MICKEY, IL TOPOLINO FRANCESE È RIMASTO GRANDE

MICKEY, IL TOPOLINO FRANCESE È RIMASTO GRANDE

Mentre in Italia, dal 1949, Topolino adotta la formula del libretto tascabile che ospita solo storie di personaggi disneyani, in Francia Mickey ha mantenuto fino ai nostri giorni la struttura di “giornale” per ragazzi con contenuti di vario genere, come era stato per Topolino prima della rivoluzione mondadoriana e come sarebbe stato da noi per diversi anni ancora per pubblicazioni come Il Vittorioso, Il Giorno dei Ragazzi e l’antesignano Corriere dei Piccoli, e nei paesi francofoni per Tintin, Pilote e l’unico sopravvissuto ai giorni nostri Spirou.

Diamo un’occhiata a un numero (“speciale”) del 1967, quando Le journal de Mickey (così si chiama la testata francese dedicata ai character disneyani) raggiunse il bel traguardo dell’ottocentesimo numero.

MICKEY, IL TOPOLINO FRANCESE

MICKEY, IL TOPOLINO FRANCESE

Dopo una pagina di redazionali (foto dei lettori, vignette, il Club di Mickey…) ecco la pagina più caratterizzante dell’edizione francese: “Mickey à travers les siècles”, un lungo “romanzo” a puntate dai contenuti didattici che racconta la storia della Francia tramite l’escamotage di far viaggiare il personaggio attraverso il tempo (ogni volta che prende un colpo in testa si sposta d’epoca). L’autore dei testi è Pierre Fallot. Ai disegni si sono succeduti Tenas e, dopo alcuni numeri, Pierre Nicolas. Come si vede, a differenza di quanto succede d’abitudine nella produzione disneyana, qui il topo è l’unico animale antropomorfo: gli altri sono normali esseri umani, spesso storicamente esistiti. La serie è andata avanti dal 1952 al 1978 ed è stata raccolta in più volumi da Hachette e poi da Dargaud.

MICKEY, IL TOPOLINO FRANCESE

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MICKEY, IL TOPOLINO FRANCESE

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A pagina 4 inizia una storia completa di Superpippo di cui non conosco l’origine. Produzione locale? Comic book statunitensi? Non sembra opera di autori italiani. Lascio agli esperti del settore il compito di scoprirne la provenienza (l’origine è americana: sono tavole rimontate dell’episodio disegnato da Paul Murry “The twister resister”, uscito su Super Goof n. 5 del dicembre 1966 – NdR).

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A pagina 15 troviamo i risultati di un curioso concorso “Pulcinella” che metteva in palio un televisore, diversi “elettrofoni” (!) e transistor, oggetti tecnologici del desiderio, in quegli anni.

Altro elemento originale della pubblicazione sono le tavole a fumetti spalmate su due pagine. È il caso di questo “Falcone Bianco” tratto da un’opera di Elliot Arnold e di altre serie, come vedremo. L’impatto visivo è decisamente notevole e avvolgente. I ragazzini francesi dovevano davvero “perdersi” in queste doppie pagine!

Come nel nostrano “Corrierino”, non mancano i romanzi in prosa a puntate. A differenza di quanto succede in Italia, i francesi ritengono però di non dover segnalare il nome dell’illustratore.

Se il “Falcone Bianco” è probabilmente una produzione autoctona, così non è per Guy L’Éclair, nome francese del noto Flash Gordon. Anche le tavole domenicali disegnate da Dan Barry sono presentate a doppia pagina, e l’effetto è davvero eclatante. Credo che il montaggio delle vignette sia quelle della tavola domenicale originale, visto che non si notano particolari segni di rimaneggiamento redazionale… ma anche qui lascio a studiosi più preparati di me l’incarico di dare lumi in proposito (sono strisce quotidiane, dato che all’epoca le tavole domenicali erano ancora disegnate da Mac Raboy, e i rimaneggiamenti sembrano abbastanza evidenti, per esempio nelle nuvolette di fumo della vignetta grande con i robot – NdR).

Non mancano le pagine di divulgazione scientifica, presentate in maniera divertente con molte foto e illustrazioni. In questo numero si esamina la possibilità di far respirare gli esseri umani sott’acqua.

Tocca poi a un’altra serie di produzione francese, Onkr “l’abominevole uomo dei ghiacci” scritto da Jean Malac e disegnato da Tenas.

Ed ecco una curiosa pagina pubblicitaria, quella di pigiami per ragazzi collegati al pupazzo Omer manovrato dal ventriloquo Jacques Courtois che, a quanto pare, godeva di un buon successo sul piccolo schermo. Ritagliando il simbolo del pupazzo dalla confezione del pigiamino si poteva entrare gratis a uno degli spettacoli itineranti. Inviandone due a un apposito indirizzo si riceveva un albo con le avventure di Omer.

Dopo alcune pagine intervallate da una mezza paginetta di Cip e Ciop con rimontaggi piuttosto rozzi delle vignette (vedi l’albero e la luna nella vignetta verticale), il compito di intrattenere i giovani lettori è affidato a Bibì, Bibò e Capitan Cocoricò (Pim Pam Poum nella versione francese) di Musial.

Le storie Disney ritornano con un breve episodio di Archimede Pitagorico (Géo Trouvetou) e Paperina (Daisy) prima di lasciare il posto a un’altra serie avventurosa a puntate fatta in casa, Thierry la Fronde di Deret e Nortier, anche questa nello splendore della bipagina.

Si chiude con una manciata di pubblicità (con Asterix, all’epoca già grande successo internazionale, che si fa largo anche nelle pagine della concorrenza reclamizzando un prodotto che regala i suoi pupazzetti) e una sezione di giochi, per terminare disneyanamente con quella che sembra essere una tavola “sindacata” statunitense.

Come si vede, un ibrido abbastanza somigliante al Corriere dei Piccoli prima del cambiamento di formato, con i personaggi Disney che si prendono la testata ma, tutto sommato, uno spazio abbastanza limitato nelle pagine interne. Oggi la rivista di Mickey ha ridotto il formato e imita più Spirou che i vecchi giornali per ragazzi, come si può verificare sul sito della testata.

 

 

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