USARE L’OSSITOCINA PER COMBATTERE IL RAZZISMO?

USARE L’OSSITOCINA PER COMBATTERE IL RAZZISMO?

L’ossitocina è una sostanza prodotta all’interno della scatola cranica.

Il puntino rosso nell’immagine in movimento qui sopra indica la posizione dell’ipofisi, l’organo che secerne l’ossitocina riversandola nel sangue.

L’ossitocina è presente in tutti i mammiferi. È un ormone, parola che significa “mettere in movimento”. È un messaggero chimico. Per esempio, dà inizio e aiuta a mantenere il travaglio del parto.

USARE L'OSSITOCINA PER COMBATTERE IL RAZZISMO?

La stimolazione della poppata accresce la produzione di ossitocina e la conseguente produzione del latte

Provoca anche la contrazione delle cellule muscolari e la secrezione del latte. Ciò avviene in risposta allo stimolo della poppata. È presente, anche se in minor quantità, nel maschio. Stimola comportamenti affettuosi e sociali. Per questo motivo è detta anche l’ormone della fiducia. La sua produzione viene favorita e intensificata da contatti fisici affettuosi e anche solo dalla vista di persone amate, di animali da compagnia e di bambini piccoli.

OSSITOCINA PER COMBATTERE IL RAZZISMO

Madre con bambino

L’ossitocina inonda la mamma di commozione e di affetto nei confronti del suo neonato. Tali sentimenti si sono dimostrati importanti per la protezione della specie. La gravidanza, il parto, l’allattamento e la cura e la difesa della prole sono compiti molto impegnativi per la madre. Innesca e stimola l’attenzione e la cura del neonato. Agevola la lettura delle espressioni facciali delle persone e la comprensione dei relativi sentimenti. Le madri possono, in questo modo, individuare situazioni pericolose per la prole e difenderla.

OSSITOCINA PER COMBATTERE IL RAZZISMO

Mucca con il vitellino

Le madri che hanno un aumento della produzione di ossitocina partoriscono più velocemente. In questo modo i nascituri corrono minori pericoli. Inoltre proteggono i piccoli fino al sacrificio di sé. I figli delle madri che ne producono di più hanno sempre avuto maggiori possibilità di sopravvivenza. Questo è successo anche in epoche in cui la mortalità infantile mieteva molte vittime. Per questo motivo la sua produzione è una caratteristica che si è conservata nell’evoluzione.

 

La scoperta dell’ossitocina e la sua sintesi

OSSITOCINA PER COMBATTERE IL RAZZISMO

Henry Hallet Dale nel 1904

È stata scoperta nel 1906 da Henry Hallet Dale, un neurologo britannico. Hallet Dale vinse il premio Nobel per la medicina nel 1936, ma non per la scoperta dell’ossitocina.

OSSITOCINA PER COMBATTERE IL RAZZISMO

Vincent du Vigneaud  statunitense, scopritore della ossitocina 

L’ossitocina è stata isolata e sintetizzata per la prima volta nel 1953 da Vincent du Vigneaud. Per questa scoperta ottenne il premio Nobel per la chimica. Fin dai primi studi, apparve che comportamenti amichevoli, anche di estranei, provocavano il rilascio di ossitocina.

 

L’ossitocina: la molecola della fiducia

OSSITOCINA PER COMBATTERE IL RAZZISMO

Paulk J Zak, La molecola della fiducia (2012)

Paul J. Zac è un neuroeconomista americano. Studia come utilizzare i processi del cervello per organizzare l’economia. Inoltre, ricerca modi per rendere le organizzazioni e la società sempre più efficienti.  È stato fra i primi a identificare il ruolo dell’ossitocina nel rapporto fra estranei.

OSSITOCINA PER COMBATTERE IL RAZZISMO

Paul J. Zak

Nel 2012, Zac ha pubblicato The moral molecule, The source of love and prosterity. Il libro è stato tradotto in italiano nel 2015 con il titolo: “La molecola della fiducia. All’origine della prosperità economica e sociale”.

Paul Zac ha verificato sperimentalmente che un segno di fiducia o di benevolenza di un estraneo genera un aumento di ossitocina. Conseguentemente l’aumento di ossitocina produce in noi un atteggiamento benevolo anche verso persone che non conosciamo.  Questa spinta equilibra la nostra tendenza a diffidare degli estranei.

Mercato mondiale del tartufo bianco di Alba

Secondo Zac, la fiducia reciproca è alla base della prosperità economica e sociale delle nazioni. Solo se le persone si fidano i mercati prosperano. Solo se una nazione lavora per creare la stima e la fiducia dei consumatori nei suoi prodotti favorirà la prosperità dei cittadini. Quindi la fiducia è un buon affare.

Paul Zak è un bravo conferenziere che ha avuto uno straordinario successo come divulgatore scientifico.

 

 

È stato anche accusato di aver semplificato troppo l’argomento. L’ossitocina, oltre che sentimenti di empatia e di benevolenza, sviluppa anche l’invidia e l’autocompiacimento. Inoltre i sentimenti amichevoli ed empatici a volte li sviluppa solo per le persone che fanno parte del nostro gruppo. In un primo momento si era ritenuto che potesse essere una risorsa per sviluppare risposte empatiche nelle persone affette da autismo, ma i risultati degli esperimenti non sono stati incoraggianti. Tutto partiva dall’ipotesi che le persone affette da autismo producessero meno ossitocina, ma non è così. Il livello di ossitocina prodotto pare sia un dato ereditario.

 

L’ossitocina rende simpatici i migranti?

L’università di Bonn, in collaborazione con ricercatori americani, nel 2017 ha condotto una ricerca particolare. I ricercatori hanno somministrato uno spray nasale a base di ossitocina ad alcuni pazienti. Coloro che hanno ricevuto l’ossitocina hanno manifestato un aumento di empatia nei confronti dei migranti. Ma le persone che partecipavano all’esperimento e che erano fortemente condizionate da pregiudizi contro i migranti non sono state in alcun modo sensibili alla somministrazione dell’ossitocina.

Ospitalità ai rifugiati

Solamente dopo aver saputo che persone che stimavano nel loro ambiente avevano fatto donazioni ai rifugiati hanno mutato atteggiamento. Questo esperimento dimostra che la somministrazione di ossitocina è inutile se, contemporaneamente, non cambia l’atteggiamento mentale.

 

Gilberto Corbellini: combattere l’odio verso gli stranieri

Migranti

Gilberto Corbellini è un direttore del Comitato nazionale delle ricerche. Dirige il dipartimento di scienze umane e sociali. Si chiede se sia possibile combattere l’odio verso gli stranieri con l’aiuto della scienza. La somministrazione di ossitocina insieme a un’azione di propaganda potrebbe fare assumere alla popolazione un atteggiamento più benevolo verso gli stranieri. Corbellini non si domanda però se sia lecito farlo dal punto di vista etico.

 

Sostanze che modificano i comportamenti

La setta degli assassini

Molte volte nella storia sono state distribuite alla popolazione o ai soldati sostanze per produrre un mutamento della psiche. Si narra che in Medio Oriente la Setta degli Assassini uccidesse con straordinaria ferocia perché consumava abitualmente l’hashish da cui deriva il loro nome.

Il Pervitin, la metanfetamina che metteva in moto l’esercito tedesco

Durante la Seconda guerra mondiale alla truppe tedesche veniva regolarmente distribuito il Pervitin. Era una droga appartenente alla categoria delle anfetamine. Un medico tedesco Fritz Hauschild l’aveva creata dopo aver osservato le prestazioni degli atleti statunitensi alla Olimpiadi di Berlino del 1936. Facevano uso di benzedrina, all’epoca legale nelle competizioni.

 

Eroina ai marines: sindrome Vietnam

Guerra del Vietnam

In Vietnam l’esito nefasto della guerra fu parzialmente condizionato dal consumo di eroina tra i soldati americani. Nell’esercito americano un quinto dei soldati era dipendente dalla China white, eroina purissima proveniente dal vicino Triangolo d’oro.

 

Guerra in Afghanistan

Marines americani in Afghanistan

Al giorno d’oggi spacciatori afghani fanno arrivare la droga negli accampamenti americani. I soldati fuggono stress e noia, ma diventano incapaci di combattere. Di droga in Afghanistan ce n’è tantissima, costa poco (meno di un dollaro la dose di un giorno) ed è potente. Le forze della Nato impegnate in Afghanistan sono coinvolte in un conflitto sempre più difficile, con molto stress e poco da fare nel tempo libero. In queste condizioni, le droghe per alcuni diventano un’evasione allettante. I talebani che oggi combattono gli americani, come i mujaheddin che ieri affrontavano i russi, puntano sull’eroina per indebolire il nemico.

 

Captagon, la droga del Jihad

Captagon , la droga del Jihad

Nei covi degli attentatori dell’Isis sono state trovate pastiglie di Captagon. È uno psicostimolante caratterizzato da una combinazione di anfetamine e di teofillina. Cancella  la fame, riduce la fatica e tiene svegli. Se viene assunto con la cocaina garantisce un’esaltazione e un’efficienza fisica ancora maggiori.

 

Come abbiamo visto, a volte i governi non si sono fatti scrupolo di usare droghe di ogni genere per vincere una guerra. Oggi siamo chiamati a riflettere se sia veramente lecito usare i ritrovati che agiscono sul nostro cervello anche in tempo di pace, per motivi che non hanno nulla a che vedere con la nostra salute. La risposta non può che essere negativa.

 

 

3 commenti

  1. Ma stiamo delirando?

  2. Follia allo stato puro.
    A quando l’elettrochoc per farci piacere quello che non ci piace ?

  3. non conosco la situazione italiana, ma a livello scolastico altrove so per certo che è piuttosto diffusa la psichiatrizzazione anche farmacologica dei comportamenti considerati devianti dei bambini e ragazzi; molti di noi cinquanta-sessantennni che a sette o otto anni avevano sempre la testa tra le nuvole oggi sarebbero condannati dalla sindrome di deficit di attenzione, altri casinisti e irrequieti, ovvero pieni di energie sarebbero considerati iperattivi – con conseguente somministrazone di farmaci normalizzanti, ovvero riportanti alla norma;i bambini lavativi che non avevano voglia di studiare, condizione peraltro normalissima, oggi sarebbero benedetti dalla dislessia e discalculia – condizioni che esistono realmente, ma certo non nella misura attuale: in questo caso non credo ci siano trattamenti farmacologici, ma di certo si condannao il bambino a una condizione di inferiorità indotta che gli danneggerà la vita; in Italia, soprattutto al sud, non credo che uno psichiatra possa spuntarla su una mamma, ma appunto in nord Europa le cose stano diversamente; non è cosa nuova, negli anni Sessanta i bambini non conformi a determinati parametri erano spediti nelle classi differenziali, ovvero scole per idioti; guarda un po’ ci finivano o i bambini più brillanti o i figli dei meridionali (parlo di Milano), ché in quegli anni le scuole erano piene di bambini figli di prima e seconda immigrazione con difficoltà di integrazione, più che altro per disprezzo da parte dei figlioletti della buona borghesia (cui appartenevo, so di che parlo); quindi niente di nuovo; metá di quelli che o scrivono o leggono Giornale Pop sarebe medicalizzata, se andasse oggi alle elementari;

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