ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SU YATTAMAN

ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SU YATTAMAN

L’eterna lotta tra il bene e il male non è mai stata così divertente e d’attualità: Yattaman, una serie animata giapponese di 108 episodi arrivata in Italia a inizio anni ottanta. Prima della sua uscita tutti tifavano per i “robottoni” Mazinga e Jeeg Robot, ma l’ex fumettista e imprenditore Tatsuo Yoshida raccontò in un modo diverso quel mondo di creature metalliche, gigantesche e spaventose: disegnandone una a forma di cane!

 

La storia di Yattaman

ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SU YATTAMAN

Yattaman è il nome di battaglia del protagonista Ganchan, un ragazzino di 13 anni con la passione della meccanica. La sua assistente (e fidanzata) si chiama Janet: li unisce l’amore e il desiderio di vivere grandi avventure. Il papà di Ganchan è proprietario di un grande negozio di giocattoli: nel suo laboratorio dà vita a YattaCan, un San Bernardo meccanico vestito da pompiere.

ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SU YATTAMAN
A cosa serve costruire automi armati pensati per cambiare il mondo, se non ci sono in giro dei nemici temibili? Il trio Drombo è forse il gruppo di cattivi più amato nella storia degli anime: sono tre sedicenti imprenditori e artigiani capitanati dall’affascinante Miss Dronio. Truffaldini per natura, un giorno incontrano il misterioso Dottor Dokrobei che gli offre un’apparente occasione per fare soldi facili.

 

I nemici

ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SU YATTAMAN

Miss Dronio e i suoi scagnozzi, Boyakki e Tonzula, parlano con il loro grande capo solo attraverso comunicazioni vocali. Non possono vedere in faccia il misterioso dottore, ma credono a ogni sua parola. La missione proposta (forse sarebbe meglio dire imposta) è ricostruire un teschio andando alla ricerca per il mondo delle quattro parti in cui è stato diviso. Solo unendo i quattro pezzi del Dokrostone, l’oggetto rivelerà informazioni utili per trovare il non meglio identificato “gran filone d’oro”.

 

Il creatore

ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SU YATTAMAN

La serie, con giocattoli-combattenti sempre più folli, sembrerebbe nascere dalla mente di un bambino. Eppure Tatsuo Yoshida ha creato l’opera a 45 anni per la casa di produzione Tatsunoko, fondata nel 1962 da lui stesso insieme ai due fratelli minori. Tra l’altro non è riuscito a godere a lungo di Yattaman, visto che è scomparso nello stesso anno in cui è andato in onda in Giappone per la prima volta, nel 1977.
Se non conoscete questo cartone, andato in onda per la prima volta in Italia su Rete 4 nel 1983 e poi su varie televisioni locali e canali tematici, recuperatelo in streaming su TimVision: è un tuffo in un mare di fantasia. In pochi minuti vi innamorerete di tutti i personaggi, buoni e cattivi, primari e secondari.

 

Alcune cose che forse non sapete su Yattaman

I cattivi fuggono su un tandem dopo aver rimediato l’ennesima sconfitta, e il loro capo, il misterioso Dottor Dokrobei, li punisce ancora una volta. Polverizzando il vestito di Miss Dronio, leader del terzetto di malvagi, finendo con le tette al vento. Bentornati nel mondo di Yattaman, l’anime che fa ridere i giapponesi e che è riuscito nella miracolosa impresa di dar vita a un film live action fatto bene.
Ecco alcune curiosità sulla serie e la risposta a una domanda vi assilla da una vita: che diavolo è il “gran filone d’oro”?

ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SU YATTAMAN

 

1 – Time Bokan senza tempo

Yattaman debutta in Giappone nel 1977, seconda delle dieci serie con temi simili prodotte dalla Tatsunoko, chiamate Time Bokan. La prima serie è stata La macchina del tempo (1975). La particolarità di Yattaman, in assoluto la più popolare e amata delle Time Bokan, e che i viaggi nel tempo sono quasi del tutto assenti.

ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SU YATTAMAN

Il successo in Giappone fu enorme, anche grazie alla particolare forma d’interazione con il pubblico. La ragione del successo va ricercata nella strepitosa presa dei simpatici cattivi sul pubblico dei bambini, i quali sono stati capaci d’inondare la redazione della serie con migliaia di lettere. Corredate da progetti per macchine da battaglia, spesso inserite nella serie regolare. Alcuni robot schierati dal Trio Drombo erano infatti ispirati ai disegni dei fan. Nel presentarli al pubblico, il baffuto Boyakki mostrava spesso le foto di chi aveva inviato i disegni. Ecco di chi erano quelle facce in bianco e nero che saltavano fuori di tanto in tanto nella serie.

ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SU YATTAMAN

 

2 – Gli eroi dell’Ippocampo

La Tatsunoko (che si può tradurre in “cavalluccio marino”, ma anche in “figlio di Tatsuo”, dal nome del fondatore) ha prodotto oltre 60 anime, divenendo famosa soprattutto per la sua fantasiosa reinterpretazione dei supereroi americani come GatchamanKyashan il ragazzo androideHurricane PolymarTekkaman.
Alcuni tra i primi e più popolari anime ad essere arrivati negli Usa sono targati Tatsunoko, come Superauto Mach 5 (1967) e Macross.
Lo studio ha anche collaborato con Gainax alla realizzazione di Neon Genesis Evangelion.

ALCUNE COSE CHE NON SAPETE SU YATTAMAN

Se l’ippocampo rappresenta da sempre il simbolo ufficiale della compagnia, quello ufficioso viene proprio da Yattaman: il maialino portafortuna che si arrampica sulla palma. Nella serie era un maialino robot che si attivava quando qualcuno del Trio Drombo riceveva un complimento. Il maiale meccanico piacque così tanto al pubblico che la sua “Canzone del Maialino Portafortuna” sostituì quella usata dai tre cattivi durante la costruzione dei robot.

 

3 – Miss Dronio e le altre

Ogni serie delle Time Bokan è caratterizzata da un trio di cattivi. Composto da un’avvenente leader, un tizio magro e baffuto e un altro sgherro, forzuto e tarchiato, che affrontano due ragazzini dai vestiti colorati. Qui è la volta di Miss Dronio, Boyakki, Tonzula, Ganchan e Janet. Con vari intrecci amorosi, perché Boyakki e Tonzula nel corso della serie passano da ammiratori di Miss Dronio a fan dell’avversaria Janet… La stessa Dronio si ritrova attratta da Ganchan, arrivando a fare il tifo per l’eroe loro nemico!

 

 

Lo schema verrà ripetuto nelle altre serie, come Zenderman (inedita in Italia) con la bionda Muujo. O I predatori del tempo, dove a guidare i cattivi è una ragazza dai capelli verdi: Atasha. E ancora Calendar Men, Ippatsuman, Itadakiman, Hissatsuman (dove il trio è composto interamente da donne). Calendar Men e Ippatsuman presentavano dei robot realistici guidati dai buoni, al posto di quelli comici visti nelle altre serie. Nella seconda, inoltre, il protagonista è un classico supereroe alla Tatsunoko. Nel primo dei due Oav dedicati alle Time Bokan, nel 1993, gli equipaggi delle serie Time Bokan uscite fino a quel momento si sfidano in una gara in stile Wacky Races. E indovinate quale terzetto vince…

 

4 – I nuovi Yattaman

Esistono due serie recenti dedicate a Yattaman. La prima è un remake dell’originale del 2008. La seconda è Yoru no Yatterman (“Yattaman della notte”), uscita nel 2015 per festeggiare il quarantesimo anniversario delle Time Bokan. Questa volta i membri del terzetto sono direttamente gli eroi della vicenda. Molti anni dopo la serie originale, gli Yattaman si sono lasciati corrompere dal potere: tocca ai discendenti del Trio Drombo rimettere a posto le cose.

Tornando ai robot di Yattaman, non tutti sanno che dietro a Yatta Can, Yatta Pellicano, Yatta King, c’era il mecha designer Kunio Okawara. Okawara ha iniziato la sua carriera in Tatsunoko, lavorando su Gatchaman e tante altre serie, comprese le prime due Time Bokan.

 

 

Dal 1978 si è messo in proprio, collaborando soprattutto con la Sunrise. A lui dobbiamo quindi il design di robottoni iconici come Gundam, Daitarn 3 e Trider G7. Da freelance ha continuato comunque a sfornare design per la casa dell’ippocampo.

 

5 – Nintendo prende appunti

Vista la popolarità in Giappone del Trio Drombo, non stupisce che questo sia stato omaggiato un po’ ovunque. Ad esempio nei cattivi di Nadia – Il mistero della pietra azzurra di Hideaki Anno (Grandis, Sanson e Hanson). Anche Wario e Waluigi, controparti malvagie di Mario e Luigi nei videogiochi Nintendo, sono chiaramente ispirati a Tonzula e Boyakki. Waluigi, in particolare, ha gli stessi baffi e lo stesso nasone della mente del Trio Drombo. La piratessa Capitan Melassa, che appare nei primi due Wario Land, non sfigurerebbe inoltre tra Miss Dronio e le sue colleghe.

Passando ai videogiochi, Yatta1, armato con il suo kendama (il classico giocattolo giapponese) elettrico, Yatta2 e Miss Dronio sono tra i personaggi selezionabili nel picchiaduro Tatsunoko vs Capcom del 2008. Nel quale gli eroi Tatsunoko vengono alle mani con i personaggi dei videogame Capcom. Sui titoli di coda c’è anche un cameo del mitico tandem a tre posti del Trio Drombo.

 

6 – Il film

Si diceva del film. Chiedete a dei fan di anime e manga quale sia il loro adattamento live action preferito e undici persone su dieci vi risponderanno che è Yattaman di Takashi Miike. Pellicola del 2009 in cui appaiono anche i doppiatori originali di Miss Dronio e Tonzula e vengono citati svariati anime storici, anche non Tatsunoko, come l’Uomo Tigree Mazinga.


A interpretare Miss Dronio c’è Kyōko Fukada, cantante e attrice nipponica apparsa in film come Ring 2 e Dolls di Takeshi Kitano.

 

 

7 – Al gran filone d’oro (?)

La sigla italiana di Yattaman, scritta da Riccardo Zara de I Cavalieri del Re, era stata proposta in origine come sigla di un altro anime, Tom Story – Le avventure di Tom Sawyer. Ma venne scartata e in seguito riadattata per usarla in Yattaman, cambiandone il testo. Cos’era il gran filone d’oro di cui parlava il brano? Il tesoro inseguito dal Trio Drombo e raggiungibile solo collezionando i frammenti della pietra Dokrostone, seguendo gli ordini del Dottor Dokrobei. Dopo oltre cento episodi conclusisi dalla punizione del sadico dottore, Dronio e gli altri scoprono che non c’è alcun tesoro!
Dokrobei è in realtà un alieno che voleva una mano per ricomporre il suo corpo andato in pezzi. Una volta ottenuto il suo scopo saluta tutti e se ne torna sul proprio pianeta. Il nome di Dokrobei deriva da dokuro, cioè “teschio”, il simbolo del Trio. Era proprio nel loro destino, insomma, finire bruciacchiati e mezzi spogliati ogni dal sadico extraterrestre egoista.

 

8 – Nathan Never?

Yattaman ha ispirato anche la Sergio Bonelli Editore. Una delle protagoniste, Legs Weaver (spin-off di Nathan Never), ha un modo tutto suo per lanciarsi nei combattimenti. Quale? Il famoso urlo dei protagonisti della serie animata: yatta! Volete una prova? Eccola.

 

Le tette di Miss Dronio alla fine degli episodi

La punizione per il fallimento del sadico Dottor Dokrobei è la causa del denudamento finale di Miss Dronio. Ogni volta che da ragazzino vedevi il trio fuggire tutto sgarrupato, sulla loro bici a tre ruote, ti sganasciavi.

 

 

Le sigle di Yattaman

La sigla italiana è entrata anche in hit parade, ma in Giappone le sigle della prima e seconda edizione sono diventate dei veri e propri cult.

 

 

 

Come finisce la serie

 

Inserto speciale: il film di Yattaman

La storia del film riprende quella della prima delle due stagioni: il Trio Drombo è alla ricerca della pietra Dokrostone e non degli anelli Dokroring. Sebbene la sequenza che mostra la produzione dei minirobot nel corpo di Yattacan e il fratello di Dokrobei siano tratti dalla seconda stagione. Nel film la pietra non è il corpo originale di Dokrobei, ma un potentissimo amuleto in grado di alterare lo spazio-tempo. Di conseguenza, anche il personaggio di Dokrobei cambia radicalmente. Oltre a dimostrarsi più malvagio, non viene fatto riferimento a una sua origine aliena e sembra essere un’entità in grado di possedere i corpi altrui. Peccato manchino le tette al vento di Miss Dronio.

 

Alcune citazioni del film

Nella scena in cui il trio Drombo nel ristorante da loro aperto serve alcuni clienti, ci sono tra gli avventori i doppiatori giapponesi di Miss Dronio e Tonzula, Noriko Ohara e Kazuya Tatekabe, insieme al regista dell’anime Hiroshi Sasagawa. La loro voce viene riconosciuta dal terzetto del film, che chiede se si siano già incontrati.
Quando nella scena iniziale compaiono gli Yattaman, e il robot Robbie Robbie dice “Qualcuno ha visto il cosmopavone?”, si riferisce alla terza serie Time Bokan: Calendar Men. Questa battuta non è presente nell’originale giapponese, ma è stata suggerita dal fanclub italiano che ha collaborato per l’adattamento.

 

Altre citazioni divertenti

All’inizio del film, sia quando vengono mostrate le rovine della città che quando viene mostrata la base degli Yattaman, si possono notare riferimenti ad alcuni personaggi di altre due serie anime prodotte dalla Tatsunoko: il Mago Pancione e l’Ape Magà.
Quando Tonzula sogna di essere un lottatore di wrestling, il suo avversario sul ring è Mister Yes, riferimento al lottatore Mister No apparso in un episodio dell’Uomo Tigre. Il combattimento finisce nello stesso modo, ossia con Tonzula che stacca la testa dell’avversario, che in realtà si rivela essere una sfera di metallo.
La scena finisce con Tonzula che, rivolgendosi a Miss Dronio, grida “Adriooonioo!”. Il nome è la fusione del nome di Dronio con quello di Adriana Pennino, la donna di cui Rocky Balboa grida il nome alla fine del suo primo combattimento con Apollo Creed. Questa battuta non è presente nell’originale giapponese, è stata suggerita dal fanclub italiano per l’adattamento.

 

Indiana Jones

Quando l’archeologo Dr. Kaieda ritrova il primo frammento della pietra Dokrostone e si vede minacciato da Dokrobei, per difendersi sguaina una frusta, richiamando l’immagine di Indiana Jones.
Uno dei robot del trio Drombo, chiamato Vergine di Ferro, è in grado di sparare missili dal petto. Richiamando così i robot femminili delle serie di Gō Nagai: Afrodite A e Diana A della serie Mazinga Z; Venus Alfa della serie Il Grande Mazinga eccetera.

 

Mimì e la nazionale di pallavolo

Nel combattimento finale, i due antipatici eroi collaborando con il trio Drombo riescono a distruggere la pietra Dokrostone con il “doppio attacco”, richiamando la serie “Mimì e la nazionale di pallavolo”. Non a caso la scena ricalca un’azione di pallavolo: schiacciata di Tonzula, difesa in tuffo di Boyakki, palleggio di Miss Dronio e doppio attacco conclusivo.
Molte altre citazioni, che hanno contribuito a vivacizzare i dialoghi, sono presenti solo nella versione italiana grazie al feeling creatosi tra la direttrice del doppiaggio e Newbokan (lo Yattaman fanclub italiano) in accordo con il produttore Yoshinori Chiba.

 

 

(Da Il Sestante News)

 

1 commento

  1. Tutto giusto, inoltre “Yatta!” è una tipica esclamazione che suona tipo “Vittoria!” “Ce l’ho fatta!” e simili.
    Non a caso, Yatta-man è l’uomo che vince, che ce la fa.
    Tra le citazioni a questa parola, ricordiamo il piccolo John Connor che esclama “Yatta!” in Terminator 2 quando svuota un bancomat.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati con *

Dichiaro di aver letto l'Informativa Privacy resa ai sensi del D.lgs 196/2003 e del GDPR 679/2016 e acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità espresse nella stessa e di avere almeno 16 anni. Tutti i dati saranno trattati con riservatezza e non divulgati a terzi. Potrò revocare il mio consenso in qualsiasi momento, integralmente o parzialmente, con effetto futuro, ed esercitare i miei diritti mediante notifica a info@giornalepop.it

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*