SALVIAMO I VECCHI MERCATI DI GHISA E FERRO

SALVIAMO I VECCHI MERCATI DI GHISA E FERRO

Esistono ancora in tutto il mondo i mercati all’aperto con belle coperture di ghisa, ferro e vetro. Alcune ospitano gli stessi generi alimentari per cui sorsero. Si diffusero fra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento in Francia e in Inghilterra perché la rivoluzione industriale aveva reso possibile la produzione di lunghe sbarre di metallo che potevano essere rivettate o saldate. In seguito anche le altre nazioni europee, tra cui l’Italia, incominciarono a usare il ferro e la ghisa per costruire  stazioni ferroviarie, coperture per mercati all’aperto, gazebo, padiglioni per esposizioni e ruote panoramiche.

Inizialmente i nuovi materiali suscitarono grandi perplessità e una forte opposizione. Entrarono poi nell’uso comune, ma non produssero un nuovo gusto estetico. Oggi diverse di queste costruzioni avrebbero bisogno di un bel restauro. Molte sono state smantellate e fuse come ferro vecchio.

Per fortuna qualcuno li conserva, restaura o raccoglie. Nel video possiamo vedere il Museo della ghisa di Longiano, in provincia di Forlì-Cesena. È stato fondato da Domenico Neri, il quale ha raccolto i manufatti in ghisa prima che fossero fusi come ferri vecchi. La ghisa è una lega ferro-carbonio con tenore di carbonio piuttosto alto, cioè fra il 2 e il 7 per cento. L’acciaio ha un tenore di carbonio più basso. La ghisa fonde a poco più di mille gradi diventando molto fluida, per cui si può versare dentro uno stampo di cui prenderà la forma. In questo modo sono stati forgiati oggetti aggraziati e decorativi soprattutto in epoca Liberty.

Parigi: Halle aux blés (Mercato delle granaglie)

Parigi: il Mercato delle granaglie (Halle aux blés) nel 1838

Nel 1811, a Parigi, il cortile del mercato dove i contadini portavano  i cereali in città per venderli venne dotato di una cupola con archi verticali di ghisa ricoperti di rame stagnato. Precedentemente era coperto da una cupola in legno che aveva preso fuoco. L’uso dei nuovi materiali aveva lo scopo di evitare che si incendiasse di nuovo. Nel 1838 il rame stagnato fu sostituito da vetro. Verso la fine dell’ottocento l’edificio è stato rimaneggiato. Attualmente è la sede della Borsa.

Parigi: Les Halles (Mercato all’ingrosso)

Le Halles Baltard nel 1971 durante il loro smantellamento

Le Halles (Mercati generali) di Parigi era il mercato all’ingrosso di prodotti alimentari freschi. Si trovava in centro nel primo arrondissement.  Aveva una copertura che era stata fatta edificare nel medioevo dal re Filippo II di Francia. A metà dell’Ottocento furono costruiti i padiglioni di vetro e acciaio su progetto dell’architetto Victor Baltard. La foto sopra è del 1971, quando vennero smantellati. Ci furono diverse manifestazioni di protesta perché i parigini erano molto affezionati al loro vivace mercato e non volevano che le strutture fossero abbattute.

Francia, Nogent sur Marne, Pavillon Baltard

Uno dei padiglioni Baltard è stato rimontato a Nogent sur Marne, vicino a Parigi, e un altro a Yokoama, in Giappone. I mercati generali furono trasferiti a Rungis, nei sobborghi di Parigi.

Parigi: mercato di Saint Quentin

Parigi, mercato coperto di Saint Quentin (San Quintino)

A Parigi nei pressi della basilica del Sacré-Coeur c’è il mercato di Saint Quentin (San Quintino), che è ancora un mercato ortofrutticolo come quando venne costruito.

Ortaggi al mercato di Saint Quentin

Come spesso succede nei mercati rionali francesi la qualità della merce è eccelsa. È inoltre possibile venire a contatto con i parigini che frequentano le bancarelle scambiando quattro amabili chiacchiere. L’attuale copertura fu costruita a metà del diciannovesimo secolo. Il lunedì il mercato  è chiuso. È aperto dal martedì al sabato con orario continuato dalle 8 alle 20. Alla domenica è aperto dalle 8 alle 13,30. Si può anche fare colazione o consumare sul posto il cibo che si compra.

Londra: Covent Garden

Londra, Covent Garden

La copertura del mercato ortofrutticolo di Covent Garden (si chiama così perché in origine era il giardino di un convento) fu realizzata in ferro e ghisa nella prima metà dell’Ottocento. Consisteva in tre edifici paralleli circondati da un portico in stile neoclassico. Nel 1974 il mercato ortofrutticolo è stato spostato.

Covent Garden

Il Covent Garden ospita il più grande Apple store del mondo. Attualmente al suo interno ci sono ristoranti, negozi e si svolgono spettacoli e concerti.

Nagy Vásárcsarnok di Budapest (Central Market Hall)

Budapest, Mercato generale

Il Mercato centrale di Budapest, capitale dell’Ungheria, è un grande edificio di tre livelli di mattoni rosa con travature di ferro e ghisa. È molto luminoso perché ha grandi finestroni che lasciano entrare la luce. Venne terminato nel 1897, ma prese fuoco due settimane prima della inaugurazione. Così fu necessario lavorare ancora un anno per completarlo.

Frutta e verdura di stagione al mercato centrale di Budapest

Vende generi alimentari di ottima qualità. Esiste anche un reparto destinato ai contadini. Durante la Seconda guerra mondiale subì gravi danneggiamenti e venne frettolosamente riaperto. Nel 1991 era caduto in un tale stato di abbandono da essere diventato pericoloso. È stato chiuso fino al 1994 per un accurato restauro.

Spagna, Barcellona: la Boqueria

Spagna, La boqueria o mercato di San Josep

Il mercato della Boqueria è uno dei più antichi di Spagna e il più grande della Catalogna, con le sue trecento bancarelle. Si trova a metà della rambla, la strada principale. Era un mercato all’aperto fin dal 1600. Fu coperto una prima volta nella prima metà dell’Ottocento. L’attuale copertura risale all’inizio del Nocecento.

Nella Boqueria si possono trovare prodotti difficili da reperire in altri mercati. Si dice che alla Boqueria siano in vendita le migliori acciughe sotto sale del mondo. Oltre ai prodotti tipici spagnoli, ci sono anche quelli di altri paesi. È frequentato dai turisti per la qualità delle merci e per lo spettacolo offerto dal mercato stesso.

Firenze, Mercato centrale di San Lorenzo

Firenze, mercato centrale di San Lorenzo esterno

Il Mercato centrale di San Lorenzo di Firenze fu progettato durante il breve periodo in cui la città è stata capitale d’Italia. È un edificio di ghisa e ferro realizzato da Giuseppe Mengoni fra il 1870 e il 1874. L’architetto aveva realizzato anche la grande galleria Vittorio Emanuele II di Milano, che dal Duomo porta a piazza Scala.

Firenze, primo piano del mercato centrale di San Lorenzo

Tutto intorno all’edificio c’è un mercato all’aperto molto frequentato dai turisti. Espone prodotti artigianali tipici toscani, come borse, valigie e pellami. L’interno dell’edificio di due piani è tutto dedicato al cibo e ai prodotti toscani. Si può anche consumare i prodotti sul posto, nei ristoranti e nelle caffetterie.


Torino, Porta Palazzo: l’antico mercato coperto dell’orologio

Torino, Porta Palazzo, antica tettoia dell’orologio, 1916

L’edificio nella foto sopra è il mercato coperto di Porta Palazzo a Torino. Risale al 1916, quando andò a coprire il IV mercato alimentare. È detto tettoia dell’orologio. Ospita banchi di carne, salumi, formaggi e pane. Offre prodotti tipici non solo della cucina italiana, ma anche delle cucine delle comunità straniere presenti a Torino. L’edificio ha due ali laterali aperte: una ospita i prodotti della campagna e l’altra le stoviglie e i prodotti per la casa.

Torino, Porta Palazzo, tettoia dell’orologio

Da marzo 2017 i banchi all’interno della tettoia dell’orologio restano aperti nei giorni feriali fino alle 19. I negozianti sperano di attirare i clienti in modo che vadano a consumare il pranzo presso gli stand. Al sabato sono aperti dalle 7,30 alle 19,30. Domenica e lunedì il mercato è chiuso.

Porcini al mercato di Porta Palazzo

La tettoia dei contadini ospita i produttori delle merci messe in vendita. C’è la più ampia scelta e il rapporto qualità prezzo è molto buono. Alla fine del mercato i venditori lasciano sul posto quello che non vogliono riportare il giorno dopo sul banco. Molte persone passano a raccogliere tutto quello che è ancora commestibile, alcune volte per bisogno e altre per evitare lo spreco. Porta Palazzo è il mercato all’aperto più grande d’Europa. Al sabato arrivano anche bus dalla Francia per fare la spesa, in quel giorno il mercato arriva a ospitare 100 mila visitatori.

Ancona, il mercato delle Erbe

Ancona, Mercato delle Erbe

La struttura liberty nella foto risale a metà degli anni venti del novecento. Fu costruita dagli operai dei cantieri navali, i quali adoperarono il metallo di alcune navi dismesse. Il mercato è aperto fino alle 16 d’inverno e fino alle 17 d’estate. Esiste un progetto per la riqualificazione e il restauro del mercato.

Roma, mercato Nomentano di piazza Alessandria

Roma, mercato Nomentano di piazza Alessandria

Il mercato Nomentano, che si trova a Roma in piazza Alessandria, risale al 1926. La struttura è in muratura, ma ha delle belle porte in ferro ad ampi finestroni sempre in ferro per rischiarare l’interno. È frequentato dalle signore del quartiere, ma anche da attori, giornalisti e personaggi dello spettacolo.

Roma, mercato dell’Unità nel quartiere Prati in via Cola di Rienzo

Roma, mercato dell’Unità nel quartiere Prati in via cola di Rienzo. Strutture portanti

Il mercato dell’Unità fu costruito nel 1928 in stile neoclassico, usando cemento, ferro e vetro. Il portale monumentale si affaccia su via Cola di Rienzo. Ha una terrazza panoramica che veniva usata come patinoire. Agli angoli ci sono quattro torrette. C’era anche un’orchestrina che suonava sulla terrazza.

Roma, mercato dell’Unità in Via Cola di Rienzo, quartere Prati

Ha passato un periodo di grave crisi. Il mercato soffre per la concorrenza degli abusivi e dei grandi centri commerciali. Molti commercianti storici lo avevano abbandonato. Attualmente pare stia rinascendo. Alcuni commercianti sono ritornati a occupare gli spazi espositivi cercando di riportarlo agli antichi fasti.

Genova, mercato del Carmine

Genova, mercato del Carmine

Nel 2013 in piazza del Carmine a Genova è stata costruita questa bella struttura in ferro e ghisa per ospitare un mercato rionale di prodotti di eccellenza. L’affitto degli stand era piuttosto elevato. Il quartiere è popolare e non ha mai sentito come proprio un mercato che vendeva prodotti molto cari.

Genova, mercato del Carmine

I genovesi del quartiere vanno a fare la spesa da altre parti. Si parla di chiudere il mercato a fine anno. il mercato del Carmine non era mai diventato luogo di aggregazione. Non riusciva ad attirare gente da altre zone di Genova anche perché non è dotato di parcheggio.

Lorraine Lorena ha raccolto il materiale fotografico dei mercati romani e ha partecipato alla elaborazione dell’articolo⟩

 

 

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