MODESTA PROPOSTA PER IL PROSSIMO CAMPIONATO

MODESTA PROPOSTA PER IL PROSSIMO CAMPIONATO

In un momento come questo, con il Covid-19 che sta mettendo a rischio tante vite umane, l’argomento calcistico potrà apparire futile, se non di cattivo gusto. Però, sappiamo bene che il calcio e lo sport in generale muovono interessi economici tutt’altro che irrilevanti, con ricadute anche sull’esistenza delle persone. Senza contare l’aspetto emotivo (in parole povere: l’astinenza da tifoso). Insomma, pur consapevole dell’attuale, delicata situazione mondiale, l’appassionato non può evitare di farsi tutta una serie di domande sul futuro delle competizioni sportive: a cominciare, nello specifico, dalla questione riguardante lo svolgimento dei prossimi campionati di calcio. Per restare al nostro paese, da ciò che è emerso negli ultimi giorni, sembra che gli organi preposti (Uefa, Figc eccetera) siano intenzionati a riprendere l’attività calcistica, interrotta per l’emergenza sanitaria, appena questa sarà meno stringente. Secondo alcune previsioni, verso la fine di aprile. Se consideriamo che ci vorranno una quindicina di giorni per la preparazione dei calciatori dopo la sosta forzata, i campionati ricominceranno non prima della metà di maggio. Per quel che riguarda la serie A (ma il discorso vale anche per molti campionati esteri), andranno disputate le rimanenti dodici giornate. Ipotizzando un paio di turni infrasettimanali, saranno necessari almeno due mesi per concludere il campionato, che dovrebbe terminare nelle prime due settimane di luglio: con tutto quello che comporta giocare partite decisive in un periodo con temperature presumibilmente elevate, ma questo è un altro discorso.

Facendo un rapido calcolo approssimativo, tra le vacanze degli atleti, i ritiri, la preparazione, eccetera, il prossimo campionato di calcio con ogni probabilità non potrà partire prima della fine di settembre. Quindi, a meno di voler comprimere le 38 giornate attraverso un buon numero di turni infrasettimanali (cosa oggettivamente impossibile per via delle coppe europee) la serie A 2020/2021 finirebbe un mese dopo il periodo consueto, vale a dire metà giugno. Che significherebbe posticipare nuovamente l’Europeo per nazioni, già rinviato di un anno.

Dunque, se non si prende l’iniziativa di ridurre il numero di squadre partecipanti alla massima serie da 20 a 18, cosa che in così poco tempo creerebbe non pochi problemi con le società (e alla fine i turni passerebbero da 38 a 34, non cambierebbe molto), una soluzione sarebbe quella di disputare il prossimo campionato dividendo le squadre in due gironi da 10, così che le giornate complessive diventerebbero 18. Questo permetterebbe di avere la consueta pausa invernale, di dare modo alle nazionali di preparare l’Europeo con la necessaria tranquillità e di rendere meno stressante la stagione post-emergenza (che potrebbe comunque lasciare degli strascichi fisici ed emotivi). L’assegnazione dello scudetto avverrebbe attraverso semifinali e finale tra le prime 2 dei gironi o con una finale tra le capolista. Mentre retrocederebbero le squadre arrivate ultime e la perdente dello spareggio tra le penultime. In questo modo, giocando un numero decisamente inferiore di partite si avrebbero calciatori meno provati, un ridotto numero di infortuni e, di conseguenza, match forse più interessanti (dal punto di vista tecnico e agonistico) sino alle ultime giornate.
Nonché un finale più avvincente.

 

 

1 commento

  1. Oppure aboliamo il calcio del tutto, che tanto ormai è solo una pagliacciata.

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