SAMBA PER LE STRADE DI TOKYO

SAMBA PER LE STRADE DI TOKYO

Diversi anni fa facevo illustrazioni per i cartoni animati della Mondo Tv. Mi passavano i files video dei Dvd e li guardavo con attenzione per fare i disegni somiglianti. Cosa che qualche volta mi riusciva e qualche volta no. C’era una serie per bambini piuttosto tenera, Bubu chacha, ambientata tanto per cambiare a Tokyo, che parlava di un cane che si reincarnava in una macchinina elettrica per stare vicino al suo piccolo padrone. Un po’ come la madre di Dave Crabtree in “Mamma a quattro ruote”. In una di queste puntate, la sorella maggiore del moccioso si esaltava guardando in tv delle ballerine di samba seminude e piene di piume che sfilavano per la città.

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La cosa non aveva nessuna utilità apparente alla trama. Perché allora c’erano quelle scene? Scoprii tempo dopo che si trattava di una nota di realismo: ogni fine agosto a Tokyo si tiene un vero e proprio carnevale di samba come in Brasile. Ok, questa dovevo proprio vederla. E forse pure voi dovreste.

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Forse non tutti sanno che tra il Brasile e il Giappone ci sono alcuni forti legami culturali, tra cui l’amore per la samba, in particolare a Tokyo. Nel quartiere di Asakusa, noto ai più per aver dato i natali a Takeshi Kitano, si tiene dal 1981 il carnevale di Asakusa, dove una ventina di scuole di Samba si sfidano con in testa la loro “Rainha da Bateria”. Un po’ come a Rio, solo con le giapponesi. È in assoluto il festival più popolare a Tokyo, nonostante sia così diverso dagli altri amatissimi festival tradizionali in cui si va in giro con leggeri kimono estivi chiamati Yukata, e che esaltano la bellezza femminile giapponese e fanno sembrare gli uomini in vestaglia. Il momento topico è quando si guardano insieme i fuochi artificiali e si cerca di cuccare sfruttando l’atmosfera romantica. Nonostante la vestaglia.

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Ogni anno il carnevale attrae mezzo milione di visitatori e non delude le aspettative. Per vederlo tutto bisogna, però, trovare un buon posto e amare davvero il genere perché dura circa 6 ore. La parata comincia all’una, che non è proprio un orario fantastico perché a fine agosto rischi di beccarti una temperatura da forno a microonde e umidità vicina al 100%. In Giappone meglio andarci in primavera o autunno, anche se agosto, oltre che per questo e altri bellissimi Festival tradizionali, è il periodo migliore per salire sul monte Fuji e, solo per gli otaku, c’è il Comiket estivo.

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Tornando alle belle ballerine, queste abbronzatissime orientali non riescono a competere con i bombastici fisici delle brasiliane ma, come spesso accade quando si parla di giapponesi, colmano i gap con tecnica impeccabile, entusiasmo e fantasia senza freni.Tra l’altro mi sono sembrate decisamente più alte della media. Non mancano comunque occidentali e sudamericane nel cast. La sfilata parte da Umamichi-dori, abbastanza vicino alla fermata Asakusa della metropolitana Toei o Tobu e la stazione Tawaramachi della Tokyo Metro Ginza; passa nei pressi del tempio Sensoji dedicato a Kannon, ma meno stravagante rispetto a quello di Kawasaki e, dopo una curva a gomito, termina in Kaminarimon-dori.

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In rete ho trovato alcuni consigli su dove posizionarsi. Il posto migliore per assistere parrebbe essere proprio di fronte alla porta Kaminarimon, all’incrocio con Namiki Dori, tenendo alle spalle lo Sky Tree (la grande torre-antenna). È un posto molto ambito, sia perché potrete fare le foto con la parata con la porta rossa sullo sfondo, sia perché è una zona dove c’è più ombra. Per le foto più ravvicinate, suggeriscono invece di posizionarsi all’inizio o alla fine della Kaminarimon Dori, perché pare che qui avrete più possibilità di farvi un selfie (senza bacchetta che è proibita) con una fantastica regina del samba giapponese. Le ninja brasiliane invece non le ho ancora beccate, ma prima o poi…

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