MUORE SOTTO LE BOMBE IL CLOWN CHE CONFORTAVA I BAMBINI SIRIANI

MUORE SOTTO LE BOMBE IL CLOWN CHE CONFORTAVA I BAMBINI SIRIANI

Chissà se indossava parrucca, naso rosso e scarpe grosse quando le bombe gli sono cadute addosso, spezzando la sua giovane vita. Ventiquattro anni, Anas Al Basha, era un noto attivista della città di Aleppo. A differenza di molti suoi coetani, e della sua stessa famiglia che la scorsa estate era fuggita all’estero, lui aveva preferito rimanere in Siria, martoriata da una guerra civile che ha già mietuto migliaia di vittime, per dare un aiuto concreto ai bambini dei quartieri orientali assediati dalle forze lealiste. L’unica arma di cui disponeva Anas era l’ironia, la sola divisa che indossava era quella del clown.

Così Anas amava travestirsi per inscenare spettacolini e strappare un sorriso ai tanti piccoli della sua città, molti dei quali abbandonati, a cui la vita ha tolto non solo la famiglia, ma anche la prospettiva di un futuro sereno. Il suo impegno era conosciuto e apprezzato da tutti in città. Anas faceva parte di una organizzazione non governativa chiamata “Spazio per la speranza”, che fornisce consulenza e sostegno a 365 bambini orfani di uno o entrambi i genitori. Insieme ad altri volontari aveva lavorato anche alla realizzazione di asili/parco sotterranei che potessero sfuggire alla furia omicida delle bombe.

È stata proprio questa associazione a dare notizia della sua morte, avvenuta martedì scorso a causa di un bombardamento nel quartiere Mashhad. Ancora da chiarire se a colpire siano stati i jet del dittatore Assad o quelli dei suoi storici alleati russi. Proprio a seguito di questi raid, divenuti sempre più frequenti, “Spazio per la speranza” ha sospeso temporaneamente la propria attività ad Aleppo.

Secondo alcune fonti, anche la moglie di Anas, con la quale si era sposato solo pochi mesi fa, sarebbe morta sotto le macerie di un palazzo. Toccante l’estremo saluto del fratello Mahmoud Al Basha, che sul proprio profilo face book ha ricordato la capacità di Anas di “portare gentilezza in un mondo crudele”.

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