LA NOTTE IN CUI SEXY SADIE MASSACRÒ SHARON TATE

La notte in cui Sexy Sadie massacrò Sharon Tate

L’utopia che scolora in tragedia lo fa con tonante fragore.
La lunga estate calda era iniziata due anni prima sotto un altro sole.
L’estate dell’amore in California: un sogno americano alla rovescia.
Un sogno di vita condivisa, di musica, di sesso e di emozioni finisce all’improvviso nel sangue di un’alba malata a Cielo Drive. Quella strage inspiegabile segnava la fine di un’epoca illusoria.
M
Susan Atkins (1948-2009) era detta Sexy Sadie, come la canzone di John Lennon, perché ballava nuda nei locali. Aveva un corpo pallido e sensuale, lunghi capelli neri da selvaggia. Ma c’era in lei qualcosa di malsano che si portava dietro da bambina. Non pianse al funerale della madre, morta di cancro quando era tredicenne. A San Francisco si drogava spesso e frequentava ambienti satanisti.
S
Ma fu soltanto incontrando Charles Manson che la sua vita assunse un nuovo senso. Ballarono guardandosi negli occhi mentre la musica li avvolgeva entrambi. A Susan parve un’esperienza mistica, la testa le girava senza sosta.
M
“Una sera Charlie mi ha chiesto se avevo mai fatto sesso con mio padre. Io l’ho guardato e quasi sorridendo ho risposto: no. E lui mi ha detto: ti sei mai immaginata di fare sesso con tuo padre? Io ho risposto: sì. E lui mi ha detto: bene, adesso, quando facciamo sesso immaginati che io sia tuo padre. L’ho fatto ed è stata una esperienza meravigliosa. Charlie mi ha dato la fiducia in me stessa necessaria per potermi riconoscere come donna”.

S
Lo guardava come fosse un dio, mentre chinato lui le lavava i piedi. Da quel giorno Susan fece parte della “Famiglia” che seguiva Manson. Una comune che sopravviveva grazie a furti e piccole rapine. Il sesso era di gruppo e le droghe servivano a spingersi lontano.

“Bisogna sapere quello che gli acidi fanno alla mente per capire come una persona possa perdersi sotto l’effetto delle droghe. Potrei scrivere una tesi su questo argomento … Credevo che dopo un trip bastassero dodici ore per riprendersi, ma non è così … quando prendi un acido la tua mente si espande aldilà di questi principi morali e del confine tra il bene e il male”.

S
La notte d’estate del 1969 in cui uccisero Sharon Tate nel quartiere di Cielo Drive a Los Angeles, la giovane attrice moglie del regista Roman Polanski, straziandole il corpo col coltello, non c’era in Susan Atkins e nei suo amici la minima traccia di qualcosa di simile alla pietà. Quando Sharon Tate inginocchiata la supplicava di lasciarla in vita, Susan Atkins strafatta e alterata vibrò la prima coltellata. Sedici furono al termine i fendenti sferrati con ferocia disumana. Poi la Atkins prese uno straccio e con il sangue dell’attrice scrisse “porci” sulla porta di entrata.
S
“Dare il colpo di grazia a Sharon che mi scongiurava di risparmiarla in nome del suo bambino che stava per nascere è stata l’esperienza sessuale più eccitante della mia vita. Ho avuto un orgasmo mentre mi leccavo il sangue della mia vittima dalle mani”.
Susan Denise Atkins viene rinchiusa nel penitenziario femminile di Los Angeles. Ha due compagne di cella. Usando un tono di voce piatto e monocorde, racconta di avere compiuto il massacro di Cielo Drive.
M
“Nella Famiglia”, continua Susan, “Charlie è nostro padre, il nostro unico amore. Una volta mi ha portata nel deserto, in una grotta di cui lui è il solo a conoscere l’entrata, davanti a una porta al di là della quale si trova il centro della Terra. Tu non lo sai, ma il centro della Terra è popolato da una civiltà antichissima, e ovviamente Charles sa tutte queste cose perché lui è Gesù Cristo”.

 

M

Susan Atkins arrestata con le complici Patricia Krenwinkel e Leslie Van Houten


Fu cosi che la summer of love ebbe fine, non nel silenzio ma con un botto bruciante, tutto sotto gli occhi di una ragazza che non aveva mai imparato a piangere.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati con *

Dichiaro di aver letto l'Informativa Privacy resa ai sensi del D.lgs 196/2003 e del GDPR 679/2016 e acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità espresse nella stessa e di avere almeno 16 anni. Tutti i dati saranno trattati con riservatezza e non divulgati a terzi. Potrò revocare il mio consenso in qualsiasi momento, integralmente o parzialmente, con effetto futuro, ed esercitare i miei diritti mediante notifica a info@giornalepop.it

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*