LE REGINE SFRONTATE DELLO STRIPTEASE

LE REGINE SFRONTATE DELLO STRIPTEASE

Il 28 dicembre del 1969 chiuse il Folly theatre di Kansas City, uno degli ultimi templi dello spogliarello. Calava il sipario sul locale che più di ogni altro era diventato il simbolo delle notti proibite nella città più popolosa del Missouri. Da lì erano passate tutte le migliori: da Gipsy Ann Lee a Tempest Storm a Blaze Starr. Era la fine di un’epoca. Lo striptease stava morendo, ucciso dalla liberazione sessuale successiva alla summer of love e dalla nascente industria dei film porno.

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Ma c’era stato un tempo in cui ogni grande città degli Stati Uniti aveva almeno due o tre locali di burlesque. Negli anni cinquanta non c’erano molte forme di intrattenimento a prezzi accessibili per la gente della classe operaia, così molti maschi andavano a vedere lo striptease. Si trattava di uno spettacolo incredibilmente elegante con stoffe bianche su tutti i tavoli e meravigliose orchestre di ottoni, con i migliori musicisti della zona. C’erano comici esilaranti e canti da togliere il fiato, soprattutto c’erano le ragazze. Sui palcoscenici del burlesque sfilavano le ballerine più desiderate, donne capaci di far sognare milioni di uomini indifesi davanti alla loro bellezza esibita sfrontatamente.
Ricordiamo alcune di queste stelle.

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GIPSY ROSE LEE (1911-1970)

Molti non sapevano spiegare perché lei, tra tutte le belle ragazze che si toglievano i vestiti su un palco, fosse diventata la numero uno. Non era una cantante di talento né una ballerina eccezionale, non era nemmeno particolarmente bella. Nemmeno il suo spettacolo era speciale. “Per anni è stato imperniato sulla lentezza dei movimenti e su una canzone piena di doppi sensi”, scrive nel 1942 la prestigiosa rivista Life. 

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Divenne la numero uno per via del suo sofisticato umorismo sul palco e per le sue battute disinvolte. Non a caso Rose Lee era nota come “spogliarellista intellettuale”. Le piaceva stupire i giornalisti affermando che leggeva Marx e Proust. 

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Pubblicò articoli sul sofisticato The New Yorker, diede alle stampe due libri e scrisse un’opera teatrale che fu portata in scena a Broadway. Ebbe un figlio dal grande regista Otto Preminger, che chiamò Erik, mentre era sposata con William Alexander Kirkland. Erik crebbe sui palchi frequentati dalla madre osservandola ogni sera diventare l’oggetto del desiderio di centinaia di uomini. Il suo compito era quello di seguirla raccogliendo le spille che cadevano dai suoi vestiti mentre lei si spogliava.

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La sua storia è stata immortalata nel film La donna che inventò lo striptease con Natalie Wood, fu un grande successo nel 1962.

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È ancora affascinante nel 1966, all’età di 55 anni, quando fa una comparsata nel 67simo telefilm di Batman, “The Sandman Cometh”, interpretando una giornalista che intervista Catwoman.

LILI ST. CYR (1918-1999)

Verso la fine del film cult The Rocky Horror Picture Show il travestito Frank-N-Furter sguazzando in piscina canta una canzone che è un po’ il riassunto di tutto il film: “Dont dream it, be it!”. Questa canzone termina con un verso che sarà risultato oscuro alla maggioranza degli spettatori italiani: “God bless Lili St. Cyr”.

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“Era una delle donne più belle del mondo e, di conseguenza, la ragazza dei sogni per qualunque transessuale”, dirà Richard Timothy Smith, l’autore di Rocky horror, cresciuto in Nuova Zelanda negli anni cinquanta, patito di rock ‘n’ roll, B-movies, fumetti e riviste erotiche kitch. Queste riviste si chiamavano: Glamourous models, Frou Frou, Exposed, Point…  e spesso sulle copertine c’era Lili St. Cyr. Una delle spogliarelliste più famose della storia.

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Con i suoi capelli biondi, le gambe lunghe e il corpo sexy, Lili St. Cyr era nata per essere una star. Alta 175 cm e dotata di straordinarie misure (91-61-91) rapiva gli occhi di tutti, quando saliva sul palcoscenico.

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Il suo spettacolo era cosi sensuale che numerose attrici di Hollywood andavano spesso a vederla per studiarne le mosse, che poi riproponevano nei vari ruoli cinematografici. Quell’omaggio era una specie di ringraziamento per essere stata un icona di libertà. Libertà sessuale innanzitutto. Bisessuale e spudoratamente ninfomane, Lili si sposò sei volte. Chi la conosceva diceva che andava a letto con tutti quelli che incontrava. Ammise di aver fatto dieci aborti quando questa era una pratica illegale.

DIXIE EVANS (1926-2013)

Bionda, con due sensuali labbra rosse e un corpo tutto curve, Dixie Evans, ballerina esotica di Long Beach, assomigliava alla sua coetanea Norma Jean Baker, meglio nota come Marilyn Monroe. Fu al Minsky Theatre di Newark, nel New Jersey, un locale che era diventato negli anni sinonimo di striptease, che Harold Minsky nel 1952 presentò Dixie Evans per la prima volta come “la Marilyn Monroe del Burlesque”.

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Negli anni successivi, Dixie realizzò spettacoli costruiti attorno a scene dei film della Monroe: Gli uomini preferiscono le bionde, Fermata d’autobus e Il principe e la ballerina, nonché il suo famoso servizio pubblicato da Playboy nel dicembre del 1953. Nel 1955, al culmine della fama, Dixie riuscì a concepire addirittura uno spettacolo basato sul recente divorzio di Marilyn da Joe di Maggio, l’idolo del baseball. 

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Nel 1956, l’avvocato di Marilyn, Irving Stein, scrisse a Dixie una lettera che minacciava di farle causa perché la crescente popolarità del suo spettacolo stava danneggiando la reputazione della famosa attrice. Tutto si risolse in una bolla di sapone e il suo legame con Marilyn diventò ancora più forte, tanto che finirono per diventare amiche.

Il suicidio di Marilyn nel 1962 devastò Dixie personalmente e professionalmente. Smise di lavorare, entrò in un lungo periodo di depressione e iniziò a bere. “Quando è morta, ho sentito morire anche la mia stessa carriera”. 

VIRGINIA BELL (1934-2010)

“Quando ho visto per la prima volta la foto di Virginia, non credevo ai miei occhi: pensavo che le immagini fossero false. Ma quando è arrivata e ha scoperto quello che aveva sul davanti sapevo di essere incappato in qualcosa di veramente speciale”, ricorda un impresario dell’epoca. È quasi impossibile parlare di Virginia Bell senza parlare del suo incredibile seno.

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Le sue misure sono stupefacenti: 122-61-91 cm per un altezza di 157 cm e un peso di 55 kg. La sua prima copertina di una rivista fu su Night and day del settembre 1956. Immediatamente, la rivista fu invasa da lettere che chiedevano altre foto della Bell. Di li a poco tutte le pubblicazioni del genere si misero a pubblicare foto della Bell.

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Ci fu una rivista che si legò in maniera particolare alla Bell: Fling. Arv Miller, l’editore, ricorda: “Navigavamo in brutte acque, avevamo già preso in considerazione l’ipotesi di chiudere le pubblicazioni. Quando Virginia fece il suo debutto sul numero di ottobre del 1958 le vendite cominciarono ad aumentare vertiginosamente”.

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La Bell riapparve sei numeri dopo e presto venne definita la Fling girl definitiva, il modello al quale tutte le altre modelle avrebbero dovuto uniformarsi. La rivista inserì una rubrica dedicata ai seni più grandi e più belli. La copertina migliore è però considerata quella della rivista Sir Knight del numero di maggio del 1959, dove la Bell è ritratta in tutta la sua magnificenza dall’uomo che amava le donne (dalle tette grosse): il grande Russ Meyer, qui nel ruolo di fotografo.

BLAZE STARR (1932-2015)

Blaze Starr è stata per anni una delle regine dello striptease, ispirando con la sua quarta piena, i lunghi capelli rossi e il corpo mozzafiato un film di Hollywood (Scandalo Blaze del 1989) e migliaia di orgasmi. Dimostrò anche di essere molto creativa inventando un numero dove alla fine dello spogliarello il divano dove stava sdraiata prendeva fuoco.

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Stava rappresentando proprio questo numero allo Sho-Bar di New Orleans anche una sera del 1958, quando venne a vederla Earl Kemp Long, il 62enne governatore della Louisiana. Nessun uomo poteva resistere al fascino delle incredibili curve di quella splendida venticinquenne, nemmeno il governatore lo fece e cercò subito di avere un incontro galante con lei. Blaze in un primo tempo lo respinse, ma poi si innamorò sinceramente di lui, nonostante la grande differenza d’età. La notte che Rose decise di concedersi lui era troppo eccitato e non riuscì a combinare nulla. Si rifecero con gli interessi il mattino dopo.

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Poiché Long era sposato e come governatore era molto in vista, scoppiò un violento scandalo per questa relazione. Il governatore, invece di vedere la spogliarellista in segreto, si faceva accompagnare dall’amante dappertutto.

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Long aveva molti nemici per il suo impegno contro la segregazione dei neri che ancora esisteva negli Stati del Sud e alla fine gli avversari politici, approfittando delle sue intemperanze, riuscirono a farlo rinchiudere in un ospedale psichiatrico. 
I sostenitori però lo tirarono fuori e lo aiutarono a ributtarsi nella lotta politica. Morì di li a poco di infarto, continuando fino all’ultimo a frequentare Blaze.

CANDY BARR (1935-2005)

Due occhi da cerbiatta e un viso d’angelo su un corpo che prometteva sensazioni forti. In tutto il Texas non si era mai vista una donna così. E che fosse texana al 100% Juanita Dale Slusher (cosi si chiamava prima di diventare nota con lo pseudonimo di Candy Barr) ci teneva a metterlo in mostra ogni volta che poteva. Il suo numero più applaudito prevedeva l’ingresso in scena vestita solo di un cappello e stivali texani, hot pant e pistole.

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E le pistole sapeva usarle davvero. Come in quella sera del 1956 in cui sparò al marito che, rientrato a casa ubriaco, la stava minacciando. Lo centrò dritto allo stomaco e lo spedì in rianimazione. Volevano incriminarla per tentato omicidio, ma se la cavò perché il giudice aveva un debole per lei.

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Non le andò altrettanto bene l’anno successivo, quando, arrestata per possesso di marjuana, dovette farsi tre anni nel carcere di Huntsville. Passò quel brutto periodo a scrivere poesie che pubblicò nel libro A Gentle Mind – Confused, una raccolta di 56 liriche nello stile di Emily Dickinson che rivela un profondo monologo interiore e una abilità di scrittura non comune in una donna che aveva lasciato la scuola a tredici anni.

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Nel 1963 venne coinvolta persino nell’assassinio del presidente John Kennedy. A Dallas era cresciuta assieme a Jack Ruby, un piccolo delinquente dedito al bagarinaggio e al gioco d’azzardo che poi uccise Lee Oswald, l’assassino del presidente. Ruby gestiva il Carousel Club, un locale di proprietà della sorella Eve dove si tenevano spettacoli di striptease di Candy. Pare che Juanita fosse a conoscenza del fatto che Ruby e Oswald si conoscessero già prima dell’omicidio del presidente. La commissione Warren, istituita dal parlamento americano, comunque non riuscì a fare chiarezza su questo misterioso particolare.

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