RITORNA IL CYBERPUNK CON “DEUS EX: MANKIND DIVIDED”

RITORNA IL CYBERPUNK CON “DEUS EX: MANKIND DIVIDED”

Io sono Adam Jensen. Due anni fa – nel 2027 – mentre ricoprivo l’incarico di responsabile per la sicurezza delle industrie Sarif, sono stato ucciso da un commando paramilitare che ha fatto irruzione nei laboratori dell’azienda. Ma mi hanno ricostruito.

La Sarif è l’azienda leader mondiale nel campo dei ciber-potenziamenti per persone menomate, e mi ha usato da prototipo per le loro più avanzate tecnologie. Grazie alle nuove capacità di cui dispongo in virtù dei potenziamenti che mi sono stati applicati, mi sono messo sulle tracce del commando e dei suoi mandanti.

E questi non sono un’azienda concorrente, ma nientemeno che gli Illuminati: una setta supersegreta di potentissimi, a livello mondiale, che considera i potenziamenti cibernetici pericolosi per il controllo globale.

Gli Illuminati riescono a sviluppare un segnale che provoca nella maggior parte dei potenziati crisi di panico e follia omicida. Sono riuscito a interrompere il segnale, ma lo scoppio della follia dei potenziati ha scatenato il panico sul pianeta. Io stesso sono rimasto in coma per parecchio tempo. E ho scoperto che, nel frattempo, mi hanno ricostruito una seconda volta dandomi nuove e ulteriori capacità.

Ora – nel 2029 – mi trovo a Praga, formalmente membro di una squadra dell’Interpol, creata per prevenire e contenere la minaccia costituita dai potenziati. Appena arrivato a Praga sono stato coinvolto in una tremenda esplosione che ha completamente distrutto la stazione di Ruzicka, e che viene addebitata all’Augmented Rights Coalition, l’associazione dei potenziati che gestisce il rifugio/ghetto Golem alla periferia di Praga. In città si respira un’aria da coprifuoco: la polizia, schierata con equipaggiamento antisommossa in ogni angolo di ogni strada, è pronta a bloccare e incarcerare qualsiasi potenziato che possa costituire un rischio.

Seguo scrupolosamente le indicazioni del capo della squadra, Jim Miller, che spinge per incriminare i potenziati alla guida dell’ARC come mandanti dell’attentato, ma in realtà sono anche in contatto con il Collettivo Juggernaut che è convinto, invece, che l’attentato e le misure restrittive messe in campo contro i potenziati non siano altro che parti della strategia di controllo globale degli Illuminati.

Io sono Adam Jensen. Io sono te, giocatore, che davanti al tuo PC/PS4/Xbox One devi non solo guidarmi alla soluzione del mistero, ma anche scegliere per me chi vivrà e chi morirà, se il mondo del futuro sarà un luogo accogliente ed imperfetto per tutti, potenziati compresi, o se la strategia degli Illuminati avrà successo e l’ordine globale sarà garantito ai danni degli avanzamenti possibili per l’essere umano.

Il gioco è Deus Ex: Mankind Divided, sviluppato da Eidos Montreal per Square Enix e pubblicato alla fine di agosto.

È il seguito di Human Revolution (pubblicato nel 2011), e parte della serie Deus Ex ideata da Warren Spector, mitico protagonista del mondo videoludico nel cui “palmarès” può vantare titoli del calibro di Wing Commander, Ultima, System Shock, Thief, Disney Epic Mickey.

Deus Ex, nel suo intrigante mix tra cyberpunk e cospirazionismo alla Robert Anton Wilson, discende proprio da quello storico System Shock di cui si vocifera che, al terzo episodio, sia al lavoro proprio Spector.

Il gioco, dal punto di vista del gameplay è un “first person shooter” – uno “sparatutto in prima persona” – anche se in realtà l’impostazione non obbligatoria ma tendenzialmente preferita è quella “stealth”, con la componente “ruolistica” affidata ai potenziamenti che possiamo far sviluppare ad Adam.

Oltre ad affrontare nemici armati, dovremo anche essere “persuasivi” nei dialoghi con personaggi chiave nella trama, e imparare ad hackerare terminali e serrature a combinazione.

Quello dell’hackeraggio diventa inoltre un gioco nel gioco. Introdotto nella storia da sessioni in cui dobbiamo estrarre furtivamente dati da un mainframe, ecco infatti la modalità Breach che ci mette nei panni di un hacker, il quale entra in nodi progressivamente più protetti (da firewall e da programmi guardiani) per scaricare e diffondere i dati relativi alla cospirazione internazionale. Per farlo ci si proietta all’interno del nodo sotto forma di un avatar che legge l’ambiente elettronico circostante, per esempio stanze dotate di protezioni, e con guardie armate che cercano d’individuarlo e distruggerlo.

Questa modalità, che ricorda un po’ le missioni VR del vecchio Metal Gear Solid e un po’ i “cowboy della consolle” di gibsoniana memoria, oltre ad impegnare il giocatore per altro tempo-gioco supplementare alla storia canonica, permette di confrontarsi con i risultati e i tempi degli altri giocatori.

Deus Ex: Mankind Divided, come gli altri giochi della serie Deus Ex, non è facile da completare, sia per la presenza di svariate missioni secondarie che prevedono l’esplorazione intensa del vasto ambiente che abbiamo a disposizione, sia per la necessità di “sintonizzarsi” sul mood del gioco stesso, seguendo le discussioni, leggendo le mail, evitando di skippare informazioni che in diversi casi non costituiscono solo “tappezzeria narrativa” ma che invece si rivelano fondamentali per il completamento delle missioni.

Non è quindi un gioco “immediato” ma, se si riesce ad entrare nel suo mondo, non si può non rimanerne affascinati per la ricchezza di coerenti dettagli, sia grafici sia narrativi, e rapiti da una storia che continua a fare la felicità di chi è stato – e magari lo è ancora – un fan del cyberpunk.

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