DIPENDENTE PUBBLICO O PRIVATO: COSA CAMBIA PER I FINANZIAMENTI

Dipendente pubblico o privato: cosa cambia per i finanziamenti

Una differenziazione che esiste da sempre all’interno del mercato e che non rappresenta una novità: ci riferiamo alla necessità da parte delle società che erogano i finanziamenti (banche o soggetti privati) di avere maggiori garanzie. E in Italia, come è noto, le garanzie più forti sono sempre considerate quelle del settore pubblico.

Chi ha un posto fisso nella Pubblica Amministrazione, per dirla in altri termini, viene considerato “blindato” e quindi contratti di questo tipo prevedono garanzie di gran lunga maggiori rispetto a chi lavora con contratto per una realtà privata. Tutto ciò fa si che, sul mercato, i soggetti che erogano i finanziamenti si contandono i lavoratori privati predisponendo per loro particolari condizioni, ovviamente più favorevoli.

Qualche esempio? Per i lavoratori del comparto pubblico esistono prodotti particolari che hanno la caratteristica di poter essere richiesti anche da chi è segnalato in Crif (elenco dei cattivi pagatori) o da chi abbia subìto un protesto. Tutte facilitazioni che sono ben lontane dall’essere a portata di mano per i dipendenti privati.

Pensiamo a quanto accade con i prestiti Inpdap: si tratta di finanziamenti rivolti esclusivamente a dipendenti pubblici o ex dipendenti pubblici (quindi pensionati) con formule particolari. Nel 2012 l’ente è stato soppresso e accorpato all’Inps, tuttavia, come si può leggere su questo sito dedicato ai prestiti ex Inpdap, l’essenza dello strumento non è cambiata. I prestiti per ex dipendenti pubblici Inpdap sono sostanzialmente di tre tipologie: piccoli prestiti Inpdap, prestiti pluriennali, prestiti pluriennali garantiti Inpdap.

La sostanza di base non muta. Se si è dipendenti del pubblico impiego è possibile avere un canale preferenziale per richiedere finanziamenti, facendo domanda di credito all’Inps Inpdap.
In linea generale, il settore dei finanziamenti sta tornando a crescere, segno che gli istituti di riferimento stanno aprendo nuovamente i rubinetti del credito. Nel 2018 si è registrata una crescita del 2,2% di prestiti a famiglie e imprese. Mentre nel primo trimestre del 2019 si è assistito ad una crescita del 12% delle richieste di finanziamento da parte delle famiglie italiane, con il mese di marzo indicato come quello con il numero di richieste più alto in assoluto degli ultimi 7 anni.

A soffiare su questa nuova primavera dei prestiti è il gradimento degli italiani per prodotti innovativi: come nel caso del cosiddetto P2P, prestito tra privati, che ha visto una crescita del 23,5% nel 2018 rispetto al precedente anno.
Stessa cosa dicasi per le piattaforme nate appositamente per richiedere prestiti online con pochi clic, stando comodamente seduti davanti al proprio computer. Segno evidente che i consumatori italiani, anche per la scelta di strumenti tradizionali quali i finanziamenti, si lasciano sempre più tentare dalla rete e da tecnologie di ultima generazione.

 

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