QUAL È LA VOSTRA VILLA IDEALE?

QUAL È LA VOSTRA VILLA IDEALE?

La villa unifamiliare in mezzo al verde, con un piccolo giardino o l’orto annesso, è il tipo di abitazione che meglio corrisponde ai desideri di chi vuole una casa. Le qualità che deve avere sono la riservatezza, l’aria sana, la possibilità di crescere i figli in un ambiente sicuro e il poter ricevere gli amici.

Gli antichi romani avevano due tipi di villa: quella urbana facilmente raggiungibile dalla città e la villa rustica più lontana dal centro abitato, la quale univa alla parte padronale una parte produttiva, agricola. Questi che vediamo sotto sono i resti della villa di Adriano a Tivoli: luogo di delizie, di conversari e di feste. L’imperatore la fece costruire nel secondo secolo dopo Cristo.

La villa Adriana di Tivoli

Nel periodo delle invasioni barbariche e del medioevo le ville romane subirono spogliazioni, incendi e devastazioni. Alcune furono fortificate e divennero castelli o monasteri (come Montecassino), ma per la maggior parte diventarono cave per l’estrazione di materiali usati per altre costruzioni.

 

La casa del Petrarca ad Arquà sui colli Euganei

Qui sopra la villa di Arquà che Petrarca ebbe in dono nel 1369 dal signore di Padova, Francesco I da Carrara. La loggetta in stile rinascimentale è successiva alla morte del poeta. Petrarca, da umanista qual era, intendeva rinverdire la consuetudine romana della vita nella villa in campagna.

Villa Medici a Poggio di Caiano nella provincia di Prato

Lorenzo il Magnifico si fece costruire questa villa in posizione dominante da Giuliano di Sangallo a partire dal 1480. Gli spazi esterni e interni collegati dal loggiato, la simmetria della disposizione degli ambienti, il frontone da tempio dorico, la volta a botte mostrano chiaramente quanto avesse influito su questa costruzione la lettura dei testi classici che in quegli anni si andavano riscoprendo.

Villa Barbaro a Maser (Treviso) di Palladio

Siamo nel 1554. Cristoforo Colombo ha scoperto l’America più di mezzo secolo prima e i veneziani sanno che presto il loro predominio sul mar Mediterraneo è destinato a contare di meno: i commerci, sia per l’India sia per l’America, si stanno spostando verso l’Atlantico. Così i nobili veneziani decidono di dedicarsi all’entroterra, di acquistare terre e di farle coltivare per trarne un guadagno. Occorrono nuove ville di campagna. Daniele Barbaro e suo fratello Marcantonio trovano un giovane scalpellino, Palladio, cui l’umanista Giangiorgio Trissino aveva fatto conoscere ciò che si stava costruendo a Roma. Daniele Barbaro sta traducendo il trattato sull’architettura di Vitruvio e si serve di Palladio per farla rinascere concretamente. La lezione vitruviana, cioè dell’architettura romana, non va perduta. Ecco la villa Barbaro, la villa perfetta, che unisce la parte centrale padronale alle due barchesse, cioè alle due lunghe ali dedicate al lavoro della campagna. Ci vivono i contadini. La costruzione è piena di grazia, di equilibro e, nello stesso tempo, comoda e agevole. Nel 1996 è stata inserita nel patrimonio dell’Unesco.

Nel seicento, tutti i re e le regine di Europa vollero avere la loro casa in campagna come gli antichi romani e come avevano i nobili italiani, loro contemporanei.

Reggia di Venaria reale

Nel 1658 i Savoia completarono la reggia della Venaria reale che, a pochi chilometri da Torino, era usata per la caccia oltre che per gli affari di Stato.

L’orangerie della reggia di Versailles

Nel 1682, Luigi XIV trasferì la corte da Parigi a Versailles, a 20 chilometri dalla capitale. La nuova reggia era anche un centro di produzione agricola e di sperimentazione di nuove varietà. Da qui è venuta l’introduzione della patata nell’agricoltura europea.

Castello di Schonbrunn a Vienna

Il castello di Schonbrunn si trova a Vienna. Quando fu costruito era circondato dalla campagna: ora la città lo ha raggiunto. Fu terminato nel 1700 e poco dopo rimaneggiato da Maria Teresa d’Austria in stile rococò francese.

Mentre i contadini, che costituivano la stragrande maggioranza della popolazione, vivevano nelle cascine piemontesi o lombarde, nei casoni del Veneto o dell’Emilia e nelle masserie al sud, gli ancora pochi operai e artigiani abitavano in città o negli spazi loro riservati nelle cascine. Con la prima industrializzazione molti contadini si recarono in città, soprattutto in Inghilterra, Germania e Francia. Le città divennero congestionate e invivibili.

Verso la fine dell’Ottocento anche i borghesi che vivevano in città aspiravano a possedere una casa in mezzo al verde e, ben presto, tale desiderio si diffuse pure fra tutti gli ex contadini andati in città a lavorare come operai.

Villaggio Leumann

Dal 1875 al 1907 a Collegno, prima cintura di Torino, un industriale tessile, lo svizzero Leumann, fece costruire un villaggio-giardino per i suoi dipendenti dall’architetto liberty Pietro Fenoglio. Il villaggio è stato restaurato ed è tuttora abitato.

Nel 1898 esce il libro sulle città utopiche di Ebenezer Howard, dove si teorizza la costruzione di città giardino immerse nel verde con un grande parco centrale e i collegamenti ferroviari tutto intorno.

Letchworth, la prima città giardino

La prima città giardino sorse a 50 km da Londra, a Letchworth, nel 1903.

Quartiere Crocetta, Casa Fenoglio La Fleur

Sempre nel 1903 si iniziò a costruire, in una zona centrale di Torino, un quartiere alto borghese chiamato “Crocetta”.

Casina delle civette

La casina delle civette era in origine uno chalet svizzero all’interno di villa Torlonia. Tra il 1910 e il 1925, un gruppo di artisti liberty modificarono lo chalet e lo trasformarono in casina delle civette, sede ora del museo della vetrata artistica. Vi abitava il principe Torlonia che aveva lasciato la sua casa alla famiglia Mussolini.

Roma quartiere Coppedè

Nel 1919 si costruì a Roma il quartiere Coppedè destinato all’alta borghesia.

Tranne il villaggio Leumann, questi erano tutti quartieri per i benestanti.

Villa Savoye a Poissy di Le Corbusier

Sopra la villa razionalista Savoye a Poissy di Le Corbusier, costruita tra il 1928 e il 1931.

Nel 1923, in “Verso un’architettura”, Le Corbusier enuncia la sua teoria: nel costruire, l’architetto deve occuparsi dei bisogni degli utenti e deve farlo nel modo più standardizzato possibile in modo da economizzare. Ciò renderà possibile fornire edifici di qualità estetica anche alle masse.

Le Corbusier teorizza il sistema di costruzione che oggi è usato sia per le ville sia per le case. Non più muri portanti, ma plinti di fondazione in cemento armato su cui poggiano i pilastri che sostengono le solette. Questo rende possibile fare le tamponature (cioè i muri) dove si desidera, senza doversi preoccupare che la struttura regga. Si possono creare diverse unità abitative partendo da uno stesso scheletro. Con il cemento armato è inoltre possibile creare tetti che siano anche giardini, poiché la copertura è più resistente al peso della terra. È anche possibile giocare con i pieni e i vuoti delle facciate e costruire delle finestre a nastro, molto estese e lunghe che fanno entrare in casa molta luce.

Cemento armato

Il cemento armato è un materiale da costruzione che usavano già occasionalmente i romani: dentro una forma che può essere fatta di legno o di metallo, al cui interno ci sono dei tondini di ferro agganciati con la struttura, si versa una miscela di cemento, sabbia, ghiaia e aggregati che aderirà al ferro. Dopo 20 giorni si tolgono i casseri e le tavole. In questo modo si crea una struttura portante che sostiene tutta la costruzione. Il cemento armato è anche molto meno costoso dei mattoni pieni o della pietra che si usava precedentemente.

Villette a schiera

Per ottimizzare i costi, sono state prodotte dopo la Seconda guerra mondiale le cosiddette ville a schiera, cioè delle costruzioni in cui le abitazioni si ripetono uguali.

Alcuni le giudicano un po’ angoscianti nella loro ripetitività e preferiscono le villette personalizzate.

Alcamo, villetta unifamiliare

Questa villa di Alcamo si ispira a Villa Savoye a Poissy di Le Courbusier

Treviso Sud, villa rivestita di mattoni pieni

Treviso Sud, villa rivestita di mattoni pieni. È un restauro o una rielaborazione di un’ala di una cascina.

Forte dei Marmi, villa

Una villa eclettica: le ali simmetriche fanno pensare alla classicità con le loro colonnine, ma la parte centrale è un po’ sottotono.

Villa unifamiliare a Conegliano veneto in stile Liberty

Questo è un bel restauro di una villetta Liberty.

Villa di campagna ad Albisola superiore

In Liguria parecchie case hanno il tetto di lavagna o di terracotta. Questa villa lo ha di marsigliesi di terracotta. È un cubo. In Liguria la facciata veniva decorata con affreschi.

Oggi il mercato è molto favorevole all’acquisto degli immobili perché i prezzi sono crollati in seguito alla crisi. Dovendo comprare, conviene rivolgersi all’ente aste giudiziarie. Gli immobili sono stati valutati e il tribunale garantisce a quanto, non ci sono sgradevoli sorprese sempre possibili in trattativa privata.

A questo link potete fare la vostra ricerca sul sito delle aste giudiziarie: https://www.astegiudiziarie.it/


(L.L. ha collaborato alla ricerca di materiale e alla elaborazione del testo)

 


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