SECONDA PLAYLIST D’AUTUNNO

SECONDA PLAYLIST D’AUTUNNO

Il sound solare degli americani Quilt, (traccia n.6) “Your Island” è come un’oasi nel deserto del revival folk-psych, ricco com’è di toni e colori vivaci che rifuggono dal fervore mistico di molte band affini (cit.). Ma questo brano in particolare shakera psichedelia, indie pop e folk con indiscussa piacevolezza che rimanda a spiagge lontane di un tempo breve, appena passato. Mentre si ascolta un irresistibile andamento Sixties fatto di linee di organo, basso incalzante e ritornello super orecchiabile, echi di ricordi affluiscono semplici e gioiosi, misti ad un pizzico di nostalgia delle lunghe serate di agosto a chiacchierare e scherzare con gli amici o a passeggiare spensierati sotto la luna piena.

La traccia n. 7 “Maude Hope” , è una canzone nata dalla collaborazione musicale tra Giorgio Tuma (autore) e Laetitia Sadier, ex cantante dei grandi Stereolab. Questo gioiellino musicale è segnato dalla sua originalità di arrangiamenti fantastici e la composizione strumentale potrebbe essere un dipinto di Monet, con la voce splendidamente retrò di L. Sadier a commentare, come pastelli tenui di colori infiniti. Si, perché questo è un brano sognante, da ascoltare e lasciare che il silenzio delle sue note prenda in consegna l’intera stanza. Anche se le prime gocce di pioggia confondono il paesaggio, attraverso i vetri della finestra ci sarà questo incanto di voce e musica ad accompagnarti lì dove l’immaginazione diventa realtà dei sogni.

Traccia n.8. I Red Hot Chili Peppers hanno realizzato da poco il loro nuovo disco, e sebbene non sia un capolavoro di novità stilistica, ho pescato per questa playlist, la ballata dolciastra “The Longest Wave”. Anthony Kiedis canta: “Probabilmente non siamo così sacrosanti/L’onda è qui aspettando il vento per decidere il mio destino”.. Sì, l’onda più lunga, testo della canzone, è un’opportunità di riflessione, un passaggio nel percorso di vita che attraversa un po tutti…”Forse sono quello giusto/Forse quello sbagliato/Un altro atto, il pirata e la farfalla/È ora di dire basta”. Ecco, questa canzone pur non avendo il solito propellente ad alto rendimento funk-rock, si fa largo lungo la strada dell’esperienza non solo artistica con atmosfere un po’ psichedeliche, per condensare i vari chiaroscuri dell’anima in un mood dove la melodia è possente. E se in autunno ingialliscono le foglie cadendo dagli alberi non è la fine, ma un momento per cogliere un passaggio vitale dell’esistenza, per prepararci a nuove opportunità.

Se siamo obbligati all’ordinarietà dei giorni che si ripetono noiosamente uguali, scanditi dalle necessità quotidiane, allora siamo “condannati” a sorridere con questo “pezzo” dei Violens (trio americano) che si intitola appunto “Doomed”, traccia n. 9 della compilation. Questa wave-pop-song di grande raffinatezza stilistica rielabora con agilissima scioltezza mimetica frammenti dell’epopea synth-pop britannica. La melodia affascinante avvince con giochi di strati sonori, evidenziando un’eccellente padronanza di atmosfere e sensazioni. La canzone è un invito a cullarsi nell’eccitante mormorio delle cose più futili, perché l’estate è svanita, e nell’aria si sente una chiarezza insospettabile, un brivido nervoso, una veloce esaltazione senza velleità di rinunce.

La giovane cantautrice canadese Robin Bacior è l’autrice della traccia n. 10 “Ohio”. Un bel pezzo musicale dal respiro epico che ricorda splendidi paesaggi e al contempo evoca riflessioni intimiste:..”Mi piacerebbe giocare come una candela accesa, non solo a riempire l’aria, ma per renderlo invece sacro. La memoria è come una lampadina che scoppia sopra la mia testa”. La voce di Bacior e gli arrangiamenti a metà tra l’ambient e il pop-folk, descrivono sensazioni a tratti ovattate, irreali, dove la strumentazione acustica (violoncello, contrabbasso, fisarmonica e campane) fa da contrappunto gioioso. La musica come fondale panoramico che evoca questo episodio transitorio della vita della cantautrice. Un flusso e riflusso geografico all’interno delle relazioni.

 

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