SOS POVERTÀ IN UNA ITALIA SENZA LAVORO

SOS POVERTÀ IN UNA ITALIA SENZA LAVORO

Proviamo a dare i numeri di una Italia sempre più a rischio povertà, dove a crescere non sono solo le tradizionali diseguaglianze tra Nord e Sud, ma soprattutto quelle tra ricchi e poveri. Secondo i dati Istat, nel 2015 c’erano 17 milioni e mezzo di concittadini sull’orlo dell’esclusione sociale. Una platea pari al 28,7% della popolazione, in pratica uno su quattro vive un profondo disagio socio-economico. Tra quanti si trovano al di sotto della soglia minima di reddito, c’è chi lavora saltuariamente e chi è costretto a dovere rinunciare alle spese essenziali. Riscaldamento e cibo sono gli ambiti in cui le famiglie tirano maggiormente la cinghia, ma anche controlli medici e vacanze sono oggi sacrificati. A volte anche le bollette vengono lasciate nel cassetto, perchè non si è in grado di pagare. Del resto, il 39,9% degli italiani non riesce a fronteggiare una spesa imprevista di oltre € 800, con punte drammatiche nel Mezzogiorno dove questa percentuale supera ben oltre il 50%.

Chi sono i nuovi poveri? I nuclei familiari con tre o più figli, le famiglie monoreddito, quelle straniere, i single. Da circa undici anni rimane stabile la quota di coloro che sono definiti in condizioni di grave deprivazione materiale. Parliamo di persone caratterizzate da alcune manifestazioni di disagio evidente come arretrati nei pagamenti, l’impossibilità di riscaldare casa e la bassa intensità lavorativa.

In questo scenario drammatico si sta aggiungendo una ulteriore problematicità. Aumenta il divario tra ricchi e poveri, fenomeno già presente in paesi come Grecia, Spagna e nell’Est Europa, ma che raggiunge il suo apice in Italia, dove il 20% degli italiani ricchi guadagna quasi 5 volte di più rispetto a quello che prende il 20% dei più poveri. A soffrire maggiormente è il Sud in cui si registrano numerosi casi di povertà assoluta. Emblematici i quaranta punti di differenza tra la Sicilia e la provincia autonoma di Bolzano.

Ben lontana dal centrare gli obiettivi Ue, che prevederebbero di portare fuori dall’esclusione sociale oltre 4,5 milioni di persone, l’Italia sembra avvitata su se stessa. Ne è conseguenza il costante aumento di connazionali in partenza per altri paesi esteri: Regno Unito e Germania  sono le mete preferite.

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