REGALIAMOCI VACANZE LETTERARIE

REGALIAMOCI VACANZE LETTERARIE

Amare uno scrittore significa prima di tutto leggerne le opere, portarle dentro di sé ovunque si vada. Ciononostante ci sono dei luoghi di elezione, dei passaggi segreti, che danno accesso al backstage del suo mondo. Sono i luoghi che hanno visto nascere ed esplodere la sua ispirazione. Perché non visitarli trasformando le nostre solite vacanze in vacanze letterarie?

Le case degli scrittori

La casa in cui lo scrittore è nato, è vissuto, oppure ha semplicemente soggiornato durante un viaggio; i mobili, la scrivania, la libreria, il piatto in cui ha mangiato: tutto ci parla di lui, della sua famiglia, dei suoi sogni, delle sue paure e delle sue passioni. Da quella casa ha guardato, ha sentito il mondo intorno e dentro di sé e ce ne ha consegnato le chiavi. È infinito il numero di case di autori, anche da noi in Italia. A Nuoro c’è la casa di Grazia Deledda, a Recanati la casa Leopardi, ad Arquà quella di Francesco Petrarca e a Firenze quella di Dante. Tanto per citarne alcune tra le più famose.
Ecco alcune proposte dal sito libreriamo.it.

I parchi letterari

Il parco letterario è il territorio che ha ispirato una o più opere e all’interno del quale vengono organizzati percorsi, rassegne musicali, convegni e salotti letterari. Sono numerosi i comuni italiani che ospitano dei parchi letterari.
Per un elenco completo di questi parchi in Italia e all’estero sarà utile visitare la pagina di www.parchiletterari.com.

I Parchi Letterari

Gli hotel letterari

Gli hotel letterari sono spesso luoghi dove un autore ha soggiornato o, comunque, lasciato una traccia. L’hôtel d’Alsace (Parigi) è stato, per esempio, l’ultima dimora di Oscar Wilde; il Grand Hotel Et de Milan (Milano) ha visto tra i suoi ospiti D’Annunzio, la Callas, Verdi, Caruso e altri grandi esponenti della cultura italiana e mondiale; nel Balmoral Hotel di Edimburgo, J.K. Rowling ha scritto l’ultimo capitolo di Harry Potter e i Doni della Morte; nel Brown’s Hotel, Rudyard Kipling ha scritto il Libro della Giungla.


L’ubicazione degli hotel letterari non è sempre in rapporto con gli autori a cui sono dedicati. Potendo sorgere in località da loro non frequentate, questo tipo di Hotel rappresenta una nuova tendenza in campo alberghiero: il Swann Hôtel di Parigi, per esempio, presenta una collezione di opere originali di Marcel Proust. L’arredamento, i quadri, una biblioteca di ben 500 libri dell’autore tradotti in varie lingue consentono al cliente proustiano di tuffarsi nella lettura e nel mondo del suo scrittore preferito.

Hotel le Swann
Qualunque sia l’autore e ovunque si trovino, alla stregua della Società degli Hotel letterari, il motto di questi alberghi sembra essere: camere con libri.Ci sono, infine, dei luoghi che non si lasciano imbrigliare, lontani dalle case, dai parchi e dagli hotel. Sono luoghi senza targa dove uno scrittore, un poeta, è stato folgorato da un’immagine, rapito da un’emozione, e ha trovato le parole per esprimerla. Quanti amanti della poesia di Apollinaire si saranno appoggiati sul parapetto del Ponte Mirabeau, a Parigi, e, guardando la Senna, hanno lasciato defluire i versi del poeta? Tra  gli ammiratori di Hemingway quanti avranno tentato di  seguirne le orme attraverso il mondo. Quanti chilometri avranno percorso i lettori di Kerouac lungo la Route 66.
E quanti ne dovremmo percorrere noi, pessimi lettori, alla ricerca di tutto il tempo che abbiamo perduto!

 

Route 66

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