CHE NOIA, CHE BARBA LO SCANDALISMO SUI FEMMINICIDI

femminicidi

Si grida allo scandalo per il riconoscimento delle attenuanti a chi uccide le donne, ma per “risolvere” il problema dei femminicidi bisognerebbe preoccuparsi degli omicidi in generale.

Giornali “seri” e reti televisive un tempo trattavano spesso gli omicidi passionali, poi hanno deciso che era roba da tabloid popolari e hanno iniziato a parlarne meno. Siccome l’argomento continuava comunque a suscitare l’interesse del pubblico, a un certo punto si è scelto di ritirarli fuori alla grande nobilitandoli con una nuova parola figa: femminicidio.
Da quel momento è un diluvio di femminicidi. Per mesi un telegiornale ha perfino messo un contatore che ci aggiornava sul numero delle donne uccise dall’inizio dell’anno. Ormai quasi ogni giorno i tg iniziano con: “Nuovo femminicidio a…”.
Si comincia ad avere la sensazione di essere presi in giro, dato che uomini e donne vengono uccisi da sempre.

Tra le caratteristiche comportamentali degli esseri umani, come di molte altre specie animali, c’è l’aggressività. Aggressività che non è divisa tra tutti gli individui in parti uguali: c’è chi ne ha di più e chi meno.
Alcuni ricercatori hanno fatto esperimenti con gli animali, dimostrando che se si incrociano due individui aggressivi se ne ottiene uno più aggressivo ancora. Mentre incrociando due individui poco aggressivi se ne ha uno ancora meno aggressivo. Alla faccia di certe vecchie scuole psicologiche, a determinare l’aggressività non sono tanto i “traumi infantili” quanto i nostri geni. Chi ha più “geni dell’aggressività” commette più facilmente azioni violente di chi ne ha pochi.

L’aggressività si manifesta in forme diverse nell’uomo e nella donna, nel primo è sicuramente più fisica (anche se pure nelle donne sta aumentando questa “modalità di espressione”). La maggioranza delle donne è comunque meno portata all’aggressività, indipendentemente da come venga espressa.
L’evoluzione ha premiato una certa aggressività negli uomini, dato che per centinaia di migliaia di anni hanno dovuto cacciare le prede per sfamare le loro famiglie, e ha premiato le donne meno aggressive, che forse venivano preferite perché più affidabili nella cura della prole. Probabilmente pure le donne preferivano uomini aggressivi per essere meglio protette, dato che la loro perpetua condizione di madri le rendeva particolarmente deboli e quindi esposte ai pericoli. Non esistendo i contraccettivi, le donne facevano un figlio dopo l’altro anche se la maggioranza di questi moriva subito o quasi.

Al giorno d’oggi le statistiche ci dicono che gli uomini, o meglio, gli uomini con geni dell’aggressività numerosi, uccidano soprattutto altri uomini. Inoltre, in Italia il numero delle donne uccise è inferiore rispetto al resto dell’Europa. La questione, quindi, non è tanto come evitare i femminicidi, quanto gli omicidi in generale: sia di altri uomini (che sono la maggioranza delle vittime) sia di donne (la minoranza).
Capisco che parlare di uomini assassinati non sia di moda, ma cercate di fare uno sforzo.

Come far calare gli omicidi in generale? Un tempo si metteva in galera l’individuo aggressivo alla prima malefatta. Oppure, quando non si aveva un reato specifico per poterlo condannare, lo si metteva in manicomio.
Invece oggi chi provoca risse, spaccando ossa eccetera, raramente fa un solo giorno di galera. Per non rovinargli la vita con una esperienza traumatica come la detenzione, dicono gli esperti. Così l’aggressivo si può abituare a esercitare quasi impunemente la violenza e a un certo punto diventare, finalmente, un assassino. Che poi ammazzi un uomo o una donna non dovrebbe fare alcuna differenza: la vera questione non è il sesso della vittima, ma la sua uccisione. Quanto ai manicomi, li hanno chiusi da un pezzo perché i pazzi violenti non esistono, o almeno così dicono.

Però, a un certo punto, ci si è resi conto che così facendo sono scomparsi gli strumenti per tutelare certe categorie dall’esposizione della violenza. Non si parla della tutela delle persone in generale, ma di alcune categorie specifiche alla moda: gli immigrati, gli omosessuali e le donne. Chi commette violenza su queste tre categorie al giorno d’oggi, secondo le nuove leggi italiane, in un modo o nell’altro ha la pena maggiorata.
Forse perché quando viene pestato a morte un non-immigrato, un non-omosessuale o una non-donna questi soffre e muore molto meno. Praticamente non lo sente neppure.

Tutto a posto? No, in questi giorni è scoppiato un altro grande scandalo. Alcuni giudici, peraltro donne, hanno diminuito la pena a tre assassini di donne riconoscendogli delle attenuanti per il loro particolare stato psicologico al momento del delitto… apriti cielo! Giustissimo e anzi obbligatorio riconoscere quelle stesse attenuanti al criminale-poveretto che uccide un non-immigrato, un non-omosessuale o una non-donna, ma assolutamente grave e inimmaginabile riconoscerle all’assassino-maledetto di una donna! Ma che, scherziamo? Vogliamo tornare all’esecrabile “delitto d’onore”? Si sono stracciate le vesti i commentatori dei principali giornali e il Capo del governo in persona.
Vorrà dire che faranno un’altra legge ancora, secondo la quale le attenuanti per gli assassini saranno sempre sacrosante salvo per i femminicidi.

E se invece tornassimo al vecchio, banale, concetto di “legge uguale per tutti” aumentando le pene indipendentemente dal fatto che vengono ammazzati preziosi esemplari di categorie sociali alla moda o ignobili persone generiche, e allo stesso modo si diminuissero le attenuanti per tutti gli assassini?
Avremmo così più gente in galera (a proposito, le prigioni in Italia sono poche: bisogna costruirne altre) e quindi meno uccisioni.

Purtroppo i fighetti che oggi decidono cosa sia giusto e cosa sia sbagliato non accetteranno mai che i poveri assassini di gente generica stiano troppo in galera e che i maledetti assassini delle categorie alla moda non siano puniti molto più severamente. Naturalmente dietro a questo c’è tutta una letteratura ideologica che ricorda i romanzi gotici ottocenteschi, dove di notte i cimiteri rigurgitavano di trafugatori di cadaveri, anche se nella realtà praticamente non esistevano. Così nell’Italia di oggi abbiamo il boom delle fantasie adolescenziali, avvalorate da una stampa allarmistica, dove le persone dalla pelle scura e i gay vengono inseguiti con i forconi tutto il giorno dalla odiatissima gente generica.
Invece di donne attratte dagli uomini aggressivi ce ne sono davvero parecchie, come sanno bene i maschi tranquilli (solitamente considerati da queste signore delle mezze seghe). Di conseguenza, il problema delle donne maltrattate e a volte uccise da compagni violenti non è una esagerazione. Rimane il fatto che gli stessi uomini aggressivi sono altrettanto violenti con il resto degli uomini, e come abbiamo visto li uccidono pure di più, molto di più. È giusto che chi uccida le donne sia severamente punito e che non gli si facciano sconti, ma lo stesso principio dovrebbe valere per chi uccide chiunque altro.

Si noti che tra le categorie “deboli” alla moda non sia presente una quarta: quella dei bambini. I loro assassini non meriterebbero condanne ancora più gravi? No, sia perché la richiesta di condanne più dure per gli infanticidi è un vecchio cavallo di battaglia dei fascistoidi, sia perché tra gli assassini di bambini c’è anche qualche donna.
E quando l’esponente di una categoria alla moda si mette ad ammazzare va punito con minore severità, perché ci sono sempre dietro delle attenuanti da tenere in considerazione…

Tornare invece alla legge uguale per tutti indipendentemente da “razza”, inclinazione e sesso della vittima proprio no, vero?

 

Contatto E-mail: info@giornale.pop

8 commenti

  1. Quoto ogni singola parola.

  2. SSS

    (Sauro Santo Subito)

  3. se GP fosse un giornale tedesco, la fondazione Amadeu Antonio che per conto dello Stato vigila che non sia pubblicato niente di contrario a ciò che è giusto pubblicare (sic!) si sarebbe già attivata chiudendoti il sito e segnalandoti alla corte di controllo dela Costituzione per una tua eventuale incrimazione; non sto scherzando;

  4. Da far leggere alla Boldrini, Saviano, Fazio, Recchioni, Di Nocera ecc

  5. Non condivido interamente, ma apprezzo il coraggio e la furia iconoclasta.
    Forse toglierei il riferimento alle “mezze s…”

  6. Che poi non ci sarebbe bisogno di un inasprimento delle pene, sarebbe sufficiente eliminare le riduzioni di pena come il rito abbreviato e la riduzione di un terzo della pena a tutti per buona condotta.

    Ricordo Fazio che chiedeva a Travaglio in un intervista “Ma ti sembra possibile che nel 2000 ci siano ancora persone in carcere.” e nel mentre mi passavano per la testa certi fatti sempre del 2000 in Italia come: donne sfigurate dall’acido, bambini uccisi a colpi di pala nel tentativo di rapirli, bambini uccisi perchè sfuggivano a pedofili o anche ammazzati di botte in famiglia, ragazze bruciate vive dal fidanzatino, anziani uccisi durante repine in villa, ragazze stuprate a morte, insomma i fatti che sentiamo con una certa frequenza dai giornali e pensavo “Perchè Fazio parla del 2000 come un epoca in cui l’uomo si è affrancato dalla violenza ?”

    I casi sono mille e non ha senso elencarli tutti, ne ricordo solo uno recente legato ad uno stupro di gruppo punito con un corso per pizzaioli.

    Alla base delle idee delle anime belle c’è però un punto a loro favore, la nostra costituzione stabilisce che la pena deve essere rieducativa e secondo questo principio lo stesso ergastolo sarebbe da abolire, cosa che di fatto è già successa.

  7. Bell’articolo! C’è un libro che è paro paro ciò che hai scritto. Non giudicate sibito il titolo, perché è una frase detta da una femminista:
    FEMILIA – Abbiamo sufficienti riserve di sperma
    In seguito a un’escalation di “femminicidi”, in tutto il mondo nasce il movimento “SupraFem”, ovvero: “ribellione delle femmine che ne hanno abbastanza delle violenze dei maschi”.
    http://www.amazon.it/dp/B00JF6Q14O

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