I NO VAX SONO FIGLI DELLA RETE

no vax

L’uomo all’inizio del fenomeno dei no vax è Andrew Wakefield, un medico inglese. O meglio era medico, prima che il General Medical Council lo radiasse nel maggio del 2010 con l’accusa di avere falsificato le prove per dimostrare la propria tesi.

Wakefield diventa famoso nel 1998, con la pubblicazione sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet di un articolo intitolato “Iperplasia ileale-linfoide-nodulare, colite non specifica e disturbo pervasivo dello sviluppo nei bambini”.

 

A

 

Si tratta di un testo di cinque pagine nel quale Wakefield afferma di aver riscontrato la presenza di alterazioni gastrointestinali in bambini affetti da disturbi del comportamento (per la maggioranze dei casi si tratta di autismo).
L’autore sostiene che secondo uno studio di un paio di anni prima la maggior parte dei casi di autismo sono insorti entro una settimana dalla vaccinazione trivalente morbillo-parotite-pertosse. Questo fatto in associazione alle alterazioni gastrointestinali riscontrate, tipiche di una infezione virale, scrive l’autore, può far pensare a un virus come causa scatenante della patologia autistica.

Dopo quattro anni dalla pubblicazione dell’articolo nessun altro ricercatore è riuscito a riprodurre i risultati di Wakefield. Inoltre si viene a conoscenza di conflitti di interessi economici del medico e dell’utilizzo scorretto dei bambini negli esperimenti. Così nel 2010 viene radiato dall’ordine dei medici, con l’accusa di avere falsificato le prove per dimostrare la propria tesi.

 

M

 

La letteratura scientifica è piena di ipotesi strampalate che vengono successivamente smentite dai fatti, il tutto generalmente senza sollevare particolari clamori. Non è questo il caso, perché scoppia una bomba. La notizia si diffonde a macchia d’olio, una irrazionale paura si impadronisce del pubblico, con la conseguenza che molti genitori si rifiutano di fare vaccinare i figli. Aumenta così il pericolo di una diffusione di epidemie di morbillo.
È la Rete baby! Quella che fino a pochi anni prima sarebbe stata una semplice disputa accademica confinata al campo degli addetti ai lavori tracima attraverso il tam tam del Web fino a raggiungere un pubblico numerosissimo che l’ha interpretata secondo i propri mezzi culturali.

 

P

 

Le riviste scientifiche sono da sempre il luogo deputato alla diffusione della conoscenza tra gli esperti del ramo. Utilizzano un linguaggio specifico e trattano temi di norma poco accessibili al di fuori alla cerchia ristretta di specialisti. Quando viene dibattuto qualche argomento che potrebbe interessare anche un pubblico più vasto, questo viene “tradotto” in una forma accessibile da un giornalista esperto in divulgazione.

 

F

 

Negli ultimi anni la Rete ha modificato profondamente questo percorso creando delle scorciatoie, rendendo accessibile a tutti una illusoria conoscenza scientifica di prima mano. Le informazioni mediche che in precedenza erano legate a libri di difficile lettura, sono ora accessibili al profano che non sempre riesce a comprenderle in modo corretto.
A prima vista potrebbe sembrare una conquista della democrazia, nei fatti spesso si rivela un lento regredire nella ignoranza. Paradossalmente sono proprio le persone più acculturate (ma non nelle materie scientifiche) che sembrano avere eletto internet a loro principale, e spesso unica, fonte informativa. Ma su Internet c’è tutto, dagli articoli accademici alle fake news.

 

Ok

 

Spesso le battaglie più accese avvengono nei social network, come nel caso dei no vax. Facebook e i suoi fratelli si stanno dimostrando strumenti efficacissimi nel rivelare la nostra natura di saputelli, che non perdono mai l’occasione per esprimere la propria opinione. Da una notizia, che per sua natura tocca corde sensibili per l’opinione pubblica, scaturisce un dibattito che nel giro di poche battute si accende, si infiamma e poi si polarizza con la creazione di due fronti contrapposti. I quali si combattono a colpi di slogan e semplificazioni contenute nelle poche battute di un post, perdendo così di vista la materia del contendere e riducendosi a un esercizio polemico fine a se stesso.

 

V

 

Ci si muove essenzialmente sull’onda dell’emotività, sovrapponendo elementi che scatenano reazioni istintive. Lontane dall’attinenza con i fatti e dimenticando completamente la razionalità. Basta prendere un bambino (un piccolo essere da proteggere), aggiungere i vaccini (un “pericolo” per i bambini), e mescolare il tutto denunciando gli interessi delle case farmaceutiche e la malafede delle istituzioni. Accendere quindi il frullatore per creare una poltiglia indistinta.
Quando si trattano temi delicati, l’emotività e lo scetticismo non dovrebbero diventare la guida principale per le nostre scelte. La salute, del resto, è uno dei temi più difficilmente gestibili e razionalizzabili dall’uomo comune, che spesso per farlo deve affidarsi a qualcosa di esterno. Per alcuni questo qualcosa è la scienza, per altri è la religione o la spiritualità. Il dialogo tra le due parti è molto difficile.

 

Burioni

 

Ne fa fede la bacheca Facebook del dottor Roberto Burioni, medico, ricercatore e professore di microbiologia e virologia. Particolarmente attivo nel controbattere le tesi dei no vax, il dottor Burioni cerca di fare attività di divulgazione scientifica seria e documentata sulla questione dei vaccini. Il suo profilo pubblico si è trasformato in poco tempo in un campo di battaglia tra no vax e i pro vax.
La pagina del medico è lo specchio di come sia quasi impossibile su Facebook un confronto corretto e produttivo tra due gruppi contrapposti, rappresentanti di diverse visioni del mondo, che quasi sempre rimangono della loro opinione e spesso arrivano all’offesa personale.

 

M

 

Abbiamo a disposizione una vastissima quantità di informazioni, ma finiamo sempre per concentrarci su quelle che più si allineano alla nostra visione del mondo. Entriamo a far parte di gruppi polarizzati su tematiche condivise, ignoriamo le informazioni che le mettono in discussione, e ci arrabbiamo se qualcuno prova a smentirci. Viene chiamato “pregiudizio di conferma”, un riflesso mentale che induce ad approcciarsi alle informazioni per confermare il proprio punto di vista, più che per apprendere nuove conoscenze.
La psicologia contemporanea mostra come le persone non usano la ragione per andare al di là delle proprie intuizioni, ma per cercare argomenti che confermino queste convinzioni. Confutare le opinioni degli altri ci permette di riaffermare la nostra identità e il sistema di credenze in cui ci siamo formati. L’affermazione di questa nostra identità diventa più importante della verità stessa.

 

V

 

Intanto Andrew Wakefield, dopo le accuse di falso e la radiazione, non se la passa tanto male. Oltre a condividere il letto con la bellissima modella Elle Mcpherson, ha recentemente diretto un film intitolato Vaxxed, dove sostiene che tutte le prove alla sua tesi sarebbero state insabbiate dal solito complotto… 

 

 

7 commenti

  1. Ti/vi invito a leggere l’articolo ” Se l’autismo dipende dai batteri intestinali” apparso su l ‘Internazionale n. 1310 del 7/13 giugno 2019. Non si parla di vaccini ma di una realtà da prendere in considerazione al più presto anziché perdere tempo in modo “scientifico” parlando delle trecce della Greta assistendo allo scioglimento della Groenlandia con lo “spriz” in mano.
    Voglio sottolineare che ai tempi di Galileo noi europei eravamo i soli “pirla” che credevano che la Terra fosse al centro dell’Universo. Parliamo molto spesso di rivoluzioni o verità scientifiche che stanno in una scatola di cerini. L’abuso di carne porta ad un incremento dei tumori dal 30 al 60 per cento provato con tanto di “esperimenti classici” (uso di animali) ma questo non viene accettato per interessi e via dicendo.
    Non è questioni di complotti, è che scientificamente l’Uomo è allergico all’INTELLIGENZA.
    I vaccini sono utili? Certo ma perché nascondere anche le possibili conseguenze?
    Ciao, Trogi.
    A.

  2. Non credo che la comunità medica sia composta da imbecilli. Se la comunità medica dice che bisogna fare i vaccini, occorre farli.

    Io non pretendo di capire la teoria della relatività senza essere un fisico. Altri, pur non essendo medici, pretendono di saperne più della comunità medica sulla presunta pericolosità dei vaccini.

    Non ci sono certezze! Allora con questa affermazione non diamo più retta ad alcuna indicazione della comunità scientifica.
    Le certezze fanno parte della religione.

    • Ciao Sauro.
      Ecco un argomento su cui non siamo d’accordo ! Non sono un no-vax, mio figlio è vaccinato così io e tutta la famiglia, però quando ho dovuto scegliere, non è che fossi proprio tranquillo perchè i danneggiati da vaccino esistono, saranno pochi ma esistono. Pretendo di capirne più di un medico ? No, vorrei però poter chiedere al mio dottore di famiglia senza che nessuno minacci di radiarlo a seconda della risposta ? E’ questo il metodo scientifico, si radia chi non è d’accordo sinchè rimane una sola teoria ? Anche quelli radiati sono dottori laureati e presumo non siano degli imbecilli.

      • La cura consigliata dalla comunità medica è sempre migliore rispetto a qualcosa di non scientificamente provato.
        Se un medico falsifica i dati di una ricerca può essere radiato.
        Se un medico esonera qualcuno dall’uso di farmaci che potrebbero fargli male, tenuto conto delle sue caratteristiche specifiche, fa semplicemente il proprio lavoro.

  3. Credo che il dare la colpa della diffusione di bufale alla rete assolva un po’ troppo la stampa (che, ricordiamocelo, ancora oggi pubblica in ogni numero di gran parte dei quotidiani l’oroscopo, che viene presentato ogni mattina anche in TV)

    Nel 1998 di Social Network non c’era nemmeno l’ombra, al massimo c’era Usenet, popolata da quattro gatti, ed iniziavano a vedersi i primi forum. Per anni le teorie No-Vax sono state propagandate da giornali scandalistici (e non solo, anche spesso giornali “autorevoli”, come quelli che anni dopo propagandarono il Metodo Di Bella) o da pubblicazioni new-age, e solo dopo oltre dieci anni sono arrivate a diffondersi nella rete.

    Oggi la rete permette a tantissime persone, anche senza tanti mezzi, di fare quello che una volta potevano fare solo pubblicazioni con alle spalle capitali e redazioni: diffondere frottole. Questo ovviamente aumenta il numero di frottole, ma non è che prima la stampa facesse un grande argine alla loro diffusione…

  4. Dal punto di vista giuridico, la possibilità che i vaccini obbligatori possano, in determinate circostanze, arrecare danni ai bambini, è nota da tempo. In Italia c’è una legge del 1992 che prevede un risarcimento dello Stato per chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge, lesioni o infermita’ permanenti.
    Questo mi pare dimostri che non c’è uno strapotere delle case farmaceutiche, altrimenti una legge del genere (di molto anteriore ai “sospetti” sull’autosmo) non sarebbe passata.
    Se lo stato da un lato prevede per legge come obbligatorie certe vaccinazioni, e dall’altro prevede un risarcimento a suo carico per i danni, significa che la vaccinazione è tendenzialmente benefica, ma in determinate circostanze può diventare dannosa. Questo, del resto, vale anche per esami medici molto comuni o per l’uso di farmaci di larghissima diffusione. Dovrebbe essere compito dei medici indicare i casi in cui la vaccinazione è in concreto inattuabile o sconsigliata.

  5. quello che ad alcuni sfugge è il fatto che il corpo umano è inviolabile; iniettare in un corpo umano qualcosa, sia pure a fin di bene almeno nelle intenzioni, è un atto arbitrario che apre la strada a ulteriori manipolazioni del corpo (e delal mente: nelle scuole tedesche i bambini introversi sono sempre piu spesso trattati farmacologicamente perché “sbagliati”), sempre a fin di bene ovviamente; scrive Pennacchioli che gli scienziati sanno quello che fanno; a prescindere dal fatto che tutti i miei amici malati di tumore sono morti, e male, nonostante le belle statistiche su come oggi si viva benone col tumore, se un domani gli scienziati (quali, chi?) decidessero che a fin di bene bisogna impiantare un chip sottopelle andrebbe ancora bene? gli scienziati che ritenevano non perciolosa l’esposizione alle radiazioni nucleari mandando alla morte migliaia di soldati americani esponendoli alle esplosioni sperimentali erano meno scienziati di quelli attuali? quando lo scienziato è diventato infallibile e indiscutibile, nel 1967, nel 1984, quando di preciso? da ragazzo il mio medico, primario di nota clinica milanese e persona peraltro eccellente, mi tirava scemo con il fatto che la masturbazione era una delle cause meno note di numerose malattie, oh, era un medico e aveva alle spalle più di un volumone che testimoniava la pericolosità dell’onanismo; un cretino? forse, chissà;
    quello di spaventoso in questa faccenda dei vaccini è la violenza esercitata dalla classe medica: le cose stanno così, punto e basta; se sei così convinto delle tue posizioni, argomèntale senza fare terrorismo, dialoga con chi – per motivi appunto etici – è contrario; molte persone sono contrarie ai vaccini semplicemente perché è una imposizione, io ormai sono vecchio e il morbillo me lo sono fatto e dell’influenza me ne strabatto, ma se fossi più giovane non mi farei vaccinare manco morto; che fate, mi mettete in prigione? mi legate al letto con le cinghie e mi iniettate i farmaci mentre urlo? mentre il popolo urla in piazza uccìdilo uccìdilo?

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