PAUL KIRCHNER, UN OMICIDIO LISERGICO

PAUL KIRCHNER, UN OMICIDIO LISERGICO

Alcuni fumetti danno immediatamente la sensazione di trovarci di fronte a un capolavoro, “Murder by remote control” di Janwillem Van de Wetering e Paul Kirchner è uno di questi.

La storia di questa opera spiazzante, pubblicata per la prima volta nel 1986, dimostra come fosse troppo in anticipo sui tempi per essere apprezzata come meritava. Paul Kirchner, fumettista, autore del western surrealista “Dope rider” e di “The Bus”, conosce nel 1981, nello Stato del Maine, l’olandese Janwillem Van de Wetering, scrittore di romanzi polizieschi e appassionato di filosofia zen.

PAUL KIRCHNER, UN OMICIDIO LISERGICO

In seguito Kirchner inviò a Van de Wetering copie dei fumetti che aveva realizzato per le riviste Heavy Metal e High Times, che colpirono molto lo scrittore olandese. Tanto che gli scrisse: “Che ne dici di ideare una storia, di creare delle immagini, di scrutare le menti dei personaggi, di unirci al flusso senza tempo e di inventare un libro?”. Van de Wetering voleva fare una storia poliziesca nello stile surreale di Dope Rider, ma ambientata nel Maine. Quello Stato a nord-est degli Usa nel quale era andato ad abitare lo aveva sempre affascinato, con il suo insolito mix di ricchi pensionati, artisti poveri, esponenti della controcultura, agricoltori sballati e pescatori di aragoste che vivevano fianco a fianco.
PAUL KIRCHNER, UN OMICIDIO LISERGICO

Nel gennaio 1982, l’olandese elaborò un dattiloscritto di 17 pagine, nel quale prendeva forma la figura di un singolare detective che avrebbe dovuto essere “incolore… il nostro caro detective, può scivolare non solo nelle menti degli altri, ma anche nella sua. Come può, come personaggio, eguagliare tutti gli altri? Non può, ma lui è il più grande di tutti perché rappresenta il mistero”. Paul Kirchner ci mise un anno e mezzo a completare le matite, dopodiché andò a casa di Janwillem Van de Wetering. Insieme analizzarono le tavole e inserirono i dialoghi, il lavoro di inchiostratura terminò nel novembre 1983.
PAUL KIRCHNER, UN OMICIDIO LISERGICO
Il lavoro che ne uscì sembrò subito molto buono a entrambi. “Nient’altro nel genere è nemmeno lontanamente paragonabile a esso. Ragazzo, c’è un bel po’ di saggezza nascosta estremamente ben rappresentata in quelle pagine. Ti sei davvero superato, hai raggiunto il cuore della tua anima, i vecchi saggi dell’Himalaya saranno orgogliosi di te”, si complimentò con Paul Kirchner lo scrittore olandese. All’inizio ci furono delle difficoltà a trovare un editore, “Maus” sarebbe uscito due anni dopo e non c’era ancora un mercato vero e proprio per le graphic novel. Un editor della casa editrice Putnam paragonò l’opera a Fritz the Cat,  infastidendo Van de Wetering. Un altro editor, della Knopf, ne elogiò lo sforzo, ma lo riteneva più per i palati europei che per quelli americani. Alla fine, fu acquistato da Ballantine Books. Una casa editrice importante.
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Sfortunatamente venne pubblicato in un formato troppo piccolo per rendere giustizia agli evocativi disegni di Kirchner. Ebbe buone recensioni, ma non vendette quasi nulla. Nel 2016 il libro viene ripubblicato a cura delle edizioni Dover, regalando finalmente ai lettori l’occasione di riscoprire un piccolo capolavoro dimenticato.
PAUL KIRCHNER, UN OMICIDIO LISERGICO

Osserviamo le prime sei pagine di “Murder by Remote Control”. C’è un pescatore su una barca nella baia del Maine. Una lattina di birra vuota, un pesce, un aereo giocattolo radiocontrollato bastano per raccontare un inconsueto omicidio con molta tensione. Tutto sommato, siamo ancora negli standard del genere. Potrebbe sembrare una riproposizione di alcune delle idee del regista Alfred Hitchcock: un attacco a sorpresa da un aereo in spazi aperti illuminati dal giorno nel film Intrigo internazionale con Gary Cooper. Oppure ricorda Tippy Hedren su una barca a Bodega Bay, alle prese con un gabbiano nel film Gli uccelli. Potrebbe sembrare, ma c’è dell’altro.
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Con l’arrivo di un enigmatico agente governativo la storia inizia a deflagrare. Prende vita una incalzante indagine che riguarda cittadini al di sopra di ogni sospetto, maniaci che scambiano il detective per un riccone, aristocratici camuffati da poveri contadini rurali, estremisti di destra in posizioni di potere, corrieri della droga e vecchie stelle di Hollywood in una pineta.


Il racconto vira sulle atmosfere tipiche del noir suburbano alla David Lynch. Dopo il misterioso omicidio, ci sono tavole visionarie panoramiche, deliranti come una cavalcata lisergica. Il tutto disegnato con la nitidezza cristallina e amore per il dettaglio dei lavori di Wally Wood per la Ec Comics. Nel 1973 Kirchner aveva, in effetti, conosciuto Wood e gli aveva fatto da assistente per qualche tempo. L’altra grande influenza che Kirchner riconosce è quella di Jim Steranko, più per la vena surreale che per il tratto.
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Janwillem van de Wetering, morto nel 2008, era famoso per i suoi romanzi polizieschi, che hanno come protagonista il detective Rinus de Gier. Un detective molto sui generis, incline a far deragliare la trama del romanzo con i suoi sogni zen che si intersecano alle indagini, in un modo che ricorda da vicino l’agente Cooper di Twin Peaks.
“La storia del fumetto doveva essere un omicidio misterioso, con un investigatore stranamente formale, passivo ed emotivamente piatto. Ma che ha delle visioni quando intervista i sospettati, in grado di aiutarlo a risolvere il caso”, disse Kirchner in un’intervista.

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“Nel caso di Murder by Remote Control, ho lavorato capitolo per capitolo”, racconta Paul Kirchner. “Ho fatto prima un layout di ogni capitolo su un unico foglio, per vedere come l’azione si sviluppa sul numero di tavole che avevo pensato … Sono molto interessato alle dimensioni di una singola vignetta, alla relazione delle vignette tra loro, e alla composizione all’interno di ciascuna. Mi occupo a lungo degli schizzi preliminari”.
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“Per quanto riguarda il tocco surreale, mi spremo il cervello per creare grandi effetti visivi. Elaboro una situazione apparentemente banale cercando di rappresentare le dinamiche sottostanti”.
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L’edizione del 2016 ci ha dunque riportato davanti agli occhi questo lavoro dimenticato del 1986. Una graphic novel praticamente ante litteram, che la sensibilità dei tempi ci permetterà di apprezzare meglio di quanto accadde al momento della sua uscita. Per adesso la si può leggere solo in lingua inglese.
Quanto dovremo aspettare per l’edizione italiana?

 

 

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