva dalla sua il basso prezzo (la metà di quello di un C64) e un basic avanzato. Era una macchina rudimentale per apprendere i rudimenti dell’informatica. Non è però, a nostro modesto parere, il 4° miglior computer di tutti i tempi.

Sir Clive Sinclair investì i guadagni accumulati con i computer per realizzare il C5, una specie di triciclo elettrico.

Quello fu un vero errore che lo costrinse a a vendere tutte le sue proprietà alla Amstrad di Alan Sugar.

Sir Clive Sinclair sul C5

 

 

 

4 commenti

  1. Vergogna.
    Continua a scrivere sulle scope a vapore che è meglio.

  2. Lo ZX80 non poteva salvare? E il comando SAVE a cosa serve allora?

  3. Questo per me non è un articolo serio. È come voler confrontare. un computer degli 70/80 con quelli moderni. Sicuramente lo Spectrum aveva dei difetti ma negli anni 80 era un computer valido. Le critiche in questo articolo sono solo pretestuose. Bisogna scrivere di cose che si conoscono.

  4. Impreparato: 2. Prenditi un emulatore e una vacanza sabbatica nei gruppi facebook dedicati poi riscrivi il soggetto.

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